Austria (un po’ in bici): Linz, Mauthausen, Melk, Grein, Krems. 24-29 luglio 2015

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Diario di viaggio: Linz, Mauthausen, Melk, Grein, Krems. 24-29 luglio 2015

Da una pausa pranzo arriva il suggerimento involontario di Silvia. Mi basta una settimana e l’organizzazione è conclusa. Per sperimentare il mio primo giro a tappe in bici scelgo la pista ciclabile del Danubio e il tratto tra Linz e Krems: circa 120 km divisi in tre tappe di uguale lunghezza.
La ciclabile del Danubio è uno degli itinerari più semplici da fare, da soli o con bimbi al seguito: praticamente tutto in piano, eccetto poche e brevissime salite. Spostandosi in direzione Passau – Vienna la pendenza è in media in leggera discesa. In questo periodo dell’anno c’è luce fino alle 21.15; le temperature, almeno quest’anno, si sono abbassate giusto in tempo dai picchi anomali della settimana precedente (anche 38°C).
Le informazioni necessarie per organizzare il viaggio le prendo un po’ in rete, un po’ facendomi consigliare da una famiglia di Krems che avevo conosciuto grazie a uno scambio casa, un po’ grazie all’opuscolo Danube Cycle Path inviatomi dal Donau Oberosterreich Tourismus e un po’ attraverso qualche blog. Tra questi, fondamentale per decidermi di partire (e partire da solo) è stato il blog di Rossella “machetiseimangiato” e il suo post un po’ vecchiotto riaperto giusto per me.
Di seguito troverete il mio diario di viaggio e qualche suggerimento indirizzato a chi, come me, ama la bici come rilassante mezzo di trasporto e non per gare di velocità o fuori pista.

Organizzazione e suggerimenti.
Linz (94)Decido di arrivare a Linz con il treno dall’aeroporto di Vienna. A Linz c’è il Donau Oberösterreich Tourismus dove si può noleggiare la bicicletta (20€ al giorno, con borse posteriori incluse; il fitto è per 24 ore solari) per poi riconsegnarla in altra città (Krems, nel mio caso). Almeno a Linz, non è necessario prenotare la bici.
L’ufficio turistico può essere contattato via e-mail e vi fornisce molte informazioni utili; sul sito internet potete richiedere gratis l’opuscolo con mappe, orari, siti da visitare e un elenco di strutture dove alloggiare.
Ho preferito prenotare gli alloggi prima di partire perché quelli sull’opuscolo erano già quasi tutti pieni. Lungo la ciclabile se ne trovano comunque altri (ed erano liberi quando ci sono passato). Devo dire che però da Linz a Krems le uniche tre tappe con un po’ di vita sono Grein, Melk e appunto Krems per cui sono di sicuro i posti privilegiati per fermarsi.
All’ufficio di Linz si può scegliere il tipo di bici (mountain bike, city bike, elettrica), diametro ruota, numero di rapporti del cambio. Stesse possibilità penso si abbiano all’ufficio di Passau e Vienna. Nelle città intermedie invece ci sono solo normali officine di biciclette (che la domenica sono chiuse). La bici è fornita di due borse posteriori e un lucchetto: il set di tre borse posteriori sarebbe stata la condizione migliore, ma per me la terza borsa (orizzontale) è costituita dal mio zaino che fisserò con una fune elastica.
Consiglio (e me lo ricorderò la prossima volta) di perdere qualche minuto nella scelta della bici e del sellino. Io scelgo un cambio a 7 rapporti –  tipo Rohloff – che ha pregi e difetti e per il quale io non nutro molto feeling: questo tipo di bici è più lenta e meno reattiva nei cambi di pendenza e la pedalata nel verso contrario attiva il freno. Inoltre la bici ha una vecchia dinamo sulla ruota posteriore per alimentare i fari.
L’ufficio non noleggia il casco che quindi ho portato con me da casa (essendomi prima informato con la compagnia aerea che avrei potuto portarlo nel bagaglio a mano).
Riguardo le distanze da percorrere, ho scelto tre tappe uguali di circa 40 km per poter pernottare a Grein, Melk e Krems. Queste distanze sono fattibili con un normale allenamento: si sentirà un po’ di stanchezza la sera, ma si recupera durante la notte. Probabilmente dopo la mia terza e ultima tappa (Krems) un giorno di riposo sarebbe potuto essere opportuno o almeno una tappa di chilometraggio inferiore.

