Praga, diario di viaggio (12-16 dicembre 2013)

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Pubblicato anche su Viaggiareliberi.it

Ritorno a Praga dopo quasi vent’anni e il primo colpo d’occhio avuto raggiungendo il lungo Moldava, nonostante il cielo grigio, l’umidità e la foschia che avvolgeva il castello, è quello di una città fiabesca, scenografica, regale ma niente affatto austera, grazie alla sua avvolgente architettura  gotica e barocca.

Capitale del Sacro Romano impero sotto Carlo IV, nel XIV secolo Praga divenne una delle città più grandi e prospere d’Europa. Fu in questo periodo che la città assunse lo splendido aspetto che la caratterizza tuttora. Carlo commissionò importanti monumenti, come il ponte che porta il suo nome e la cattedrale di san Vito; inoltre fondò l’università Carlo (Karolinum), il primo ateneo dell’Europa centrale. Dopo le guerre hussite  del XV secolo, Praga visse la seconda età dell’oro quando salì al trono Rodolfo II d’Asburgo che trasferì la sede dell’impero asburgico da Vienna a Praga. In questo periodo si costruì anche la fama di città misteriosa ed esoterica, grazie alle stravaganze del  imperatore in perenne ricerca dell’elisir di giovinezza e della pietra filosofale capace di tramutare i metalli in oro.

L’arrivo all’aeroporto cittadino non è stato dei più incoraggianti. Sembrava di essere ancora tra le nubi, eppure il carrello era già fuori. E infatti lasciamo le nuvole per atterrare nel fitto grigiore della nebbia. Fortuna che in città la cosa non è così grave anche se per la prima metà del viaggio Praga ci accoglie senza mai un piccolo raggio di sole, con un bel po’ di umidità ma con temperature tutto sommato accettabili (0-6°C). Poi il meteo ci regala due splendidi giorni di sole invernale, con un cielo sereno che esalta colori e scenografie della città ai due lati del fiume.

Il centro di Praga – ed intendo tutta l’area che va dal Castello (Pražsky hrad) fino a Staré Město – oltre ad essere splendido ed in ottimo stato di decoro, è anche eccezionalmente omogeneo e compatto, così che passeggiare nei vicoli da Malá Strana alla città vecchia, attraversando quella splendida passerella del ponte Carlo, è già di per sé un esperienza che vale la visita. Senza contare la splendida scenografia di Malá Strana osservata dal lungo Moldava.
Praga è piccola e può essere girata a piedi, ma non tanto piccola da poterla visitare in meno di tre giorni (senza contare le visite fuori porta come Konipiště, Karlštejn o Kutná Hora).
E poi c’è Natale e i mercatini: la piazza della città vecchia sembra ancora più un posto delle favole. Per contro, in questo periodo dell’anno, alcune attrazioni sono chiuse, come i giardini reali e il  castello di Konipiště. Aggiungete anche una generale chiusura dei siti tra le 16 e le 17, con conseguenti tempi ristretti per poter conciliare tutte le opportunità di visita.

Parto appunto dall’atmosfera natalizia. Anche qui il periodo dell’avvento è caratterizzato dalla presenza di mercatini di artigianato e prodotti gastronomici. Come già mi aspettavo, generalmente gli oggetti venduti non sembrano di gran pregio, mentre l’offerta di cibo è meno interessante di quella tedesca. Per chi come me ama i dolci, troverà ben poco altro che i tipici Trodl, cilindri cavi che si può ammirare in cottura intorno a  tubi rotanti sulla brace.
Il mercato più bello è ovviamente quello in  Staroměstské náměstí, la piazza della città vecchia (la piazza accanto all’orologio astronomico), tra le guglie della chiesa e del municipio, l’albero di Natale e le bancarelle in legno.
Altro grande mercatino è in piazza Venceslao: vale la pena passeggiare anche nella parte più in alto, cioè quella più vicina al memoriale delle vittime del comunismo. Piazza Venceslao acquisì il nome attuale verso la metà del XIX secolo, nel corso del risveglio nazionale. Da allora fu testimone di diversi eventi importanti della storia ceca: nel 1918 fu il teatro delle celebrazioni per la nascita della repubblica cecoslovacca e nel 1989 fu annunciata la caduta del comunismo.

Piccolo e un po’ freddo il mercatino di piazza della Repubblica. Ancora più piccolo quello sito in Malé náměsty (appunto piccola piazza) ma è attorniato da begli edifici e racchiude una pregiata fontana rinascimentale.

