Diario di viaggio: Stoccolma, Copenhagen 2014

Diario del viaggio a Stoccolma, Trosa, Copenhagen e Helsinore (luglio 2014)

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Copenhagen, _Nyhavn
Ritorno a Stoccolma dopo otto anni e approfitto per vedere finalmente anche Copenhagen. L’obiettivo primario era di trovare un po’ di refrigerio all’estate italiana, ma le cronache ricorderanno il mese di luglio 2014 come un autunno anticipato, tra temporali e temperature miti (e ad agosto, mentre scrivo, fino a 8°C e un po’ di neve in Trentino). Per contro, ironia della sorte, le temperature scandinave hanno toccato i loro (rari) massimi annui, con punte superiori ai 30°C, tanto sole e pochissima pioggia passeggera.
Infine, alla faccia di chi invita a vacanze italiane, il costo totale dei biglietti aerei a/r è stato di 170€ a persona, prezzo con cui non si fa nemmeno un Roma – Milano in treno a/r.

Collegamenti: aeroporto Stoccolma Skavsta e Copenhagen
L’aeroporto di Skavsta l’avevo già provato nel 2006 in quanto scalo Ryanair. L’aeroporto è così piccolo che la valigia sul nastro arriva prima di noi.
Per arrivare a Stoccolma bisogna prendere i bus Flygbussarna (circa 18€) e mettere in conto altri 80 minuti di viaggio per raggiungere T-Centralen. I bus partono poco dopo ogni arrivo aereo e i biglietti si possono fare, oltre che on-line, alle macchinette al ritiro bagagli (con carta) o alla biglietteria all’uscita.
L’aeroporto di Copenhagen è vicinissimo al centro: sono 3 fermate di metropolitana. Lo scalo è grande e la metropolitana ferma al terminal 2. Il terminal 3 si raggiunge in una decina di minuti a piedi o la navetta.

Collegamento Stoccolma – Copenhagen
Ci spostiamo da Stoccolma a Copenhagen con il treno. La durata del viaggio è di 5h10 che passano senza molta fatica, sia perché il paesaggio offre alcuni scorci tipici sia perché i posti in treno sono spaziosi. Arrivati a Malmö, il treno si avvia in sotterranea per poi prendere il ponte che collega le due stazioni (ma del paesaggio si riesce a vedere poco).
Il costo è variabile a secondo degli orari, oscillando da circa 500 Skr (circa 59€) a 1000Skr. È intelligente comprare i biglietti via internet considerato che la biglietteria SJ alla stazione centrale non permette di comprarli ai terminali e bisogna fare file non sempre brevi.

Cambio e costo della vita
Sia la Svezia che la Danimarca sono rimaste fedeli alle loro monete (le corone). Al momento del nostro viaggio, 1€ era l’equivalente di circa 10 corone svedesi (Skr) e di circa 7,5 corone danesi (Dkk).
La vita è cara, soprattutto a Copenhagen.

Copenhagen, Norrebro_lago SortedamsGuida turistica.
Ho usato la Lonely Planet “Svezia”, ma anche la Guida Mondadori dà ottimi spunti di visita (molto spesso anche molto più pratici) e copre praticamente tutti i punti di interesse della città.
Per Copenhagen ho usato la piccola guida “Incontri” della Lonely Planet: c’è l’essenziale per orientarsi in città ed indirizzarsi verso le cose più importanti da vedere. In hotel e nell’ufficio turistico (accanto Tivoli) c’è un bell’opuscolo “Copenhagen Tourist” con tante indicazioni turistiche.

Alberghi
Stoccolma: Hotel Alexandra
Offerta con booking.com: 4 notti in doppia con colazione circa 360€. L’albergo è in una bella zona di Sodermalm, ci sono due linee metro non molto distanti così come a 10 minuti di cammino si raggiunge Medborgrarplatezen e Sofo, animate zone di Sodermalm. A sfavore della nostra comodità ha giocato la temperatura locale, perché gli alberghi non hanno aria condizionata. Alla reception ci spiegano che sarebbe inutile perché a Stoccolma ci sono 10 giorni all’anno di caldo torrido e la nostra settimana è parte di quei dieci giorni…La colazione è di buona qualità ma manca di dolci “all’italiana”:biscotti, cornetti e cappuccino non esistono.
Ricordo che alla terza colazione ci siamo portati in sala una delle due kanelbulle regalateci dalla proprietaria di Saturnus, cambiando in maniera eccellente il gusto della mattina.

Copenhagen: Hotel Ascot
Ottimo hotel a due passi dal municipio e Tivoli (e quindi anche dalla stazione centrale). La nostra camera affaccia su un animato locale per cui, per dormire, è necessario tenere la finestra chiusa. Anche qui, la prima notte è stata difficile convivere con il caldo (finestra chiusa e senza aria condizionata). Offerta booking.com: 3 notti in doppia a 290€, ma senza colazione (extra di circa 150 DK). Nelle vicinanze ci sono buoni posti dove fare colazione. Per esempio: “Next Door Cafe” in Larsbjomstraede, “7 Eleven” all’incrocio con Vesterbrogade (economica e di poche pretese), Andersen Bakery in Bernstorffsgade, di fronte alla stazione centrale e accanto all’ingresso di Tivoli, Lagkagehuset su Nygade (non lontano dalla piazza del municipio).