Bici2Abbigliamento e attrezzatura
Ho deciso di partire con il solo bagaglio a mano. Per 6 giorni di vacanza uno zaino di 35 litri è sufficiente, considerato che io ci ho messo dentro pure l’elmetto della bicicletta. Uno zaino da 40 litri sarebbe stato meglio, ma va verificato se le dimensioni sono quelle ammesse per imbarcarlo come bagaglio a mano. La quantità dell’abbigliamento non è proporzionale alla lunghezza del viaggio e quindi bisogna necessariamente eliminare il superfluo: in fondo si fa un viaggio in bici e da queste parti l’abbigliamento ciclistico è normale e ben accetto (io ho visitato anche l’abbazia di Melk).
Come accessori per la bici ho portato: caschetto e fune elastica (con ganci in plastica) per fissare lo zaino sul portapacchi posteriore.
Forse l’ufficio di noleggio può fornire anche altre sacche per la bici oltre alle due posteriori in dotazione. Non ho chiesto una borsa sul manubrio nella quale disporre oggetti di uso frequente (mappe e macchina fotografica, per esempio) e ne ho sentito la mancanza.
Tra gli accessori personali, oltre a pantaloncini imbottiti e magliette, possono essere utili:

  • una crema solare protettiva;
  • una boccetta di detersivo per il bucato (in caso di necessità e sempre che si riesca ad asciugare in tempo i capi);
  • uno zainetto in cui portare con sé le cose di valore quando si parcheggia la bicicletta;
  • k-way per la pioggia e forse anche un impermeabile per le gambe in caso di pioggia insistente;
  • cappucci copri borse come protezione aggiuntiva alle borse stagne (in caso di pioggia), oppure si possono usare le buste della spesa o i sacchi condominiali per la spazzatura per imballare i vestiti;
  • qualche alimento per uno spuntino lungo il tragitto e, ovviamente, acqua a sufficienza.

Considerate le condizioni meteorologiche del mio viaggio avrei messo anche un costume e, per motivi opposti, un panno per asciugarmi dalla pioggia. Nel disporre tutto il bagaglio nelle borse della bici bisogna ovviamente bilanciare bene i pesi. Come suggerito da un blog sul tema, la famosa Pasta di Fissan (quella per i bimbi) aiuta a lenire le irritazioni da movimento (non solo quelle del sellino).
Riguardo agli attrezzi di primo intervento (sostituzione pneumatici, chiavi) meglio affrontare la questione con l’ufficio di noleggio. A me non ne hanno forniti e la prossima volta dovrò capire se possono essere acquistati o noleggiati.

Linz , semaforo (61b)Collegamenti 
A Passau si può arrivare dall’aeroporto di Monaco o da quello di Vienna essendo sulla tratta che da Schwechat conduce verso l’Olanda. La stessa tratta è quella che conduce da Schwechat a Linz in meno di due ore. Più difficile tornare a Vienna da Krems anche perchè molte coincidenze sono nell’arco di pochi minuti. Le alternative migliori sono: andare a St. Polkten e prendere il treno per Schwechat, oppure – cosa che ho fatto io – prendere il treno per Wien Heiligenstadt poi il regionale per Handleskai e quindi un altro per l’aeroporto. Tutto più facile a farsi che a dirsi, con coincidenze comode e senza stress.

Link utili

Qualche diario o programma organizzato:

Programma di viaggio
24 luglio: Roma Fiumicino – Schwechat – Linz
25 luglio: Linz e Mauthausen
26 luglio: Linz, Enns, Mitterkirchen, Dornach, Grein (bici)
27 luglio: Grein, Ybbs, Pöchlarn, Melk (bici)
28 luglio: Melk, Schönbühel, Mautern, Krems an der Donau (bici)
29 luglio: Krems – Schwechat – Roma Fiumicino

24 luglio: Roma – Schwechat – Linz (Austria Superiore). (Soleggiato, fino a 32°C)

Linz è il capoluogo dell’Austria superiore (Oberösterreich). È un piccolo centro che sorge su entrambe le rive del Danubio che, dopo la seconda guerra mondiale, ne divideva il controllo sovietico e americano. Il centro storico è sulla sponda sud dove si trova anche la stazione ferroviaria che collega la città all’aeroporto di Vienna in circa 1h50′.

