Valle della Mosella (più Bonn e Brühl), settembre 2014

Traben Trarbach (3b)

Diario di viaggio. Valle della Mosella, Bullay, Bernkastel – Kues, Traben-Trarbach. Bonn, Brühl
Vai alla GALLERIA FOTOGRAFICA        Pubblicato anche su viaggiareliberi.it

Riprendendo il discorso interrotto al lago di Costanza (e aggiungendo la visita a Bonn) il numero di volte che ho incontrato il Reno lungo il mio percorso sale a sette. Eppure l’obiettivo è stato questa volta la valle della Mosella, il tratto del fiume tra Treviri (Trier) e Coblenza che ospita qualche bel villaggio pittoresco, qualche castello e una serie interminabile di vigneti che ricoprono le colline. E quindi, giunti a Coblenza, ritrovo il Reno che avevo lasciato ad aprile sulle sue cascate e, appena un anno fa, proprio nella città del Deutsches Ecke.

Come per la valle del Reno (vedi il diario) ho scelto un giro combinato in treno e bicicletta, sia per abbandonare il caos romano, sia soprattutto, per festeggiare in modo poco mondano il quarantesimo compleanno.
Non viaggiavo da solo da un po’ di tempo e le tranquille e verdi rive della Mosella rispolverano il piacere di farlo: basta essere pronti per ascoltare tutti i pensieri che si affollano in questa tranquillità.

Bici in trenoMuoversi sulla Mosella
La Mosella, così come il Reno, offre chilometri di piste ciclabili facilmente percorribili anche dai ciclisti dilettanti.
Per avere un’idea delle radweg basta dare uno sguardo in rete (per esempio su http://www.mosel-radweg.de/de)

Al centro informazioni di Treviri prendo un bell’opuscolo “Raderlebniskarte Eifel-Mosel-Hunsrück” che ha una mappa con le piste ciclabili, le relative pendenze e gli orari delle linee dei “Regioradler”, i bus su cui si possono trasportare le biciclette. Io ho provato la linea 300 da Bernkastel-Kues alla stazione di Wittlich: per gli standard della mia cultura, un’esperienza ai confini della realtà di cui racconterò più avanti.

Le pendenze lungo il fiume sono generalmente piccolissime per cui si fa poca fatica anche se si procede in direzione contraria allo scorrere del fiume.
Principali distanze in bici:
da Coblenza a Tries-Karden = circa 40 km
da Treis-Kardem a Cochem = 12 km
da Cochem a Bullay = 32 km
da Bullay a Traben-Trarbach = 16 km
da Traben-Trarbach a Bernkastel-Kues = 22 km

Anche il treno permette facili spostamenti, ma non tutti i paesi lungo le sponde del fiume hanno una ferrovia. Ci sono stazioni da Coblenza a Cochem, poi si continua lontano dalla Mosella prima di ritornarci tra Eller e Bullay. Proprio in Bullay si cambia per poter raggiungere Traben-Trarbach (la coincidenza è immediata). Da qui fino quasi a Trier il lungo fiume si può seguire solo in bici, bus o navi. Non ho mai utilizzato le navi perchè lente, anche a causa di alcune chiuse lungo il percorso.

Bernkastel, bici in busBus. Dove non arriva il treno si può provare a prendere l’autobus. Le linee non sempre sono molto frequenti; gli orari si trovano sul sito delle ferrovie tedesche.
Alcuni autobus sono i cosiddetti “RegioRadler” (vedi foto) che permettono il trasporto della bicicletta. Come si vede dalla foto, il conducente lega la bici al carrello posteriore del bus e poi ve la slega alla vostra fermata. Il tutto, con calma e senza stress. Considerato che in alcune parti dell’anno potrebbe esserci un affollamento di biciclette, è consigliata la prenotazione. Il trasporto della bici è incluso nel biglietto. Tutto quanto scritto a partire dal precedente capoverso è per lo scrivente simile a un racconto di fantascienza…

Noleggio bicicletta. A Treviri (Trier) ci sono un paio di noleggi in vista. Uno è alla stazione, l’altro è sotto la Porta Nigra. I prezzi sono simili (12€/giorno) e il noleggio dura 24 ore solari: se si prende alle 10 di mattina, si riconsegna alle 10 del giorno dopo.
A Koblenz il noleggio è più difficoltoso perché i negozi non sono facili da individuare: uno in Gemusegasse 7, l’altro in Stegemannstraße (è un negozio che vende bici).