Stoccolma e Trosa (25-29 luglio)
Seppure sia una bella città, ho trovato Stoccolma meno attraente rispetto alla prima volta. Sarà perché, viaggiando, si chiariscono le proprie idee sul modello di città ideale. L’ho vista un po’ meno curata, un po’ di zingari in giro a mendicare, molta gente un po’ sbandata e dal look piuttosto eccentrico, addirittura ambulanti per terra lungo Vasterlanggatan e i giocatori delle 3 carte. C’è molta gente che scava nei rifiuti, ma poi abbiamo capito che in fondo è un buon modo ecologico per dare qualche spicciolo a chi non ne ha: infatti plastica e alluminio, consegnati nei posti giusti, vengono ricompensati con soldi.
Comunque nessuna percezione di pericolo, ad eccezione della zona intorno Hotorget e sotto la stazione centrale all’altezza della Sergels torg.

Stortorget

Il tempo ottimo ha esaltato i colori della città, quelli dei palazzi e del mare; per contro, forse per il periodo estivo, la città, seppur animata, era un po’ silenziosa. La ciliegina sulla torta è stata la “congiuntura astronomica”: di questi tempi il sole tramonta alle 21.30, ma scende lentamente sotto l’orizzonte, così che il crepuscolo duri fino quasi alle 23 per poi essere giorno di nuovo alle 3.30.

Nonostante la cucina svedese sia famosa per salmone e le polpettine con purè e marmellata di bacche rosse, il rito quotidiano è stato quello della “fika” (mai nome più attraente) consistente in caffè e dolce. Qui è la brioche alla cannella (kanelbullar) o al cardamomo (kardemummabullar) a dominare le scene: quelle del Cafe Saturnus sono enormi e valgono il tempo per raggiungere il posto.

Avendola vista nel 2006, memore dei miei utili appunti del tempo, ho deciso di evitare le visite che non mi avevano entusiasmato (come la resdienza di Drottingolm) per dare spazio a un bel giro fuori porta (Trosa). Per questo motivo non facciamo la Stockholm card, ma solo la tessera trasporti per 3 giorni. L’ufficio informazioni turistiche è alla T-Centralen e in Gamla Stan.

25 luglio: Roma Ciampino – Skavsta. Sodermalm, Sofo, Fjällgatan (sole, 30°C)
Sommate le 3 ore di volo, gli 80 minuti di bus e i tempi morti, raggiungiamo l’albergo intorno alle 16. Considerata l’ora di arrivo facciamo un giro nella zona dell’albergo, anche perché è una bella zona (in Sodermalm, a pochi passi da Medborgrarplatezen).
In particolare, la zona di “Sofo” è molto carina tra la strada alberata di Katarina Bangata e Ostgotagatan. Ci sono tanti bar all’aperto, ristoranti e locali notturni (soprattutto in Ostgotagatan). Medborgrarplatezen è decisamente più caotica e meno curata.
Avendo consumato un veloce pasto all’arrivo alla stazione centrale, facciamo pausa al Froken Anderskins Kaffebar (niente di eccezionale), uno dei vari colorati bar lungo Katarina Bangata .

Sofia KirkaNel tentativo di raggiungere Fjällgatan, sbagliamo strada e arriviamo alla Sofia Kirka e il suo giardino con un po’ di gente a prendere il sole (Vitabergsparken). Anche qui, come in Fjällgatan, ci sono vecchie case rosse in legno, quelle costruite per i lavoratori del porto e delle fabbriche di “Söder”, alcune con piccoli e colorati giardini. Il parco di Vita Bergen è anche sede di eventi teatrali all’aperto.

Imboccando Stigbersgatan siamo quasi giunti alla meta: qui ci sono alcune case tipiche in legno rosso. Sul lato opposto alla “Ersta Skondal Hogskula” c’è un bel passaggio pedonale (la pittoresca scalinata di Sista Styverns Trappor, una volta nota con un nome di un boia del XVII secolo) attraverso le cui scale scendiamo proprio al belvedere di Fjällgatan, punto panoramico su Stoccolma nonché uno dei più autentici dell’atmosfera di Söder.

Lungo Fjällgatan, su Anders Fogelstrom Terrace, c’è il “Kaffestuga”, piccolo caffè con terrazza sul panorama (aperto da aprile a settembre, per quello che posso capire di svedese).

Anche stavolta non ho provato la Katarinahissen, l’ascensore panoramico alto 38 metri sopra il quartiere di Slussel.
Lungo Katarinavegen scendiamo fino a Gamla Stan, dove trascorreremo la serata e ceneremo al Kaffegillet (in Trangsund 4, sotto la cattedrale), dove si mangia discretamente a prezzi ragionevoli.

