Amsterdam, Hoorn, Edam, Marken, Volendam: marzo 2015

Hoorn (16bis)

Diario 2013; Galleria fotografica

Rieccomi anche ad Amsterdam a meno di due anni dalla prima visita. E visto che la maggior parte delle persone associa la città a due noti fenomeni: non sono tornato qui nè per gli spinelli nè per le prostitute.
Nonostante il tempo un po’ freddo (generalmente tra 6 e 12°C) e il vento spesso fastidioso, l’assenza dei colori dei campi fioriti (per i quali bisogna attendere aprile), Amsterdam è sempre accogliente e si vive con molto piacere. Spero di riuscire a convincere anche chi ad Amsterdam associa immediatamente i due cliché di cui sopra, aspetto veramente marginale (seppur estremamente particolare e pittoresco) della vita del posto.

Rimando quindi al precedente diario 2013 e aggiungo qui le mie impressioni su quanto di nuovo fatto e visto.

Stavolta sono da solo per l’intero viaggio e ho tempo per alcune gite fuori porta. Escludendo Haarlem e Leiden già viste nel 2013, individuo Hoorn, Edam, Volendam e Marken come mete migliori.

Giovedì 19 e venerdì 20 marzo: Amsterdam. Palazzo reale, mulini (tra nuvoloso e sereno, max 12°C)

Arrivo all’aeroporto di Schipol alle 23.30 di giovedì: la KLM mi anticipa il volo di un giorno a causa di uno sciopero. I treni a quell’ora ci sono ancora e uno di questi mi porta in 30′ (5,10€) alla stazione Muiderport, a pochi passi da casa.
Di questi tempi le temperature sono basse e spesso il sole vien fuori – quando può – nel corso della giornata. Incurante di ciò, salto in sella alla bici messa a disposizione dei miei nuovi ospiti e sono in giro dalle 9 alle 20. Oggi, 20 marzo, è giornata dell’eclissi solare, ma qui è tutto grigio e non si riesce a vedere niente.

Approfitto per vedere i due mulini più famosi in città. Il mulino de Gooyer (a est della stazione centrale) è del 1725 ed era una volta utilizzato per produrre farina. Lì accanto sorge la birreria Brouwerij‘t IJ  che produce una delle birre più famose della città. Il mulino de Otter, che ospitava una segheria, è invece in posizione più isolata e di aspetto meno attraente ma è abitato ancora oggi.
Proprio quando esce il sole mi trovo a visitare il Palazzo Reale: considerati gli orari limitati, non avrei avuto altre possibilità. Il Amst, Palazzo reale, interno (3)Koninklijk Paleis è quello in piazza Dam: fu residenza reale in epoca napoleonica e ora è sede di incontri istituzionali e, ovviamente, luogo di incoronazioni come quella del 2013 di William Alexander. A proposito: il nuovo re è nato il 27 aprile, quindi il “giorno del re” viene finalmente festeggiato esattamente nel suo giorno di nascita. Il palazzo, spesso chiuso per esigenze istituzionali, vale una visita (10€ con audioguida), ha belle piccole sale arredate con calore e la monumentale”sala dei cittadini” con mappamondi ricavati sui pavimenti in marmo.
La mia passeggiata prevede un giro dalle parti dello Scheepwartmuseum dove si può di nuovo ammirare la copia dell’Amsterdam, nave del XVIII secolo. Non c’è molto da vedere qui, ma avendo fatto pausa pranzo al La Place presso la terrazza della biblioteca avevo deciso di proseguire un po’ verso est.
Sfruttando la bici, rientro la sera attraverso il Pijp, zona molto frequentata ma non caotica, in particolare intorno a Gerard Douplein e Boolstrat. Unico neo, il disordine di Albert Cuypstraat per le attività di pulizia del famoso mercatino che si tiene tutti i giorni.

Amsterdam (23bis)

Sabato 21 marzo: Amsterdam. Zona Università (vento e pioggia leggera, max 10°C)