Soggiorno e alberghi
Ho scelto di pernottare due notti a Treviri e tre a Coblenza. Sono due città piccole, si visitano facilmente in poco tempo e sono i centri più grandi e vivi del tratto di Mosella.
Treviri, Hotel Pieper. Stanza piccola ma accogliente, posizione ottima (10 minuti a piedi da stazione e Porta Nigra). Wifi libero. La proprietaria è molto gentile anche se mi parla subito in tedesco senza accertarsi prima che io lo possa comprendere. Colazione 7€ di buona qualità e varietà.
Coblenza, Hotel National. Stanza piccola, spartana ma comunque comoda. Buona posizione: a meno di 10 minuti dalla stazione Hauptbahnhof e 15 minuti dal castello. La colazione è tipica tedesca, mancano i dolci tranne pane e marmellata. Il wifi è extra a 2,50€ al giorno. Buon prezzo, trovato attraverso Google e non Booking.com. Proprietaria molto gentile.

Collegamenti aerei
La valle della Mosella si raggiunge facilmente dall’aeroporto Hahn di Francoforte che è collegato con Coblenza, Treviri,  Cochem e Bullay (per citarne alcune).
Il tragitto Hahn – Treviri necessita circa 1 ora di bus (Flibco.com oppure sul sito dell’aeroporto): meglio prenotare on line per risparmiare qualche euro. Se si perde il bus si può usare il biglietto per la corsa successiva, a meno che non sia tutto prenotato. E’ importante che l’aereo Ryanair arrivi puntuale perchè la frequenza dei collegamenti non è elevata.

Giovedì 18 settembre: Roma Ciampino – Frankfurt Hahn, Treviri. (Sereno, circa 27°C)
La città romana di Treviri (Trier) è, insieme a Coblenza (Koblenz), il centro più grande e animato della valle della Mosella. Eppure la città è piccola, quindi ha poco senso indicare cosa vedere: in una giornata si visita (almeno da fuori) tutto ciò che c’è da visitare.

Trier, porta nigraTreviri fu capitale dell’impero romano d’occidente nel III secolo d.c. nonché città natale di Karl Marx (la casa natia è visitabile).

Vale dedicare un po’ di tempo alla Porta Nigra e al duomo.

La Porta Nigra è il monumento principale della città: risale al II secolo e il nome deriva dall’esito dell’attacco di un batterio che ne ha annerito la bianca arenaria. All’interno c’è poco da vedere se non l’abilità ingegneristica della struttura le cui parti, unite a secco, sono tenute insieme solo da morsetti di ferro. Devo dire che il monumento è molto più bello e imponente dal vivo rispetto a quanto si possa apprezzare da una foto.

Bello il duomo, chiesa essenzialmente romanica dall’aspetto simile a una fortezza. Più caldo e spirituale l’interno dell’adiacente Liebfraukirche, tra i primi santuari gotici germanici: quando il sole attraversa le vetrate, i riflessi rossi sulle pareti chiare sono bellissimi.

Nucleo della città è Hauptmarkt che mi accoglie in una splendida giornata di sole. Vi si affacciano molti bei palazzi, la croce del mercato eretta nel 958 e la fontana delle virtù cardinali. Osservate l’orgogliosa scritta sul palazzo rosso (rotes Haus): “1300 anni prima di Roma, Treviri esisteva”.

Nel Palastsgarten ci si può piacevolmente rilassare (e c’è anche un bel cafè). Non molto lontano c’è il sito delle Keiserthermen, complesso termale eretto da Costantino che, almeno dall’esterno, mi sembra poco interessante.
Del Römerbrucke (cinque pilastri su sette sono ancora quelli del II secolo) non ricordo niente di particolare.

Seguendo le indicazioni della Lonely Planet salgo verso Petrisberg. Percorro Bergstrasse, elegante strada residenziale, che conduce all’anfiteatro (si può sbirciare qualcosa da fuori). La temperatura è calda e la salita oltre l’ingresso della Panoramaweg (poco dopo l‘Amphiteater) diventa pesante. Forse proprio da questo ingresso parte la strada panoramica tra i vigneti, ma la stanchezza si fa sentire e rientro in città.