Veniamo ai quartieri e alle visite.

Parto dalla zona più caratteristica di Praga, Malá Strana, il quartiere barocco, che si fonde nella parta alta con il Castello e l’area che lo circonda (Hradčany) e che, nella parte bassa, ingloba la tranquilla isola di Kampa.
La visita del Castello può portare via una intera giornata: ci sono due tipi di biglietti di ingresso che includono diversi siti e durano due giorni. Il biglietto che facciamo è quello più esteso (350 Kč, circa 13€ + sovrapprezzo per scattare le foto), ma in un solo giorno non riusciamo neanche a vedere l’itinerario ridotto perché dalle ore 16 (orario invernale) non si può più accedere ai monumenti. L’area del Castello resta comunque aperta fino alle 23 (accesso sempre libero ai cortili) e ciò permette di visitare la zona senza la folla dei turisti. Anche il Vicolo d’Oro ha il suo tornello di accesso che è ovviamente disattivato la sera: si può accedere quindi alla stradina, ma tutte le case e i negozi sono ovviamente chiusi. D’estate la visita è ancora più interessante in quanto sono aperti anche i giardini del castello e di Malá Strana.

L’edificio più imponente dell’area del Castello è la bellissima cattedrale di San Vito, la cui costruzione richiese circa 600 anni: iniziata nel 1344, l’edificio fu ufficialmente completato solo nel 1929. Si può accedere senza biglietto, ma non si va oltre una ristretta area della navata centrale.
E poi c’è il piccolo Vicolo d’Oro (zlata ulička): le minuscole casette colorate furono costruite nel XVI secolo per i tiratori scelti della guardia del castello, ma in seguito vennero utilizzate dagli orafi. Nel 1916-1917 al n°22 visse Kafka e pare che abbia descritto questa via nel suo romanzo “Il Castello”. Il vicolo è stato di recente ristrutturato (fine 2011) e al momento della nostra visita è apparso tirato a lucido tanto da far perdere un po’ di autenticità. Noi l’abbiamo visitato anche di sera: se si apprezza l’assenza della ressa dei turisti, la chiusura delle botteghe rende la stradina un po’ anonima.

vecchio palazzo reale, sala Vladislao Nel vecchio palazzo reale, una delle parti più antiche del castello e che ne rende meglio l’atmosfera, si può ammirare la splendida sala Vladislao (foto) e il suo soffitto tardogotico a volta.

Altro bell’edificio dell’area è la Basilica di San Giorgio: la costruzione in mattoni rossi dietro alla cattedrale è la chiesa romanica meglio preservata dell’intera repubblica ceca (restauro fine 1800).
Da segnalare il cambio della guardia delle ore 12 (che avviene nel primo cortile), lungo rito scandito dalle note degli ottoni e dall’aspetto volutamente quasi comico secondo le volontà del presidente Havel.Hradcany,Loreta

Andando in giro per l’elegante zona di Hradčany non si può perdere una visita a Piazza Loreta, dove sorge il Monastero dei Cappuccini, il più antico monastero della Boemia ancora in attività. Ma soprattutto sorge Loreta (foto), santuario barocco progettato come replica della santa casa di Loreto, presunta abitazione della vergine Maria. La nostra passeggiata tardo pomeridiana (intorno alle 16.30, quanto basta per trovare tutto chiuso) è accompagnata dal primo cielo sereno (corredato da Luna piena) del nostro soggiorno.

Da  non perdere (secondo i miei suggeritori) la Biblioteca di Strahov, la più grande biblioteca monastica del Paese nonché tra le più preziose d’Europa (vi è stato tra l’altro ambientato il film “Amadeus”). Purtroppo noi alle ore 17 la troviamo chiusa. Da quelle parti c’è un bel panorama della città e vedute altrettanto belle si hanno lungo la via delle mura che porta alla torre di Petrin.
Nei pressi della torre, costruita come una piccola torre Eiffel, si può prendere la funicolare per scendere nuovamente in Malá Strana. Se siete in orario per una pausa pomeridiana, date uno sguardo alla sala da tè e pasticceria “U Knoflicku”, su Ujzed  subito all’uscita della funicolare (chiude alle 18.30).