26 luglio: Kungsholmen (Stadthuset), Gamla Stan, Palazzo Reale, Ostermalm (prima parte), City (sole, 30°C)
Altra giornata di caldo intenso che per noi comincia con la visita al municipio.

La Stadthuset comprende il cortile interno, la sala “azzurra” (anche se domina il rosso per un improvviso cambio di programma dell’architetto) con l’elegante scalinata sede della cena di gala del premio Nobel, la “sala d’oro” con splendidi mosaici e il bel giardino sul mare con bella veduta della città. Il municipio si visita solo con visita guidata: in caso di celebrazioni di matrimoni, la visita è ridotta (quindi meglio informarsi prima di fare il biglietto).

Ci spostiamo quindi in Gamla Stan, la città vecchia, forse la parte più caratteristica di Stoccolma, costituita da piccole stradine, palazzi barocchi e piazze medievali. L’isola è piccola e si gira rapidamente a piedi, nonostante qualche ripida salita che, con il forte caldo, tanto semplice non è.

La via principale è Vasterlånggatan, piena di negozi e ristoranti, da cui dipartono piccole e pittoresche stradine. Da una di queste si sale alla cattedrale Storkyrkan, appena distinguibile tra gli stretti vicoli. È l’edificio più antico di Stoccolma, essendo stata consacrata nel1306. L’interno, in stile barocco, custodisce gli sfarzosi banchi dei dei reali e la statua di San Giorgio che affronta il drago, considerata una delle più belle opere d’arte tardogotica nel Nord Europa. L’ingresso è a pagamento, anche se molti furbi turisti entrano dalla porta di uscita.
Un’altra viuzza molto celebre è Marten Trotzigs Grand, di appena 90 cm, la più piccola strada di Stoccolma.

Il mio posto preferito che vale trenta foto è Stortorget, piccola piazza sui cui affacciano case medioevali dai colori caldi, una fontana ex pozzo, il Nobelmuseet e alcuni caffè.
Altra via interessante e pittoresca di Gamla Stan è Osterlanggatan, percorrendo la quale arriviamo a Slottsbacken, piazza panoramica con ingresso al palazzo reale (il cortile seminascosto sul lato sinistro della piazza – guardando il palazzo reale – fa parte della cattedrale).

Il Palazzo reale (Kungliga Stlottet) è in realtà il “nuovo” palazzo, edificato sul sito dell’originario (Tre Kronor) raso al suolo nel 1697 ad eccezione dell’ala settentrionale. La visita include: gli appartamenti di stato, dove si tengono tuttora le cerimonie di stato e che comprendono la galleria di Carlo XI inspirata alla galleria degli specchi di Versailles; gli appartamenti degli ospiti, occupati dai capi di stato in visita; la tesoreria reale, il museo Tre Kronor e il museo di Gustavo III. Il palazzo si visita senza audio-guida: nella sala del tesoro non ci sono spiegazioni, nelle sale del palazzo sì.
Caldo in città, caldo nel palazzo: la visita è lunga e rinunciamo al museo di Gustavo III per riprenderci al fresco ristoratore del piccolo Riksplan.

Ripartiamo con destinazione OsteStock_Kungstradgardenrmalm, che è più che altro un pretesto per provare le kanelbulle del Cafè Saturnus. La direzione ci porta a costeggiare il teatro dell’Opera percorrendo i Kungstradgarden, animata piazza con fontana, un po’ di verde e qualche bar.

Il Cafè Saturnus è in zona Ostermalm, zona residenziale molto elegante e meno caotica. Approfittiamo per visitare due grosse ed eleganti strade della zona: Regeringsgatan (all’andata) e Birger Jarisgatan (al ritorno). Le strade, per le loro dimensioni e gli edifici che vi si affacciano, danno a Stoccolma un area molto meno “isolana” e più ariosa.

Stock_ Kanelbullar di SaturnusAl Cafè Saturnus (Eriksbergatan, 6) arriviamo in orario chiusura (anche perché non lo troviamo facilmente), ma la proprietaria, sentito che siamo italiani, si innamora di noi, ci fa accomodare e noi proviamo due enormi “bullar”, una alla cannella e una al cardamomo. E per finire, ce ne regala altre due. Indimenticabile indigestione di brioche.

La strada del rientro è in direzione City: Hotorget e Sergelstorg, con il loro caos e qualche personaggio un po’ ubriaco, fanno svanire l’atmosfera silenziosa di Ostermalm. Qui Stoccolma è un po’ grigia e fredda (nonostante ci sia la “Kulturhuset”, la casa della cultura, e la Konzerthuset, l’azzurro edificio dove si tiene la cerimonia di consegna dei premi Nobel): in fondo l’area è relativamente recente (XVIII secolo) e siamo pur sempre intorno alla stazione centrale. Noi preferiamo fare un po’ di shopping in Gamla Stan.

27 luglio: Katarina Kirka, Trosa, Gamla Stan (grigio e pioggia in mattina, temporale su Stoccolma; poi sole, 28°C)
Oggi sembra si sia rotto l’incantesimo del meteo: la giornata inizia con un po’ di grigio e una leggera e breve pioggia.