L’idea iniziale era di partire per una gita fuori porta, ma il tempo cattivo mi fa cambiare i piani. Rimando la gita a domani, visto che il meteo del centro informazioni turistiche (di fronte alla stazione centrale, dove c’è anche la biglietteria dei bus) prevede tempo migliore. Il giro in città è quindi un po’ casuale, anche perché avevo provato a vedere l’Anne Frank Museum ma la lunghissima fila mi fa desistere anche questa volta.
La zona dell’Università è quella intorno Oudezijds Voorburgwal (il vecchio quartiere dei marinai) ed è una zona che offre scorci pittoreschi, begli edifici del XVII secolo, ed è meno trafficata da turisti e quindi molto rilassante. Qui c’è l’ingresso all’università, un piccolo corridoio coperto che ospita bancarelle di libri usati. Uscendo dal lato opposto si può proseguire verso Waterlooplein, piazza occupata dallo “Stopera”, complesso del 1986 che comprende municipio e teatro dell’opera. Sulla piazza, dal lunedì al sabato fino alle 17, si tiene un mercatino delle pulci.
Sempre da qui, prendendo “a caso” un bel ponticello, mi trovo in un’altra zona riservata e tranquilla con vista rilassante sull’Amstel (Groenburgwal e Staalkade), soprattutto se un po’ di sole fa capolino in questa grigia e ventosa giornata.

Oggi il tempo non permette di fare altro. La destinazione De Taart van m’n Tante, sala da tè segnalata dalla guida, porta via due ore perché la mappa posiziona il locale in un luogo lontanissimo da quello reale.

Domenica 22 marzo: Hoorn. Amsterdam Nord. (nuvoloso, poi sole, max 14°C)

Visitare Hoorn in una splendida giornata di sole è una piacevolissima esperienza ed anche una pausa rilassante lontana dai ritmi e il caos di Amsterdam. Anche in questo caso, come sperimentato nel 2013, di domenica mattina queste città sono silenziose e deserte e si animano a ora di pranzo.

Hoorn
Ad Hoorn si arriva con treno dalla Stazione Centrale in 30′ (17€ a/r) e in realtà 90 minuti bastano per girare in città. Oziare sul porto soleggiato necessita qualche piacevole minuto extra. Procuratevi una mappa della città: dalla stazione bastano 10 minuti per raggiungere il centro storico: Groote Nord, Rode Steen (la piazza principale), New Straat, Grote Oost vers Hoofdahven, il pittoresco antico porto con la torre del 1532.
Ci sono diversi posti dove mangiare, alcuni in piazza, alcuni al porto (molto più allegro), ma non si capisce quanto siano turistici. Io scelgo l’accogliente Korenmarkt, personale giovane e gentile, ha anche tavoli all’aperto e sia l’enorme omelette che le bitterballen (le tipiche crocchette) sono buone.

In attesa dell’appuntamento pomeridiano, ritorno ad Amsterdam e faccio un giro in bici nella zona “Noord” che si raggiunge con i ferryboat che partono ad elevata frequenza da dietro la stazione centrale (tragitto 2′, gratis anche per bici). Dall’attracco in zona Buiksloterwegveer mi muovo in bici verso nord, però non c’è molto da vedere.
L’appuntamento con Chantal mi porta di nuovo in zona Noord, questa volta al The Eye, palazzo espositivo dedicato al cinema.
Con Chantal ho effettuato lo scambio casa nel 2013, esperienza talmente felice che probabilmente ha contribuito in modo determinante al mio buon feeling con Amsterdam. Mi concede la sua domenica pomeriggio durante la quale mi sento un po’ più un “Amsterdammer”: caffè sulla bella terrazza soleggiata del The Eye, piccolo giro alla sala che espone i macchinari ottici e cinematografici (bellissimo lo “stereovisore”) e poi quiz interattivo sul cinema che perdo con onore.
Infine cena da De Jaren in zona Rokin. Ma soprattutto due chiacchiere sulla città, gli olandesi e la loro lingua, e alcune buone dritte per le gite fuori porta del giorno dopo. Un bel modo per sentirsi come uno del posto e sperimentare l’accoglienza degli abitanti: piacevole compagnia e interessante proposito per il prossimo scambio casa.

Lunedì 23 marzo: Edam, Volendam, Marken (nuvoloso, poi sole, max 14°C)

La giornata inizia ancora grigia e fredda e la cosa non rende merito alla bella Edam, città del XII secolo e famosa meta turistica.