A metà strada tra Castello e  il ponte Carlo, il quartiere di Malá Strana è pieno di piccole e caratteristiche stradine, tra cui senza dubbio Nerudova, che un tempo era il principale collegamento tra castello e città. È la strada più importante di Malá Strana dal punto di vista architettonico ed è costeggiata da eleganti edifici e numerosi ristoranti.

Per chi non vuole cimentarsi nella salita a piedi verso il castello (a dire il vero, non particolarmente impegnativa), viene in soccorso l’affollatissimo tram 22. Un giro in tram a Praga val sempre la pena farlo. Il n° 22 sale sulla collina del castello e permette di scendere sia in vicinanza dei giardini reali (fermata Prazsky Hrad) sia, dal lato opposto, nelle vicinanze di  Strahov (fermata: Pohofelec) da cui  si può procedere a piedi verso Loreta e i cortili d’ingresso del Castello in piazza Hradčanské náměstí. (Mi era stato suggerito di procedere lungo le colorate stradine Novi Svět e Kanovnická, ma temo che abbiamo percorso semplicemente Loretanska).

Ritornati al livello del fiume, come non passeggiare per Kampa, considerato l’angolo più tranquillo e pittoresco di Mala Straná, nonché la “Venezia di Praga” (con discreta dose di autostima). La bella Na Kampé, la piazza sotto il ponte Carlo, è un bel posto dove rilassarsi circondati da alberi ed eleganti edifici.

A separare la “Parte Piccola” (appunto, Malá Strana) e la  la città vecchia (Staré Město) ci pensa il fiume Moldava e quel straordinario viale sospeso sulle acque che è il ponte Carlo. Una passeggiata che si fa a ripetizione, ci sia il sole, la nebbia o la notte, per ammirare gli scorci fiabeschi che prorompono dietro alle due estremità (con leggera preferenza al lato  Malá Strana).

Mala Strana e Castello

Attraversato il ponte arriviamo in Staré Město, la città vecchia. Le sue origini risalgono al X secolo, ma l’aspetto attuale è frutto degli interventi di Carlo IV a metà del 1300.

Principale attrazione è Staroměstské náměstí (piazza della città vecchia), con il suo orologio astronomico, la fiabesca silhouette sia del municipio sia della chiesa della vergine Maria davanti a Tyn (l’uno opposto all’altra). In questo scenario si difende anche la luccicante chiesa barocca di San Nicola che, nel suo interno molto raccolto, è piena di stucchi barocchi.
La chiesa della vergine Maria davanti a Tyn è parzialmente nascosta dai quattro piani della Scuola di Tyn. Il nome deriva dal Cortile di Tyn, situato sul retro dell’edificio e da cui si può accedere da Tynská ulicka. La chiesa è gotica fuori, ma dentro appare decisamente barocca anche a noi che riusciamo a vederla  solo dalla grata subito oltre l’ingresso.
(Il cortile di Tyn era un vecchio albergo fortificato, centro di commerci e ufficio doganale per i mercanti stranieri. Oggi, dopo il restauro, ospita negozi, ristoranti, alberghi).

L’orologio astronomico, realizzato nel 1410 e perfezionato nel 1490 con i meccanismi che si ammirano ancora oggi,  è un’attrazione sia per la sua estetica, sia per l’animazione che parte allo scoccare di ogni ora (ma di gran lunga più essenziale rispetto a quella di Marienkirche di Monaco di Baviera). I quattro personaggi ai lati dell’orologio rappresentano la Vanità (con uno specchio), l’avidità (con un sacco di monete) la Morte e l’Invasione dei Pagani (la Lussuria, simboleggiata da un turco).

A lato dell’orologio c’è il centro informazioni turistiche da cui si accede anche all’ingresso del vecchio municipio e alla torre da cui si gode una bella veduta della città (soprattutto in una bella giornata di sole). E se lo dice uno a cui le viste dall’alto non piacciono, direi che la veduta è decisamente bella.

Tra i vari edifici di pregio di Praga, in giro tra Staré Město e Nové Město, ho annotato i seguenti.

La Casa Civica (Obecní dům, l’imponente edificio accanto alla Porta delle Polveri) pare essere l’edificio può sontuoso e suggestivo di Praga, costruito a inizio ‘900 come centro culturale destinato a rappresentare il risveglio nazionale ceco dal punto di vista architettonico. La Sala Smetana, la più grande sala da concerto di Praga con 1200 posti sotto una cupola in vetro art nouveau (quella che si vede anche dalla strada). Le visite al palazzo sono possibili ma è meglio verificarne quanto prima il calendario.