Provo a vedere finalmente l’interno della Katarina kirka, Stoccolma, Katarina Kirkama ancora una volta è chiusa. La chiesa è del XVII secolo e fu ricostruita due volte dopo due incendi che la distrussero. L’ultima ricostruzione, successiva all’incendio del 1990, l’ha ricostruita fedelmente all’originale secondo anche le tecniche edili di quel tempo. Il bellissimo cimitero che la circonda è un angolo di pace per i vivi, oltre che per i morti.

Indecisi fino all’ultimo sul da farsi, considerato il temporale che sembra avvicinarsi, decidiamo comunque di partire per la gita fuori porta a Trosa. Ci va di lusso, perché sapremo poi del temporale scatenatosi su Stoccolma (con tanto di qualche albero caduto) mentre noi viaggiavamo verso Trosa (trovando un po’ di pioggia lungo la strada, ma piena estate alla meta).

Trosa è una pittoresca cittadina costiera segnalata dalla Lonely Planet. Cottage ed edifici colorati, negozi in legno, caffè e ristoranti con giardini all’aperto, una passeggiata lungo il fiume e piccoli vicoletti. C’è anche un trenino che porta in giro, ma passeggiare va benissimo lo stesso.
Per arrivare qui ci sono due alternative: il “Trosa Express” (da prendere da una stazione metro che non ricordo) oppure il treno J36 per Sodertalije (prezzo incluso nella nostra tessera trasporti) e il bus 806 (una corsa ogni ora; 66Skr). In entrambi i casi gli orari dei bus sono limitati. Noi scegliamo la seconda opzione, impiegando poco meno di due ore.

Le prime indicazioni turistiche potete chiederle all’autista. Il bus ferma a Trosa Hamn, si segue poi il canale andando verso destra (lì c’è il grosso del paese, anche se a sinistra, dal ponte fino alla fine del molo, la passeggiata è detta “il sentiero dell’amore”), dove c’è un mercato e qualche caffè, e poi si prosegue fino al centro (dove si trova anche un supermercato Coop). Restando su questo lato del canale si raggiunge il municipio (Radstugatan), costruito nel 1985 come fedele riproduzione di quello del 1725: qui si trova un po’ di utile materiale informativo, compreso alcuni itinerari pedonali.

Per la visita c’è poco da raccontare: il posto è piccolo e carino, la giornata di sole aggiunge il resto. Secondo me è meglio arrivare intorno ora pranzo (si pranza anche intorno alle 15 di questi tempi) così da fare tutto con calma e godersi un pasto in qualche giardino. Noi pranziamo da “Anton Crog”, sulla riva opposta rispetto all’arrivo: niente di eccezionale, ma siamo stati bene e tranquilli nel loro giardino.

Pomeriggio deliziosamente ozioso: siamo arrivati alle 14:30, ripartiamo dopo 3 ore.
Anche stasera, giro per Gamla Stan.

28 luglio: Cattedrale, Tyska kirkan, Djurgarden, Museo Vasa, Ostermalm (seconda parte), Strandvagen (mattina con pioggia, poi sole, 28°C)
Anche oggi la giornata inizia con pioggia per finire in un’altra magnifica e lunghissima serata estiva. Della cattedrale ho già detto.
Nella Tyska kirkan ci ripariamo dalla pioggia. La chiesa tedesca vale la visita. L’interno, in stile del tardo rinascimento e barocco tedesco, include l’originale “galleria del re”, costruzione del XVII secolo simile a una “dependance” dentro la chiesa per ospitare i membri della famiglia reale tedesca. La chiesa contiene anche un organo che, da quello che ho capito dalle didascalie in tedesco,   è costituito da due parti che furono separate e successivamente riunite nella chiesa.

Il tempo migliora e ci muoviamo verso Djurgarden. Per arrivarci prendiamo il tram che parte nei pressi della Sergels Torg e segue un bel percorso. Djurgarden è una bell’area verde in cui si può passeggiare con piacere anche senza visitare Skansen (che infatti stavolta non visito). Soprattutto vale la pena fermarsi a mangiare al Rosendals Trädgårdskafe, situato tra le serre di un giardino botanico.

Ci si arriva in 20 minuti a piedi dal capolinea del tram sulla collina di Skansen ed è un posto immerso nel verde e nella tranquillità. La preparazione degli alimenti è con gli ingredienti da agricoltura biodinamica di produzione propria. A dire il vero, la scelta del menu è limitata (forse i dolci offrono più varianti) e i prezzi sono abbastanza alti (la nostra insalata vale 145 Skr, però almeno c’è acqua libera), ma il posto vale la sosta. Anche portarsi uno spuntino da casa non sarebbe stato male, perché nelle vicinanze c’è un bel giardino (con qualche panca e tavolo) dove pranzare al fresco degli alberi sarebbe stato ancora più piacevole. L’atmosfera mi ricorda quella del Orchard Tea Garden di Cambridge.