Ad Edam (20 km a nord di Amsterdam) si arriva in 30 minuti di bus dalla stazione centrale di Amsterdam. Il biglietto (in questo periodo la biglietteria è al piano rialzato degli stazionamenti bus) costa 10€ e vale l’intera giornata per un utilizzo su più corse, ma non è valido per il battello Volendam-Marken.
Lo stazionamento dei bus in Edam è a pochi minuti dal centro ai cui si arriva per la pittoresca zona dei canali (Schepenmakersdijk). Poi verso sinistra si raggiunge il centro (Spui e Keizergracht), mentre se si continua si raggiunge la diga sul Markermeer. In questa mattinata la città è deserta. La gentilissima persona nel centro informazioni turistiche (in Damplein) mi dà una mappa e qualche indicazione per visitare la piccolissima città (1h è più che sufficiente), scusandosi che sia tutto chiuso (anche l’Edam Museum e, oggi, la Grote Kerk) perché siamo ancora nella stagione invernale. Edam è un rinomato centro caseario e infatti in tutti i negozi troverete esposte decine di forme circolari arancioni del famoso formaggio del posto.
Il centro informazioni mi suggerisce di raggiungere Volendam a piedi lungo la diga. Sono circa 4km da Damplein proseguendo lungo Voorhaven (dove ci sono alcune case della vecchia borghesia) ed è l’occasione per vedere come la diga abbia sottratto metri di terra al mare. (Il percorso verso Voelnendam è un po’ più breve se si taglia per l’interno, ovvero andando a destra quando si arriva dalla zona dei canali nei pressi dei bus. Forse è lungo questo percorso che si può ammirare un mulino a vento).
Sulla destra della diga le terre e le case sono poco sotto il livello del mare che è contenuto, placido, dalla parte opposta. Per intenderci: la diga è un argine in terra e roccia alto un paio di metri alla cui sommità c’è il passaggio pedonale che porta in circa 1h (molto ventoso, almeno oggi) a Volendam.

Volendam (12)L’arrivo a Volendam è un misto di sollievo (dopo 60 minuti al vento) e di delusione, perché l’atmosfera austera ed elegante di Edam è rotta da quella gioiosa del posto di mare che però è preso d’assalto da turisti mordi e fuggi. Più tardi, Chantal mi rassicurerà sull’autenticità del posto, dove sono nati molti cantanti fiamminghi e dove sono girati molti programmi televisivi con la gente del posto nei loro tipici vestiti. Volendam è un antico villaggio di pescatori rinomato infatti, oltre che per il pesce, anche per i costumi tradizionali e la musica. Per raggiungere il vecchio porto (Doolhof) basta proseguire lungo la strada che arriva da Edam: la visita del paese si può concludere in 30 minuti. D’altra parte la fastidiosissima colonia di una cinquantina di turisti asiatici che colonizza tutto quello si può (bar, chioschi, strade e negozi di souvenir) mi invoglia a lasciare Volendam molto presto, saltando anche il pranzo. A riguardo, mi annoto che ci sono tanti ristoranti, quasi tutti di aspetto turistico e nei due in cui ho provato ad entrare nessuno si è curato di darmi il benvenuto.
Non tutti i mali vengono per nuocere, come racconterò di qui a poco.

Come suggerito da Chantal, raggiungo Marken con il battello dal porticciolo di Volendam (Marken Express, tragitto 30′, costo circa 8€). A Marken è tutto più tranquillo, forse anche perché la strada che oggi la collega alla terra è di recente costruzione e questo ha tenuto Marken al riparo dalla “contaminazione” della popolazione della terraferma e dei turisti frettolosi.


Adesso splende anche un bellissimo sole. Dopo la necessaria pausa pranzo (al Land en Zeeichl, sul porto), faccio un giro tra i canali e il minuscolo paese (intorno Kerkburt) fatto di casette colorate lungo piccole strade e piazze dalle dimensioni di un monolocale. Evito di proseguire verso il faro, preferendo un po’ di relax, scattando decine di foto e condividendo la compagnia di alcuni gatti molto amichevoli.

Alle 16:48 c’è il bus verso Amsterdam e in 30 minuti sono nuovamente in città, in tempo per una pausa caffè al De laatste Kkruimel.

Martedì 24 marzo. Amsterdam: mercato di Albert Cuypstraat e caffè in Vondelpark (sole, poi nuvoloso)

Giornata libera in attesa di ripartire (ore 17) da Schipool. In sella alla bici, faccio un giro in relax.
Visito il mercato di Albert Cuypstraat, dove ci sono decine di bancarelle dai prezzi più attraenti dei negozi in centro (e finalmente mi compro un campanello per bici in stile olandese). Decido di chiudere la vacanza dove era iniziata due anni fa: giro nel Vondelpark e pausa caffè alla sala da tè (quella con le terrazze circolari) nel suo giardino prima di riavviarmi verso casa.

Amst, Vondelpark (2bis)

Pasti e soste

Winkel, Noordermarkt 43. Già sperimentato nel 2013, rinomato per la sua torta di mele con panna (3,90€). Rispetto alla volta precedente la torta è troppo burrosa, ma il locale conferma di essere richiamo per turisti e persone del posto.