Tra i posti meno conosciuti, vale la pena un salto verso il tramonto in zona Zurlauben, accanto al ponte di Keiser Willheim. È un piccolo tratto di lungo fiume con alcune casette pittoresche e alcuni Biergarten e ristoranti all’aperto.

Dove ho mangiato.
Ho abusato di panini preparati nelle varie Bäckerei, sia a base di salumi che a base di salsicce o polpette. Sempre nelle Bäckerei, ho fatto pausa pomeridiana con torta e cappuccino. In città ce ne sono diverse, ma la catena Muhlen Cafè è molto invitante.
Ci sono alcuni buoni ristoranti in cui si mangia bene a buon prezzo.
Il Weinstube Kesselstall si trova di fronte al duomo: nelle serate d’estate mangiare all’aperto sotto le piante rampicanti e illuminati dalle candele è davvero suggestivo. L’offerta di piatti è limitata ed è un posto più adatto a chi preferisce il bere al mangiare. Si ordina e si paga alla cassa. Io prendo un “Himmel und Aed” che consiste in pudding nero, patate, cipolle e composta di mele.
Zum Domstein è anch’esso vicino al duomo ed ha alcuni tavoli all’aperto. Meno suggestivo del precedente, ma è vale sedersi fuori per la vista sul duomo. L’offerta di cibo è buona e, considerate le porzioni, il rapporto qualità prezzo è soddisfacente.

Venerdì 19 settembre: Giro della Mosella in treno e bici: Bullay, Traben-Trarbach, Bernkastel – Kues, (Sereno, circa 27°C)
Giornata perfetta per celebrare il quarantesimo compleanno. Prendo la bici alla stazione (scelgo il biglietto ferroviario giornaliero di 25€ che alle macchinette costa meno!) e parto in treno verso la Mosella come un perfetto tedesco.

Ho deciso di dividere la gita in un due parti. In questa prima metà visito il tratto tra Traben-Trarbach e Bernkastel-Kues. Si prende il treno fino a Bullay e poi si cambia con la ferrovia che arriva fino a Traben-Trarbach. Io scendo a Koverig per cominciare a pedalare un po’ prima. Bernkastel-Kues si raggiunge in nave, bus o – nel mio caso – bici. Proprio in Koverig c’è una della chiuse della Mosella (un’altra la trovo vicino Bernkastel) che contribuisce a rendere i tempi di navigazione molto lunghi.

Da Bullay si comincia a vedere il bel paesaggio del fiume e direi che tutto il tratto tra Cochem e Bernkastel è molto piacevole. La ciclabile è sempre asfaltata e ben segnalata; le pendenze sono minime.

TrarbachLe due città gemelle di Traben-Trarbach (vedi la foto in testa all’articolo) sono molto simili.
A Traben ci sono alcuni vicoli pittoreschi sormontati da viti e qualche edificio Jugendstill come l’hotel Bellevue.
Dall’altra parte del fiume, passando sotto la Brückentor, c’è Trarbach (foto) che offre qualche scorcio ancora più pittoresco e mi sembra un po’ più grande e viva della gemella. In sostanza non c’è molto da vedere e una sosta di un’ora può essere abbastanza.

Riprendo quindi la pedalata veso Bernkastel-Kues (circa 22km percorsi in 90′).
Uscendo da Traben-Trarbach ci sono piccoli villaggi molto carini (come Wolf) che offrono ristoranti all’aperto o Biergarten che, in giornate soleggiate e calde come questa, sono molto invitanti.

Spuntino lungo il fiume prima di giungere a Bernkastel-Kues. Il grosso delle attrattive sono in Bernkastel; Kues è meno pittoresca ed è soprattutto nota per il Sankt Nikolaus Hospital, ospizio fondato da Niccolò Cusano che in questa città ebbe i natali.

Bernkastel è molto bella, piena di di taverne, case a graticcio, in pietra e ardesia, incastonata tra colline di viti e con un piccolo bel lungo fiume. Oggi c’è anche un concerto in piazza. Il centro è piccolo e ci si muove con facilità intorno Marktplatz. Mi fermo per il pranzo e un po’ di ozio, dato il piacevole scenario.