Dopo la piacevolissima pausa tocca al Museo Vasa (la visita richiede circa un paio d’ore), museo dedicato alla storia della nave ammiraglia Vasa (lunga 69 metri alta 49) che, il 10 agosto 1628, pochi minuti dopo essere stata varata in mare, affondò in pochi minuti uccidendo una trentina dei circa 150 membri dell’equipaggio. Avevo già visto il museo nel 2006 ma mi è sembrato ancora più fornito, anche se mi vergogno, alla fine, di aver scattato decine di foto (spesso buie) da ogni lato di questa spettacolare nave che però non galleggiò mai. Anche il filmato sulla storia della nave è molto interessante. Qui l’audio-guida è il nostro smartphone: si accede al wi-fi libero (ma solo per le informazioni del museo) e si scaricano i file con le descrizioni.

Dopo la visita al museo, decidiamo di fare un pausa-fika in Stortorget, al Kaffekoppen affacciati sulla piazza.
Dopo pausa in albergo riprendiamo la visita ad Ostermalm. Non conoscendo la zona, andiamo a caso: qualcosa ci va bene, qualcosa un po’ meno. Da Karlaplan, una grossa piazza alberata con una fontana al centro, decidiamo di prendere Karlavägen, bel viale alberato, fino a Oxenstiernsgatan. Inutile percorrerlo così al lungo, sarebbe stato meglio infilarsi nelle Stock_Strandvägenstrade verso sud (destra) affiancate da eleganti edifici e scendere così un po’ prima verso Strandvägen. Questo è un elegante viale che, all’inizio del XX secolo, era abitato dai dieci cittadini più ricchi di Stoccolma. Oggi, come allora, è un posto molto piacevole per il passeggio, sia per gli edifici dalle eleganti facciate lungo il lato alberato, sia per il porticciolo molto romantico lungo il lato che affaccia sullo Djurgarden.
All’inizio della Strandvägen, il Djurgardsbron conduce allo Djurgarden. In questa zona, oltre al museo Vasa, ci sono un paio di caffè sul canale e, un po’ più in là, il Junibacken, museo per bambini dedicato ad Astrid Lindgren e ai suoi personaggi favolistici, come Pippi Calzelunghe.
La Strandvägen termina nel Berzelii Park, non molto distante da Sergels Torg.

 Da ricordare per i pasti
Froken Anderskins Kaffebar, è uno dei vari colorati bar lungo Katarina Bangata in Sofo (Sodermalm). Niente di particolare da ricordare, ma in questa zona è piacevole fermarsi.
Cafe Saturnus (Ostermalm – Eriksbergatan 6). Caffè panetteria con pavimento a mosaico che serve enormi “bullar” alla cannella e al cardamomo.
Kaffegillet (in Trangsund 4, sotto la cattedrale). Buon rapporto qualità prezzo anche in relazione alla ubicazione. Si mangia anche all’aperto, proprio sotto la cattedrale e in un posto meno caotico rispetto agli altri di Gamla Stan.
Kaffestuga (Fjällgatan). Caffè all’aperto, interessante in particolare per affacciare sul panorama di Stoccolma.
Rosendals Trädgårdskafe (Djurgarden). Bel posto tra giardini e serre nel cuore del Djurgarden. A dire il vero il menù è ridotto e costoso (forse si va meglio sui dolci), ma vale la pena per tutto il contorno (e per l’acqua gratis). Buona alternativa e la colazione al sacco da consumare nel giardino alberato sul lato opposto.
Djurgarden. Ospita diversi ristoranti e caffè, sia lungo il canale sotto il ponte di accesso all’isola, sia non lontano dal Nordiska Museet.

Copenhagen ed Helsingor(29 luglio – 1 agosto) 

Complice il tempo soleggiato, Copenhagen mi è apparsa molto più attraente di come la immaginassi. Soprattutto se considero di averla vista dopo un’altra bella città come Stoccolma: nel paragone, devo dire che mi è piaciuto più stare a Copenhagen. La gente mi è sembrata più allegra, le vie più animate e la città offre scorci colorati e pittoreschi. Copenhagen è piccola, si gira bene a piedi (non abbiamo mai usato i mezzi pubblici) o in bicicletta, che qui è il mezzo principale dei residenti (la città è tutta pianeggiante). I costi sono davvero alti.

Helsinor_ (20)Nonostante le piccole dimensioni, tre giorni a Copenhagen possono essere un buon periodo da dedicare alla visita della città.
Il pasto caratteristico danese sembra siano gli smørrebrød, i tipici panini aperti. Da noi potrebbero chiamarsi “tartine” se non che sono coperti da una gran varietà di combinazioni. Personalmente, non ci ho trovato niente di appagante. Altro cibo tipico sono i pølser, gli hotdogs in versione danese. Molto più interessanti sono i “danesi”, che non sono i biscotti al burro ma piuttosto ottimi prodotti da forno.

Proprio per le piccole dimensioni del centro, provo a riportare le mie opinioni lungo un itinerario che parte dalla stazione centrale e va verso la sirenetta.  Ecco cosa abbiamo visto (e cosa non) e le mie opinioni.