Essendo una piccola città evito di indicare cosa vedere: una giornata è più che sufficiente per esplorare la città, qualche ora in più è richiesta per dedicarsi a un paio di visite. La cosa interessante è però che in questi giorni si tiene il Pflasterspektakel, il festival degli artisti di strada, motivo che aveva definito data e punto di partenza della mia vacanza. Nei tre giorni di festival la città è animatissima da spettacoli in strada, tutti gratis eccetto che per l’offerta nel cappello.

Tra i siti di interesse segnalo:

– il Lentos Museum è l’edificio con illuminazione colorata lungo la sponda sud. È spesso oggetto di cartoline ed è un museo di arte contemporanea.
– l’Ars Electronica Center è un museo dedicato all’elettronica e alle installazioni virtuali e interattive. Anch’esso ha una illuminazione colorata ed è sulla sponda nord, quella che una volta era nel confine sovietico. Rispetto a quanto scritto sulla Lonely Planet, il simulatore di volo Humprey II non c’è, le sequenze animate in ascensore nemmeno, il planetario era momentaneamente sostituito da una animazione 3D poco entusiasmante. Le installazioni interattive possono essere interessanti ma sono tutte assistite dallo staff del museo e quindi si apprezzano meglio se si parla un buon tedesco. Infine il moderno bar dell’ultimo piano è troppo formale (oltre che pressoché deserto) e quindi poco attraente.
– Sulla collina di Postlinberg si arriva con il trenino Postlingbergbahn, ferrovia a scartamento ridotto famosa per la pendenza che riesce a superare. Lì sopra si trova il famoso trenino Grottenbahn, attrazione per famiglie.
– Lo Schloss Linz è il castello medioevale da cui si ha una veduta di Linz dall’alto.
– La chiesa più interessante è il Neuer Dom, l’edificio neogotico che svetta con le sue guglie la cui altezza massima fu limitata a 134m per non eclissare lo Stephandom di Vienna. Da qui la Bishofstrasse è una strada carina che riporta nella zona commerciale.

25 luglio: Mauthausen, Linz (nuvoloso, poi pioggia in serata; 30°C)
Breve pausa dai festeggiamenti di Linz: destinazione Mauthausen.
Il modo più semplice per arrivare al “Memorial Mauthausen” è il bus dalla stazione ferroviaria di Linz che in 30 minuti lascia su Linzerstrasse (Hauptschule o Wasserwerk) da cui si continua a piedi per 15 minuti in leggera salita (dalla fermata Hauptschule si segue Ufer Str.). Se si usa il treno si scende alla stazione di Mauthausen che dista 6 km dall’ex lager, molti dei quali in salita con pendenza del 14%. E’ suggerito infatti il taxi.
Mauthausen (3)All’interno del memoriale (ingresso gratuito) si visita quello che resta del “KL” (Konzentrationslager, campo di concentramento): i dormitori (ciascuno progettato per 200 persone ma che arrivò ad ospitarne oltre 500), le camere a gas e i forni crematori. Poco fuori le mura recintate c’è la cava in cui i detenuti lavoravano come schiavi e spesso morivano sulla Todessteige (la scala della morte) spinti dalle SS mentre erano sotto il peso dei sassi trasportati. Lì vicino si vede la parete dei paracadutisti dove pure per gioco o per esecuzione le SS spingevano nel vuoto i prigionieri.
È un esperienza che lascia senza parole, nel senso letterale del termine. Seppur non ci siano testimonianze dirette della tragedia che fu (i tedeschi distrussero quasi tutto e altre strutture sono state rimosse dopo la chiusura del lager) la visita rende comunque tutta la follia di quell’aberrazione. Anche il cielo oggi, di un grigio stagnante, è consono con l’atmosfera che si respira. La cosa è ancora più inverosimile se si considera che – almeno oggi – l’ex lager sorge in un’oasi di verde e di pace.