Il Teatro degli Stati, accanto al Karolinum, è considerato l’edificio neoclassico più elegante della città. Si tenne la prima del Don Giovanni di Mozart (29 ottobre 1787) con il compositore stesso in veste di direttore.

Ai margini della città vecchia segnalo la Cappella di Betlemme, oggi sito nazionale e una delle chiese più importanti di Praga considerato che ha visto la nascita del movimento hussita. Jan Hus predicò qui dal 1402 al 1412. Ricostruito meticolosamente a metà ‘900 secondo i disegni originari, l’interno è raccolto e non offre particolari attrazioni, ma pare che l’acustica sia ottima per i concerti che si tengono.

Ai margini nord della città vecchia c’è Josefov, il quartiere ebraico. La maggior parte del ghetto si è mantenuta intatta, ma la comunità ebraica è oramai quasi del tutto scomparsa. Il quartiere è un area compatta che può essere visitata in una giornata se si ha intenzione di accedere a tutti i siti. D’altra parte il biglietto di ingresso è cumulativo (300 Kč) per tutti gli accessi ad eccezione della sinagoga Staronová (vecchia-nuova) che, non a caso, è la più antica, quella in cui si celebra ancora il rito religioso ed è il fulcro della vita della ridotta comunità ebraica.

A me le visite dei cimiteri non esaltano particolarmente. Per quanto il vecchio cimitero ebraico sia suggestivo e raccolga la storia della comunità e le spoglie di migliaia di individui (le lapidi che si vedono sono solo lo “strato” superficiale delle migliaia  di sepolture succedutesi dal 1439), il percorso obbligato intorno alla zona di sepoltura fa perdere, secondo me, il contatto più diretto e intimo con la sacralità del posto trasformando la visita in un tipo di itinerario turistico. Tra le sinagoghe incluse nel biglietto, la rinascimentale Pinkasova (Pinkas) synagoga è oggi un sobrio memoriale dedicato agli ebrei cecoslovacchi vittime dell’olocausto e raccoglie al primo piano alcuni toccanti disegni dei bambini detenuti nei lager. La sinagoga più appariscente è quella spagnola, costruita in stile moresco con gli interni ispirati al palazzo dell’Alhambra.

Stare Mesto (119)Come dicevo all’inizio, passeggiare per una città così omogenea è di per sé un piacere. Per cui, tralasciando le visite al chiuso, basta perdersi per strade più o meno affollate intorno a Staroměstské náměstí per apprezzare l’atmosfera praghese. Ad esempio la cosiddetta via reale: Anenska, Retezova (e la vicina Karlova), Jalovkovaa, Celetná ulice (una delle strade più antiche e moderna via dello shopping),  Kamzikova e la zona intorno al stare mesto_Viselek, via Husova Karolinum.

Lungo Husova, o meglio, molto in alto, si trova “Viselec” (sospeso), opera di David Cerny. Altre opere dell’artista si trovano ad esempio nel giardino dell’ambasciata tedesca (una Trabant con 4 gambe)  e nel cortile di Hergetova Cihelna (“Proudy”, Torrenti –  due figure maschili che  tracciano citazioni famose con il getto di urina).

L’ultima giornata io e le mie pazienti compagne di viaggio ci perdiamo di vista per un paio d’ore. Alessia e Roberta fanno un giro per il quartiere cubista e questo è il sudatissimo resoconto.

Praga è una delle poche città europea (l’unica?) in cui sono presenti esempi di architettura cubista, di cui il principale esponente fu Josef Chochol (1880-1956). Gli edifici più interessanti, oltre alla casa della Madonna Nera in via Celetnà a Stare Mesto si trovano nel quartiere di Vysehrad (foto) ai piedi dell’omonima fortezza. Il quartiere si raggiunge da Nove Mesto percorrendo il lungofiume Masarykovo e poi oltre, lungo la Rasinovo Nabrezi sino ai piedi del castello di case cubisteVysehrad. Alcune dimore dell’architetto Josef Chochol si trovano sul lungofiume Rasínovo, ma addentrandosi nel quartiere Vysehrad  ci sono altri esempi dello stile cubista ceco, tutti segnalati nelle guide turistiche. Per ritornare nel quartiere di Stare Mesto abbiamo percorso la banchina del fiume, da cui si gode di un bel paesaggio e della compagnia di numerosi cigni, gabbiani e papere. Si tratta di una passeggiata di circa 1 ora. Consigliata anche una sosta nell’isola di Zofin, uno dei pochi spazi verdi della zona.