Tivoli
 Comincio proprio da una visita mancata. Il parco è una combinazione di giardini, giostre, birrerie e chioschi. Solo l’ingresso costa 99DKK, poi si pagano le giostre (25 DKK); oppure 199DKK tutto incluso (e si paga anche un supplemento se si vuole uscire ed entrare di nuovo!). Si pagano anche i ristoranti, che sembrano siano costosi. Inoltre la mattina abbiamo osservato file molto lunghe. Il mercoledì e il venerdì sono previsti spettacoli pirotecnici a fine serata.
Nel complesso, l’abbiamo messo in coda alle nostre visite tanto che, alla fine, non abbiamo avuto tempo per visitarlo.

Rådhuset (municipio)
L’imponente costruzione che “accoglie” nel centro storico di Copenhagen è liberamente accessibile. Vale la pena spenderci una mezz’ora, ci sono un paio di bei cortili e potete passeggiare tra i vari piani liberamente. La sala d’onore è visitabile solo con visite guidate.

Strøget
Dopo Nyhavn, Strøget è l’altra faccia del cuore di Copenhagen. Parliamo dell’area pedonale dello shopping più importante della città e pare sia anche la più estesa d’Europa. Le vie che la costituiscono sono grandi e caotiche (ma pedonali): cito Frederiksberggade, Nygade, Ostergade e vicinato. Si affacciano tanti negozi, bar e molti negozi che vendono prodotti da forno. Da Nygade, la Klosterstraede porta in Grabrødretorv, la piazza cuore del quartiere latino.

Pisserenden
Dedalo di strade a nord-ovest di Strøget (intorno Studiestræde e Larsbjørnstræde), una volta covo di bordelli e pub, oggi animato intreccio di stradine con edifici dalle facciate colorate e molto frequentato da studenti.

Straedet
La via di negozi forse più bella della città, meno maestosa di Strøget ma le due vie che la formano, Kompagnistraede e Laederstraede hanno più fascino e sono fiancheggiate da negozi più ortiginali.

Vor Fraue Kirke
Spoglia cattedrale del 1829. C’è ben poco da vedere. Molto meglio aggirarsi per strade adiacenti.
In particolare segnalo da queste parti (in Fiolstraede, 10) il bellissimo caffè libreria “Cafè Paludan”, proprio di fronte alla CPH Library.

Quartiere latino
E’ stata una scoperta un po’ casuale. Il quartiere (molto diverso dall’omonimo parigino) si estende da Vor Frue Plads a est, lungo Store Kannikestraede e Skinnergade fino a Købmagergade; a nord lungo Fiolstraede fino a Nørre Voldgade. È caratterizzato da stradine tranquille e piacevoli e dalla bella e colorata piazza Grabrødretorv del XVII secolo, dove ci sono un po’ di ristoranti e caffè.
In fondo la zona è centralissima nella pianta della città: la cattedrale, la torre rotonda, le vie dello shopping e la zona di Pisserenden sono tutte qui intorno.

Torre rotonda (Rundetårn)
Nacque nel 1642 come osservatorio per Tycho Brahe ed è considerato l’osservatorio in attività più antico del mondo (aperto da ottobre a marzo).

Rosenborg Slot
Bel castello secentesco, un tempo residenza estiva della famiglia reale, circondato da un elegante giardino (giardini reali). All’interno del castello rinascimentale si trova parte della collezione d’arte di mobili della famiglia reale e al seminterrato sono custoditi i gioielli della corona. La visita potrebbe essere aiutata dai file audio scaricabili su smartphone, ma il wi-fi non funziona. Gli interni del castello sono belli, ma, come detto, sono piuttosto un museo e, tutto considerato, la visita è molto monotona.

Nyhavn
Quando siamo arrivati a Copenhagen, intorno alle ore 16, la prima meta è stata proprio Nyhavn (letteralmente “porto nuovo”, sebbene sia uno dei più antichi della città risalendo al 1671). Le colorate case in stile danese che fiancheggiano il canale sono una delle immagini più fotografate della città. Le rive di questo breve canale costruito nel XVII secolo per collegare il porto al centro cittadino, sono un susseguirsi di affollati bar e ristoranti molto turistici. La sera il posto è ugualmente carino, ma senza dubbio le migliori foto sono quelle con la luce del sole.

Copenhagen_Nyhavn (7)

Amalienborg Slot
Formato da quattro palazzi settecenteschi disposti intorno a una grande piazza acciottolata, l’Amalienborg Slot è la residenza della famiglia reale danese dal 1794. Provenendo dal porto, il palazzo sulla sinistra è quello della regina attualmente in carica. Alle ore 12 c’è il lungo e noioso cambio della guardia (soprattutto sotto una fine pioggia). A pochi passi c’è la Marmorkirken e poi, proseguendo la passeggiata, si può raggiungere la fortezza.

Marmorkirken o Frederikskirken
La chiesa di marmo (a pianta circolare) è uno degli elementi dominanti del profilo di Copenhagen. La cupola si ispira alla basilica di san Pietro e misura più di 30m di diametro.