26 luglio: Linz, Enns, Mitterkirchen, Dornach, Grein (bici). (30°C, sole)
Alle 9 ritiro la bici al Donau Oberosterreich Tourismus e poco dopo prendo il treno alla stazione ferroviaria di Linz in direzione Enns. Quindici minuti di treno e pochi chilometri, quanto basta per uscire dal centro abitato e industriale di Linz (dove le vedute non sono certo idilliache) e mantenere il chilometraggio intorno ai 40 km giornalieri.
A Enns c’è davvero poco da vedere (oggi è domenica ed è quasi tutto chiuso) nonostante la città sia indicata come una delle più antiche dell’Austria. Per uscire da Enns ci perdo una vita: conviene infatti raggiungere le rive del fiume omonimo, attraversarlo e prendere infine le sponde del Danubio. Considerato che il mio percorso seguirà la sponda nord del Danubio, in definitiva sarebbe stato meglio partire direttamente da Mauthausen città.

Alle 11.45 parto quindi da Enns con direzione finale Grein.
La passeggiata è tranquilla, piacevole e il traffico di ciclisti non è così intenso come credevo.
Un primo punto di sosta potrebbe essere il Camping An Der Donau (altezza Perg), attrezzato con ristorante, giardino e area giochi per bimbi. Da qui inizia il primo tratto idilliaco della ciclabile che porta fino a Mitterkirchen dove si è accolti da un punto di ristoro per ciclisti (con fontanina potabile; non ho visto toilette). Io mi fermo poco più avanti (al ristorante “Hauserer”, ore 14) nel centro cittadino dove non c’è niente da vedere. Niente di particolarmente interessante anche al villaggio celtico (Freilicht Kettendorf Museum) per cui Mitterkirchen è famosa. Il posto si trova a un paio di chilometri oltre la città: è la ricostruzione di un villaggio medioevale con tanto di pratiche e costumi, ma si paga l’ingresso e per un viaggiatore adulto singolo non è il massimo della sosta.
Riprendo la direzione Grein passando per alcuni bellissimi campi di granturco e tratti di bosco molto fitto.

Dornach

Il successivo punto degno di nota è Dornach: alle spalle della stazione ferroviaria e della Stockhalle Askö c’è un giardino con laghetto molto invitante per una sosta al fresco e un bagno (se avessi avuto il costume…). Poco prima di arrivare qui il Danubio offre alcune spiaggette dove potersi fermare per un bagno. Purtroppo le migliori sono sulla sponda opposta sulla quale batte ancora il sole.
Arrivo a Grein alle ore 18. La città, dominata dal castello di Greinburg, seppur carina offre poco ed è il miglior punto di pernottamento in zona.

grein

Ci sono pochi ristoranti, una gelateria affollatissima e soprattutto il meraviglioso teatro cittadino (anno 1791), famoso per essere il più antico teatro cittadino dell’Austria conservato nel suo stato originale (vedi galleria fotografica). Il teatro dispone di 163 posti a sedere e quelli della platea hanno una serratura su cui veniva fissato il sedile che era quindi riservato al solo proprietario.

27 luglio: Grein, Ybbs, Pöchlarn, Melk (bici) (pioggia fino alle 12, poi soleggiato. Temperatura massima 26°C)
Partenza da Grein alle 10.30 dopo aver visitato il piccolo teatro cittadino. Intanto si placa la pioggia che poi ritroverò a tratti insistente qualche ora più tardi.
Una coppia di ciclisti mi consiglia di spostarmi sulla sponda sud del Danubio approfittando del battello che attracca proprio a Grein. Il percorso verso Melk è bellissimo: da qui si entra nel tratto di Danubio detto Strudengau (da “Struden”, i vortici in acqua tanto pericolosi per i marinai), fitto di vegetazione che aiuta anche a riparare dalla pioggia e con alcune spiagge. La campagna offre estesissimi campi di meloni (o così mi sembra), granturco e le prime piantagioni di albicocche che diventeranno poi il segno distintivo della regione Wachau.
Per contro non ci sono frequenti punti di sosta né importanti centri di interesse.
Uno è Ybbs, piccolo e pittoresco. C’è un museo della bicicletta (e una fontanina potabile), ma io mi fermo in una Bäckerei per un po’ di riparo dalla pioggia.
Pöchlarn è anch’essa piccolissima ed è nota come la città dei Nibelunghi a cui dedica un monumento.
Non resta a questo punto che giungere a Melk, approfittando dell’orario (ore 16 circa) per poter visitare il convento benedettino che si nota distintamente già a molti chilometri dall’arrivo.
Melk è definita la “porta della Wachau”, pittoresca regione austriaca nota in particolare per i vini e le albicocche.