Il rientro verso Trier è con il “Regio Radler Maare Mosel” (linea 300, una corsa ogni due ore) che, come molte linee attrezzate per trasportare bici, non effettua corse molto frequenti (meglio prenotare i posti bici in periodi di alta stagione). L’esperienza è da fantascienza: l’autista fissa le bici nel rimorchio e, a destinazione, scende per liberarle. Il prezzo di questo bus è incluso nel biglietto giornaliero Rheinland-Pfalz-Ticket.

Destinazione Wittlich Hauptbahnof, poi in treno verso Trier. Scendo un po’ prima, a Ehrang, per girare un altro po’ in bici, ma la ciclabile verso Trier passa in una zona industriale ed è in questo tratto lontana dal fiume tranne nell’ultimo tratto (da Pfalz) e quindi non è che valga molto la pena.

Sabato 20 settembre: Trier-Koblenz, Burg Eltz (tentativo fallito), Brühl (Schloß Augustusburg), Bonn (sereno in mattinata, poi nuvoloso e pioggia nel pomeriggio)

Il programma prevedeva arrivo a Coblenza in mattinata e ripartenza verso Burg Eltz, villaggio e castello da fiaba a qualche chilometro dalla città.
La giornata inizia con un sole caldo ed è così fino a Coblenza, cosa che non permette di avere idea di come il tempo stia per cambiare repentinamente. Andando verso Burg Eltz, il treno da Coblenza a Moselkern passa attraverso un violento temporale: la zona intorno Hatzenport sarà successivamente battuta da nubifragi che causeranno ritardi e sospensione del servizio ferroviario.

Per farla breve.
Per arrivare al Burg Eltz evitando di farsela a piedi (circa 5km dalla stazione Moselkern, circa 90 minuti) o prendere il costoso taxi, l’unico modo è sfruttare il Burgenbus (linea 330) che corre solo sabato, domenica e giorni festivi a orari molto limitati. Per questo avevo scelto la giornata di sabato. La fermata a Moselkern, cittadina semideserta lungo la Mosella, non è il posto migliore per aspettare un bus perché non c’è nessuno a cui chiedere dove il bus fermi. Meglio andare a Treis-Karden dove ci sono due fermate (Marktplazt e Bahnhof). L’itinerio a piedi da Moselkern è comunque ben indicato e si trovano informazioni anche in rete (Sito Burg Eltz)

Quindi: la fermata non si trova, avviarsi a piedi con un temporale in arrivo (e senza ombrello) non è il caso. Riprendo il primo treno per Coblenza e, complice una coincidenza immediata, mi muovo verso Brühl e il palazzo di Augustusburg.

Il biglietto giornaliero Rheinland-Pfalz-Ticket vale fino a Bonn. Non lo sapevo e pago 15,30€ per la stazione di Brühl.

Schloß Augustusburg in Brühl, bel castello in stile rococò di metà 700, è a pochi passi dalla stazione ferroviaria. La visita (6€ + 1€ audioguida) è permessa solo con guida e conduce attraverso stanze private e pubbliche del palazzo, ma la meraviglia dell’edificio è lo scalone (realizzato da Balthasar Neumann) con lo straordinario affresco trompe l’oeil che dà il perfetto inganno dell’esistenza di una cupola. Il giardino alla francese non aggiunge molto al fascino di altri giardini dello stesso tipo, ma ospita un bel cafè all’aperto.

La città di Brühl sembra un posto molto elegante, ma a me serve un treno per rientrare a Coblenza, non prima di una pausa a Bonn.

Bonn è una piccola città che si estende tra la stazione e il Reno (che rivedo in questo viaggio per la prima volta), davvero piccola se si pensa che per decenni, dal 1949, fu comunque capitale di uno stato (la Repubblica federale tedesca). Viste le dimensioni, c’è poco da suggerire. Vale la visita al duomo (dove approfitto per ripararmi dalla pioggia): su Munsterplatz c’è la statua di Beethoven, cittadino illustre di Bonn. La casa natale è invece in Bonngasse.