Kastellet e Sirenetta 
Kastellet è una fortezza a forma di stella del 1662 che racchiude caserme rosse e la bella e piccola chiesa di St. Albans. Non c’è molto da vedere: la cosa più interessante è la chiesa e la bella fontana di Gefion. Comunque, per raggiungere la Sirenetta, più o meno la fortezza va attraversata.
La Sirenetta, forse il simbolo più noto (e anche sopravvalutato) di Copenhagen raffigura uno dei personaggi più famosi di delle favole di Hans Christian Andersen. La statua (in bronzo e granito) fu commissionata nel 1913 dalla Carlsberg Brewery e poi ancora nel 2006 con una nuova figura che è oggi visibile di fianco alla fortezza. Quest’ultima, dall’aria cupa per le sue pene d’amore, è più fedele al personaggio di Andersen. Secondo la storia, ogni mattina e ogni sera la sirenetta nuota versa la superficie nella speranza di vedere il suo amato principe.
Sembra che il birraio Carl Jacobsen si innamorò del personaggio dopo aver assistito a un balletto al teatro reale danese e quindi incaricò lo scultore Edvard Eriksen di creare la scultura della sirenetta. La moglie di Eriksen posò per la statua.

Procedo ora lungo la parte a est da Tivoli.

Gammel strand
Gammel strand (spiaggia vecchia) si estende davanti al canale che cinge in parte le isole di Slotsholmen, occupata da una serie di case del XVIII e XIX secolo perfettamente conservate e intercalate da ristornati e caffè. Qui si apre la Høubroplads, animata piazza che sbocca, sul lato opposto, in Kompagnistræde

Slotsholmen Copen_bibl reale (1)
Piccola isola in cui hanno sede alcuni palazzi: Christiansborg Palace (che include il Folketinget, cioè il parlamento danese), Kongelige Bibliotek (biblioteca reale). La biblioteca reale è costituita da due parti distinte: l’originario edificio ottocentesco in mattoni rossi (noi abbiamo visto il giardino) e l’ampliamento in granito e cristallo soprannominato il diamante nero. L’elegante giardino della biblioteca era un tempo il porto navale del re Cristiano IV; dal 1920 è divenuto l’oasi del verde della biblioteca e degli altri palazzi dell’isoletta.

Borsen
E’ l’enorme edificio che si vede lungo Gammel Strand, sormontato da una bella guglia elicoidale di rame formata dalle code di 4 draghi.

Christianshavn e Christiania
Christianshavn
è una zona residenziale con canali, chiese caratteristiche e case settecentesche. Tutto sommato vale una passeggiata. La Vor Freslers Kirke (che troviamo chiusa) è una chiesa settecentesca che si nota per la guglia alta 95 metri raggiungibile con 400 gradini che conducono alla cima, di cui gli ultimi 150 salgono lungo la parete esterna diventando sempre più stretti (leggenda narra che anche un’automobile sia arrivata quassù).

Christianshavn

Nel cuore di Christianshavn si inserisce (e resiste) Christiania, comunità alternativa, la cui esistenza non sembra sia destinata a durare a lungo. Fondata nel 1971 da un gruppo di attivisti che occupò abusivamente una base navale abbandonata, oggi a me sembra piuttosto una baraccopoli. Nonostante i suggerimenti degli abitanti di Copenhagen e quelli della Lonely Planet, mi è difficile comprendere il vero senso dell’esistenza di questa comunità, visto che a me balzano agli occhi soprattutto un po’ di degrado e la circolazione libera di droghe leggere. Nel complesso, non essendo stato istruito a sufficienza sulla storia del posto, non ci trovo niente di interessante.
Le regole per chi entra qui dentro sono tre: niente foto, non correte e divertitevi.

Frederiksberg e Nørrebro
Abbiamo fatto una breve digressione nella zona a nord ovest del centro, una breve passeggiata tra Frederiksberg e Nørrebro, zone più eleganti e tranquille di Copenhagen.
Frederiksberg in particolare è un signorile quartiere caratterizzato dal Frediksberg Allé, lungo viale alberato che conduce al Frediksberg Have, bel parco cittadino.
A Nørrebro, che pure abbiamo visitato velocemente prima di cena, qualche angolo più animato e pittoresco si riesce a trovare. Innanzi tutto c’è la rilassante passeggiata di Peblinge Dossering lungo il lago che parte dall’osservatorio Tycho Brahe; poi qualche ristorante intorno Blagards Plads. Passerei poi direttamente a citare Skt Hans Gade, lungo l’omonima chiesa.
Peblinge Dossering offre un paio di cafè/ristoranti lungo le rive. Noi scegliamo il Kaffesalonen (Peblinge Dossering, 6) segnalato dalla Lonely Planet: carino perché si mangia sul lago, ma non per il ridotto menù.