E’ di sicuro il miglior centro incontrato da Linz in quanto lo Stiff Melk, il monastero benedettino, offre una interessante visita di quasi due ore.
Lo Stift Melk fu inizialmente un castello poi abitato dai monaci benedettini 1089. L’edificio originale fu distrutto da un incendio e ricostruito interamente tra il 1702 e 1738. L’interno barocco spicca per la chiesa e la meravigliosa biblioteca in cui, tra l’altro, viene ambientata una parte del libro “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco. Il biglietto (10€) include la visita del piacevole e rilassante giardino dotato di un piccolo orto con ortaggi e spezie. Il monastero si raggiunge facilmente a piedi dal centro di Melk.

28 luglio: Melk, Schönbühel, Mautern, Krems an der Donau (bici). (soleggiato o nuvoloso, 25°C)
Alle 9.30 riparto da Melk in direzione Krems. In base a suggerimenti vari scelgo ancora la sponda sud che offre una migliore veduta del paesaggio e dei villaggi della sponda opposta. Per contro, non ci sono praticamente centri interessanti fino a Mautern, mentre sulla sponda nord ci sono Weißenkirchen (molto carino, con chiesa fortificata e sentieri acciottolati) e Dürnstein (con la chiesa con la torre blu e il castello diroccato – nel 1192 venne imprigionato Riccardo Cuor di Leone – con il vigneto ai sui piedi). DursteinAlmeno quest’ultimo può essere facilmente raggiunto da Krems da cui dista 6km oppure tramite il battello dalla sponda sud.
Il mio quaderno di viaggio annota lungo il tragitto il castello di Schönbühel dopo il quale c’è l’unica salita impegnativa del mio itinerario. Da qui si entra nel pieno della Wachau e la Weinstrasse, i suoi vigneti (ancora acerbi), le piantagioni di mele (già fiorite un paio di mesi prima) e soprattutto quelle di albicocche tanto rinomate da queste parti. Con le albicocche qui si fanno un paio di liquori e i tipici dolci detti Marillenknodeln. Sulla strada ci sono diversi terreni in cui si può accedere e pagare per raccogliere personalmente le albicocche. Pare che il caldo eccezionale di quest’anno abbia impedito a questi frutti di crescere fino alle dimensioni usuali. Intorno Rossatz si può fare una piccola deviazione dentro itinerari delle albicocche, perdendosi tra alberi a perdita d’occhio. Sempre da questa zona (intorno Hundsheim) cominciano a trovarsi le tipiche Heurigen austriache.
Mautern è un vecchio villaggio romano e ne conserva le mura. E’ piccolissimo, vale un giro per poi uscire di nuovo lungo il fiume, attraversarlo e svoltare a destra verso Stein an der Donau oppure a sinistra verso Dürnstein. Io avevo ipotizzato di tornare più tardi a Dürnstein, poi i piani sono stati cambiati (come dirò tra poco).
Stein an der Donau è quindi l’ingresso a Krems. In realtà, come si dice da queste parti, “Stein Und Krems sind drei Städte”. Stein è infatti seguita dalla piccolissima Und tanto che le tre città, seppur amministrativamente distinte, sono un tutt’uno.
Stein è inaspettatamente pittoresca e mi fermo per un pranzo al Rathauscafe (h14). Piccolo giro per i sentieri e visita alle due chiese più in alto prima di proseguire lungo la Steiner Landstrasse che conduce in meno di 1 km a Krems an der Donau. L’ingresso in città è anticipato dalla strada della cultura del Krems Kunstmeile con il museo delle caricature e del fumetto situati proprio di fronte a una delle prigioni maggiormente sorvegliate dell’Austria. La città è piccola, piacevole e si gira facilmente in un paio d’ore considerando la visita alle sue chiese (in particolare la Piaristenkirche con vetrate e altari in stile barocco), la salita verso la zona superiore del centro e il buon numero di negozi.


In serata sono ospite di una famiglia del posto con cui avevo scambiato casa qualche anno fa che mi conduce sulle splendide colline intorno Weißenkirchen dove dominano i vigneti e splendide vedute del fiume sottostante. Pausa finale alla Weingut Höllmüller immersa nel silenzio e nel verde.