Due passi lungo l’elegante Sternstraße conducono verso Markt e poi al fiume con il suo ponte tappezzato da pannelli solari.
Interessante la zona tra Breite Str. e Heerstraße soprattutto a ridosso di aprile per la fioritura dei ciliegi che riempie le strade.
In Friedenplatz ci sono un po’ di locali molto frequentati e, sul pavimento lungo uno dei lati, un piccolo labirinto d’acqua. In città ci sono comunque cartelli che danno le direzioni di tutti i principali siti da vistare.

Domenica 21 settembre: Burg Eltz (secondo tentativo fallito), Coblenza (variabile, pioggia a tratti, sereno in serata ma temperatura intorno ai 15°C)
Secondo tentativo fallito per Burg Eltz. Il maltempo genera ritardi e soppressione dei treni. Avevo comprato anche il biglietto del treno, poi, considerato il ritardo che mi avrebbe fatto perdere la coincidenza con il bus, ho chiesto e ottenuto il rimborso.

Giornata dedicata a Coblenza.

Coblenza l’avevo già vista nel giugno 2013 e la ritrovo così come l’avevo lasciata: una città in festa, questa volta per lo Schängel Markt (19-21 settembre), piena di stand all’aperto, mercatini e musica.
Avendo già scritto nel diario “Reno romantico”, ricopio e aggiorno il paragrafo.

La Lonely Planet non degna Koblenz di una mappa che forse sarebbe utile perché  il centro cittadino non è proprio vicinissimo alla stazione (circa 1,5 km dalla Hauptbahnhof e poco meno da Stadt Mitte). Comunque la passeggiata non è male da entrambe le partenze: meglio lungo Hozenholler Straße, per poi poter prendere tre direzioni all’incrocio con Schloßstrasse: scendere a destra verso il castello e il Reno, continuare dritto verso il centro oppure a sinistra verso Löhrrondell e Lohrstraße, via principale dello shopping. In città ci sono comunque numerosi cartelli con le indicazioni turistiche.

Il punto di forza della città è che si trova sulla confluenza di due grossi fiumi, il Reno e la Mosella, cosa che le valse l’antico nome romano di Confluentes.

Il Deutsches Eck (angolo tedesco), dove appunto si uniscono i due fiumi, sembra la prua di una nave che taglia la confluenza dei due corsi d’acqua. Per apprezzare meglio il Deutsches Eck si dovrebbe salire sulla collina sul lato opposto del Reno, dove si erge il castello Festung Ehrenbreitstein. Attualmente, si può raggiungere anche con la funivia proprio dietro la statua di Guglielmo I a cavallo. Sembra però che presto verrà smantellata per vincoli legati alla designazione dell’Unesco di questo tratto di Reno come patrimonio dell’umanità.

Coblenza si può girare tranquillamente in un giorno. Il grosso da vedere è proprio a ridosso del Deutsches Eck dove si trova anche la bella basilica romanica di St. Kastor (a fianco del Ludwig Museum) e il piacevole giardino che la circonda (Kastorhof).

Nell’Altstad, tutti i percorsi passano per il Vier Türme, incrocio di quattro strade (Am Plan – Löhrstraße – Altengraben – Marktstraße) caratterizzato da quattro edifici di fine 1600 dai balconi adornati che sembrano, appunto, quattro torri. Date poi uno sguardo, qua e là, alle fontane originali sparse in città (come quella dell’arca di Noè).

Tra i posti che ho annotato:

  • Florinsmarkt e l’orologio Augenroller, che rotea gli occhi e caccia la lingua ai rintocchi di ogni ora;

  • proprio su Florinsmarkt affaccia Alte Weinstube “Weinhaus Hubertus”, bell’edificio e storica osteria del posto (anno 1689);

  • le piazze più interessanti sono Am Plan e Jesuitenplatz (una scalinata nella parte posteriore la collega alla piazza della cattedrale)

  • in Josef Gorres Platz si erge la Historiensäule, una colonna in una fontana che racconta 2000 anni di storia di Coblenza.

  • Non è facile noleggiare una bici. Tra i pochissimi negozi ho segnato: Farrhad Verleih in Genusegasse (di fronte al Cafè Miljoo, a cui spesso si appoggia per le informazioni quando è chiuso); un altro è in Stegemann Str., negozio che vende bici e ricambi.