Helsinore

E’ la città dell’omonimo castello, più correttamente chiamato Kronborg Slot, quello citato (non esplicitamente) da Shakespeare nell’Amleto. Le origini della fortezza risalgono al 1420, quando era chiamata “Krogen” (uncino). In quegli anni, le navi che passavano di qui erano costrette a pagare il cosiddetto “Sound dues”, il pedaggio per passare lo stretto (sulla costa opposta si vede la Svezia con la città di Helsinborg).
La fortezza fu restaurata a fine 1500 da Federico II e trasformata in un castello rinascimentale. Ancora nel 1500 si pagavano le sound dues, adesso proporzionali al valore del carico. La costruzione subì un incendio nel 1629 che lo distrusse in buona parte: il re Cristiano IV la ricostruì con alcuni ammodernamenti.
Il pedaggio navale fu abolito nel 1857 e la Danimarca ricevette 67.000.000 DKK come risarcimento: la somma fu versata da tutti gli stati del mondo.
Nel castello sventola, ovviamente, la bandiera danese: la Dannebrog sventola lì tutti i giorni dal 1811, dall’alba al tramonto. La bandiera danese sembra sia il vessillo nazionale più antico del mondo.

La visita è molto piacevole, dentro ci sono anche interessanti installazioni multimediali. Anche in questo museo, l’audio-guida è costituita dal proprio smartphone, ma anche qui la connessione wi-fi è quasi sempre assente. All’ingresso del castello, dentro le mura, ci sono un paio di ristoranti. A inizio agosto nel cortile del castello va in scena il festival dedicato a Shakespeare.

In una bella giornata di sole può essere carino visitare anche la città di Helsinore, che pure ha qualche stradina pittoresca e molti edifici colorati. Il cuore della città è intorno a Stengade, dove si trova una piazza animata circondata da molti ristoranti.
Ad Helsinore si arriva con circa 45 minuti di treno dalla stazione centrale di Copenhagen. Dalla stazione di Helsinore bisogna camminare per una ventina di minuti per raggiungere il castello.

Da ricordare per i pasti

Next door cafè (Larsbjomsstræde). Cafè piccolo e carino. Facciamo due chiacchiere con un ragazzo italiano che è a Copenhagen da quattro anni. Fanno buoni pancakes e brownies.
Emmerys. In città ce ne sono diversi; noi pranziamo in quello tra Store Kongesgade e Skt Paul Gade. È una panetteria biologica segnalata anche dalla Lonely Planet: serve buoni panini (in media 50 DKK), c’è wi-fi libero ed è un buon posto per una pausa.
Det Lille Apotek (Store Kannikestraede 15). Sembra sia il ristorante più antico della città. Il ristorante è carino e d’estate si mangia in strada in una zona tranquilla a due passi dalla torre rotonda e dal quartiere latino. Una portata principale e una bevanda costano intorno ai 200 DKK.
Cafè Oven Vande (Christianshavn, Overgaden Oven Vandet 44). E’ il posto più decente tra i pochi in zona. Si mangia discretamente e d’estate i tavoli sono per strada a pochi metri dal canale. Il ristorante/pub è a pochi metri dal ponte Knipplesbro che collega Christiansahavn a Slottsholmen.
Lagkagehuset. È una catena di prodotti da forno. In città ce ne sono diversi (ad esempio su Nygade, non lontano dal municipio, oppure in Friedriksberg Allè/Vaernedamsvej) e offrono una buona varietà di cibi dolci e salati.
Copenhagen, Cafe PaludanCafè Paludan (Fiolstraede, 10). Visto per caso. Non ci siamo entrati, ma l’arredo di questo caffè biblioteca è molto bello.
Andersen Bakery (Bernstorffsgade). Di fronte alla stazione centrale e accanto all’ingresso di Tivol: anche qui buona varietà di dolce e salato.
Perch’s tea room (Kronprinsensgade 5). Elegante sala da tè inglese per chi vuole fermarsi a berlo con tanto di dolci inglesi oppure portarsi a casa qualche infuso. Aperto tra le 11.30 e le 17.30.
 

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4 risposte a “Diario di viaggio: Stoccolma, Copenhagen 2014

  1. Bellissimo articolo, dettagliato e preciso!! Grazie mille, mi sarà molto utile nella progettazione del mio viaggio a Copenhagen e Stoccolma!!

  2. Ciao Domenico,con la mia famiglia stiamo organizzando le vacanze estive e anche noi vorremmo prendere il treno per andare da Copenaghen a Stoccolma,ma sul sito http://www.sj.se non riesco a capire se mie figlie di 3 e 5 anni pagano meno,viaggiano gratis o pagano come gli adulti,mi sapresti aiutare?anche tu hai prenotato tramite questo sito?
    Grazie mille
    Emanuela

  3. Ciao Emanuela, scusa per il ritardo della risposta. Io purtroppo comprai il biglietto alla stazioen di Stoccolma, con una lunghissima fila. Ho dato uno sguardo al sito. Sul sito basta inserire il numero dei passeggeri, adulti e bambini ed hai il costo totale. A me sembra che anche i bambini sotto i 6 anni paghino (il costo mi è aumentato di un centinaio di corone). Spero ti sia stato d’aiuto. Ciao. D

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