La Place. Posto molto amato anche dai cittadini. C’è un enorme ristorante sulla libreria nazionale (sperimentato anche nel 2013) e lo trovo pure in Heilegeweg.

Caffè Hoppe, Spui 18/20. Uno degli storici “bruin” cafè, l’Hoppe è tutelato dal governo ed è dotato di due belle tipiche sale. In particolare quella piccola è la più antica, datata 1670, ed ha la sabbia sul pavimento. Il carico di storia pervade l’atmosfera: peccato la cucina (almeno la mia cesar salad) non è eccezionale.

De Taart van m’n Tante, Ferdinand Bolstraat 10. www.detaart.com. Se la guida del Touring Club avesse correttamente posizionato il locale, l’avrei raggiunto in pochi minuti. E invece se ne vanno quasi due ore in giro per Amsterdam. Raggiunto il posto, la prima impressione è di essere in un paradiso dei dolci per bimbi, visti i colori rosa e fucsia e le riproduzioni di torte coreografiche. Qui però ci sono anche gli adulti, perché il posto è davvero originale. La torta di mele con panna (4,60€) è meglio farsela scaldare; almeno il tè arriva in una teiera e non nei solidi bicchieri con filtro. La sala da tè prepara anche dolci per cerimonie e al piano superiore ha un B&B (thecakeundermypillow.com).

Cafè De Jaren, Doelenstraat 20. www.cafedejaren.nl. (zona Rokin, parte sud). Bellissimo ristorante, con al pian terrenno una altrettanto bella sale ber consumare bevande. Si mangia bene, prezzi medi.

De laatste Kkruimel, Langebrugsteeg 4.www.delaatstekruimel.nl. (zona Rokin/università). Pittoresca saletta con dolci e piatti salati, piccola ma davvero caratteristica e molto frequentata. Molti  dolci li preparano davanti ai vostri occhi. C’è un minuscolo balcone che affaccia sul canale. La torta di mele non è comunque il top e i prezzi sono un po’ più alti di altri posti simili.

 De Bakkerswinkel, Warmoestraat 69. http://www.debakkerswinkel.com. Altra bella sala per mangiare non solo dolci. Si trova in diversi punti della città tra cui quello tra Damrack e  Oude Kerck e chiude generalmente alle 18. [Ci ho pranzato con molto piacere nel mio viaggio del 2017. Servono anche gli scones con marmellate preparate da loro e con la clotted cream artigianale, un mix di mascarpone e panna, che è molto buono].

Vlaamse frites in Voetboogstraat (Spui). Affollatissimo negozio delle ottime patate fritte olandesi.

Cafe ‘T Gasthuys, Grimburgwal. [aggiornamento 2017]  Si trova in una delle zone che preferisco, quella vicino all’università e a De laatste Kkruimel. Il locale è molto carino all’interno e si mangia discretamente.

‘T Blauwe Thhehuis, Vondelpark 5. [aggiornamento 2017] E’ un mio appuntamento di rito, prendere cappuccino e torta di mela al sole del loro giardino. Sorprendentemente il cappuccino è ottimo, la torta di mele non mi sembra appena sfornata ma nel complesso è un posto molto piacevole.

Van Dobben, Korte Reguliersdwarsstraat 5 [aggiornamento 2017]. Secondo me vale sempre la pena andarci. Si mangia malino, se posso dire, nel senso che i piatti sono essenziali e il posto è spartano. Ma i gestori sono gentilissimi e il panino con la crocchetta è imperdibile.

Spanier en Van Twist, Leliegracht 60. [aggiornamento 2017] . Locale accogliente anche per chi viaggia da solo. Proprietario gentile e multilingue, cibo buon seppur, come spesso accada ad Amsterdam, varietà limitata.

Land en Zeeichl, Marken. Affaccia sul porto, wi-fi gratis e tutto sommato un posto accogliente anche all’interno. Si mangia anche alle 15.

Korenmarkt, Korenmarkt 1, Hoorn. Personale giovane e gentile, ha anche tavoli all’aperto e sia l’enorme omelette che le bitterballen (le tipiche crocchette) sono buone (18€ con bevanda).

 Link utili

http://www.iamsterdam.com
Ferrovie: http://www.ns.nl/en/travellers/home
Trasporto pubblico: http://en.gvb.nl;

 

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Una risposta a “Amsterdam, Hoorn, Edam, Marken, Volendam: marzo 2015

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