A Coblenza ci sono alcune strade con negozi molto carini, come “Doppel Rube” proprio accanto alla Liebfraukirche, e “Karel” (Am Plan).

Ricordo che poco fuori Coblenza c’è il castello di Stonzelfels (bus 650, 1 all’ora, si può utilizzare il Rheinland-Pfalz-Ticket) che avevo visitato lo scorso anno (vedi diario Reno Romantico).

Dove ho mangiato.

Altes Brauhaus, Braugasse 4. Il posto è invitante e su internet si leggono molte buone recensioni (cibo abbondante, atmosfera gioviale, buon prezzo). Forse ho trovato la giornata sbagliata. Il cibo è discreto, il personale un po’ freddo, il posto (stile bavarese) mi sembra turistico.
Weinhaus Hubertus, Florinsmarkt 6. Locale storico e senza dubbio più autentico dell’Altes Brauhaus. L’interno sembra troppo formale, ma invece è un posto accogliente anche per me che arrivo un po’ sfatto dopo una giornata in giro per la città. Il cibo è buono e anche il prezzo è soddisfacente.
Cafe Miljöö, Gemüsegasse 8
. Posto davvero carino, molto caldo e accogliente. Ci avevo mangiato nel giugno 2013 e la cucina, limitata, non è comunque eccezionale.
Ditsch, Stazione DB. Buoni bretzel appena sfornati.

lunedì 22 settembre: Cochem, Reichsburg, Bellstein (tentativo fallito per maltempo) (pioggia; sereno nel pomeriggio. Temperature tra 20°C e 15°C)
E’ difficile conciliare tutte le visite quando il tempo è cattivo fino alle 3 del pomeriggio.
Dopo un giro in città dedicato allo shopping, aspettando che il tempo migliori, mi muovo verso Cochem. Il maltempo ha interrotto la linea ferroviaria, quindi ad Hatzenport ci aspetta il bus per Kobern-Gondorf e poi ancora il treno per Cochem. La cosa divertente è che, nel tragitto di ritorno, il bus da Cochem a Kobern ha trasportato solo me e il treno a Kobern ha aspettato solo il mio arrivo.

Il villaggio di Cochem è molto pittoresco, piccolo e carino, ma secondo me non tanto come Bernkastel. Il centro è a meno di 10 minuti a piedi dalla stazione e si visita in mezz’ora.

Vale poi la pena salire al Reichsburg, il castello che si vede sulla cime della collina ricoperta da vigneti. La salita non è faticosa, a piedi occorrono una ventina di minuti. Io so già di trovarlo chiuso, ma so anche che la veduta è una di quelle da cartolina. Da notare che il castello è del 1877, costruito secondo il modello medioevale, ma in realtà è neogotico.

Martedì 23 settembre: Coblenza – Roma.

Link utili

http://www.mosel-radweg.de/de

http://www.mosel-reisefuehrer.de/

Aeroporto Hahn: https://www.hahn-airport.de/

Bus per Treviri: http://www.flibco.com/en

Burg Eltz: http://burg-eltz.de/

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2 risposte a “Valle della Mosella (più Bonn e Brühl), settembre 2014

  1. Domenico ma che bel giro!! Pensavo di aver visto tanto in Germania ed invece eccomi qua a scoprire che tutto il tuo giro mi manca proprio e mi rendo conto che in questo paese fantastico c’è ancora tanto da scoprire. Lo devo assolutamente fare, non in bicicletta e treno ma comodamente in macchina. Ne approfitto per informarti che nel mio post del 30 settembre ti avevo nominato, ma temo che non hai sbirciato tra la lista dei candidati al “One Lovely Blog Award”. Ciaoo Bea
    PS: Ti invio il link http://viaggiandoconbea.wordpress.com/2014/09/30/one-lovely-blog-award-un-grazie-a-max/

  2. NOOOOOOOO lascia la macchinaaaaaaa!! Sono posti dove devi sentire il rumore del fiume e l’odore della terra!! Riguardo il tuo link, come avrai notato sono un lettore…poco tecnologico…Adesso clicco e onoro la mia nomina 🙂

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