Tristezza

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Avrei preferito incontrarlo quando a scuola elementare discutevamo se preferivamo lui o Terence Hill. Ricordo che un compagno di classe ci chiedeva di colpirlo sulla guancia per poi parare il colpo e fingere di affondarcene uno allo stomaco. Per sua sfortuna trovò uno che fece sul serio e lui realizzò che il colpo stesse partendo solo molto dopo che arrivò il medico per rianimare il maestro che era svenuto sulla scena.
Alle scuole superiori il coro dei pompieri si cantava al cambio d’ora dopo la solita incomprensibile lezione di matematica. Eravamo cresciuti, senza dubbi.

E invece mi è toccato vederlo alla sua camera ardente allestita al Campidoglio. Il difficile non è stato avvicinarsi alla bara, ma andarsene. Lì nella sala della Protomoteca, con le musiche dei suoi film in diffusione, Bud riposava con il viso sereno. Lontano – è vero – anni luce da quello tondo e spesso abbronzato dei suoi film, ma sereno. E questo ha aiutato a sopportare la scena. Un po’ mi veniva da sorridere pensando alle sequenze che vedo e rivedo dall’età del ricordo, le espressioni del viso che talvolta mi rievocano Oliver Hardy, il fare indolente e sornione, quel personaggio tra il fumetto e il supereroe dai modi burberi oppure impacciati e goffi, all’occorrenza. Un po’ mi veniva la lacrima perchè con Bud la mia generazione c’è cresciuta e un po’ anche la mia passione per il nuoto.

Dopo Pino Daniele, e molto prima Troisi,  illustri conterranei gentiluomini ci stanno lasciando. Forse più degli altri Bud è stato ed è uno di famiglia.
Alla tv ora danno Piedone: corro a rivederti subito.

Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché se non succede niente, m’incazzo. M’hai fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare, alla fine, da nessuna parte?” [Carlo Pedersoli. Napoli 31/10/1929 – Roma 27/06/2016]

Per un ricordo diverso, c’è “Ettore”, trasmissione di Radio 2

 

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3 risposte a “Tristezza

  1. Oltre ai due Trinità, il mio film preferito di Bud Spencer (e di Terence Hill, ovviamente) è Botte di Natale. Fu il loro canto del cigno, a circa 10 anni dall’ultimo film che avevano fatto insieme: la critica ebbe quindi gioco facile nel dire che non erano più come ai vecchi tempi, e invece a mio giudizio quel film dimostra che erano invecchiati come il vino. Anzi, che non erano invecchiati affatto, né invecchieranno mai.

  2. Ciao e grazie per il commento. Quando uscì Botte di Natale avevo 20 anni e avevo visto la maggior parte dei film della coppia Spencer/Hill. Purtroppo 10 anni prima, quando uscì il film precedente, non apprezzavo ancora appieno il duo e così, nel 94, ero euforico di poterli finalmente vedere al cinema. Purtroppo trovai il film noioso, ma forse perchè andai con le aspettative di rivedere cose come “Altrimenti ci arrabbiamo” e lo stesso confronto con i western precedenti era perdente. Come dicevi, il film doveva essere visto con gli occhi dell’età (la loro). Non pensavo però che sarebbe stato il loro primo e ultimo film che avrei visto al cinema, ho a lungo atteso un nuovo lavoro e invece…

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