29 luglio: Krems, Aeroporto di Vienna, Roma (soleggiato, 26°C)
La consegna della bici è presso l’Arte Hotel prima della partenza per l’aeroporto di Vienna.

Dove ho dormito
Kolpinghaus, Linz (Gesellenhaustraße 5). La struttura si divide in hotel e residenza per studenti (dove ho alloggiato io) che in estate è sfruttata per i turisti. Buona posizione, a metà tra stazione ferroviaria e centro. Grandiosa colazione, stanza spartana ma spaziosa, cantina per biciclette. Unico neo la temperatura elevata della stanza priva di condizionatori. Prezzo per due notti: 122€.

Haus Kloibhofer, Grein (Bruknerstraße 1). E’ un B&B posizionato a qualche centinaio di metri dal piccolo centro, purtroppo su una impegnativa salita. La proprietaria è molto gentile ma parla solo tedesco: almeno ho esercitato la lingua. Stanza piccola, confortevole, wifi gratis, colazione accettabile. Prezzo per una notte: 31€.

Madar Cafè Restaurant zum Fursten, Melk (Rathausplatz). Piccolo albergo e ristorante in pieno centro e ai piedi del monastero benedettino. Camera spartana, wifi scadente, colazione accettabile ma non molto varia. Comunque un buon posto per passarci una notte e staff molto disponibile. Servono degli ottimi Marillenknodeln! Prezzo per una notte: 48€.

Gasthof Klinglhuber, Krems (Wienerstraße 2) Situato all’estremità della città lontana dal Danubio e a pochi metri dal centro. Discreta stanza, wifi gratuito, buona colazione, personale un po’ freddo. Prezzo per una notte: 61€.

Dove ho mangiato
Linz: Alte Welt, Hauptplatz 4. Buona cucina a ottimi prezzi. Il ristorante si trova in un cortile sulla Hauptplanz di Linz che ha un intelligente telo di plastica che permette di mangiare fuori anche con la pioggia. Servizio un po’ lento.

Linz: Leberkas Pepi, Rathausgasse 3. Da queste parti sembra essere un’istituzione per quanta gente fa la fila per entrare. Buoni panini con varie tipologie di Leberkäs, ma più o meno gli stessi panini si trovano negli stands per strada (almeno durante i festival) a 1€.

Schwechat Flughafen: Anker Bäckerei. Ottimo negozio di dolci e panini posizionato sopra l’ingresso che scende verso i treni. Buono anche il cappuccino.

Grein: Schwarzes Rössl, Donaugasse 3. Non c’è molta alternativa in questa città. Se non si trova posto nel cortile ci sono le stanze al piano di sopra. Cucina normale.

Melk: Madar Cafè, Rathausplatz. Ho mangiato degli ottimi ed enormi Marillenknodeln.

Melk: Hotel Restaurant Zur Post, Linzer Str. 1. Cucina normale, ma almeno fuori si ammira il monastero benedettino. Personale un po’ rude.

Joching: Weingut Höllmüller, Weinbergstrasse 46 (www.gruener-veltliner.at/). È raggiungibile solo in auto: bel posto tra i vigneti non lontano da Weißenkirchen, di sicuro non turistico.

Danubio_tratto grein_Melk (1)
Questo diario è stato scritto da me per il mio blog.
 Se sei interessato a utilizzarlo, contattami.
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5 risposte a “Austria (un po’ in bici): Linz, Mauthausen, Melk, Grein, Krems. 24-29 luglio 2015

  1. Pingback: Vienna: diario di viaggio (11-15 giugno 2010) | Domenico·

  2. Finalmente ho avuto il tempo di leggere il tuo dettagliatissimo resoconto. Hai organizzato proprio bene il viaggio e bravo anche per aver portato la crema solare, noi ce la dimentichiamo sempre

  3. ciao Domenico, complimenti e grazie per il racconto di viaggio! Mi piacerebbe fare il tuo stesso giro in bici con noleggio a Linz e riconsegna a Krems, sto provando a contattare l’ufficio del turismo come hai segnalato tu a questo sito Donau Oberösterreich Tourismus, tuttavia dopo aver scritto sia in inglese all’indirizzo mail, sia in italiano riempiendo il template, non mi risponde nessuno… hai qualche suggerimento da darmi? tu come sei riuscito a entrare in contatto con loro? ti ringrazio fin da ora per l’aiuto!

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