Avendo abbandonato l’idea di una gita a Dresda (circa due ore di treno), la scelta della visita fuori porta cade, più o meno forzatamente, su Karlštejn.

KarlsteinKarlštejn, fortezza costruita nel 1348 per custodire il tesoro della corona di Carlo IV, si trova 30Km a sud ovest di Praga e si raggiunge in meno di un ora di treno e una ventina di minuti a piedi dalla stazione. Senza dubbio la vista del castello lungo la strada del paesino è imponente ad attraente. E forse anche la visita agli interni potrebbe valere la pena se non fosse divisa in due itinerari guidati: il “percorso I”  (sala del cavaliere, camere da letto di Carlo IV, camera dei gioelli) dura 50min; il “percorso II” attraverso la torre maggiore, la torre mariana e la cappella della Santa Croce dura 70 min.  A noi tocca un improvvisato “percorso II natalizio” (sempre alla modica cifra di 300 Kč) con guida in italiano che ci accoglie piangendo perchè il ministero della cultura non ha celebrato i suoi migliori dipendenti dell’anno. Il “percorso II natalizio” è una versione rapida del percorso II che a me pare improvvisata per noi unici tre turisti italiani delle ore 13. Quando la signora ci lascia all’interno delle mura dopo circa 30 minuti di visita frettolosa, senza possibilità di vedere altro, realizziamo che abbiamo buttato mezza giornata per venire fin qui.

Costo della vita

Staroměstské náměstíCon gran beneficio delle tasche dei turisti, e spero anche dei cittadini cechi, a Praga l’euro non ha ancora fatto disastri e vi si spende in modo soddisfacente.
Il nostro cambio ai bancomat in aeroporto è  217€ = 5500 Kč compresa la commissione della banca, per cui all’incirca il cambio è 27 -28 Kč = 1€.
A Praga molti negozi (e anche i taxi) accettano gli euro, ma il cambio è generalmente più sfavorevole (25 Kč = 1€), ma comunque accettabile considerato che non ci sono commissioni per il cambio.
Il taxi dall’aeroporto al nostro albergo (non distante dal teatro nazionale) costa intorno ai 750  Kč (circa 30€ per 14km e meno di 30 minuti di percorso).
Ai ristoranti si può mangiare con meno di 300 Kč, cioè parliamo di meno di 15€.

Pasti

Maitrea, Tynska Ulicka 6. Portate prncipali 150-200  Kč. Ristorante vegetariano molto accogliente, soprattutto nella sala al piano di sotto. Io non sono vegetariano, ma la preparazione dei cibi è ottima e non ho rimpianto l’assenza di carne del goulasch.

Vkolkovna, V Kolkovne 8. Versione elegante, moderna e accogliente della tradizionale birreria praghese. Il piano interrato ha una sala da pranzo più intima e formale. Portate prncipali 160-200Kc

LoVeg, Nerudova. Locale vegano dalla cucina discreta, ma non ai livelli del Maitrea. Per arrivare bisogna salire un po’ di scale ripide. Su Nerudova ci sono molti ristoranti e locali, alcuni però dall’aspetto troppo turistico per invogliarci.

Lobkowicz Palace Kafè. E’ un elegante caffè – ristorante all’interno del castello (nei pressi del vicolo d’oro). Di conseguenza i prezzi sono alti e la cucina senza particolare lode. Può valere la pena nelle giornate soleggiate e calde, avendo una bella terrazza.

 U Sedmi Svábů, Jansky vrek 14. Porte principali 150 – 300 Kč. E’ un ristorante un po’ buio in stile medioevale, ma si mangia bene. La sala nel piano interrato mi sembra più carina (occhio agli scheletri che si intravedono da una grata) ed è anche la sala riservata ai non fumatori.

Bakeshop in Kolkovne (Josefov). Nei pressi di Vkolkovna. Non ci siamo fermati a mangiare ma dall’esterno è apparso invitante, con ottima offerta di cibo e possibilità di sedersi.

U Knoflicku, sala da tè e pasticceria all’uscita funicolare Ptrin (su Ujzed). Purtroppo siamo arrivati a orario chiusura (18.30) perchè l’atmosfera ci aveva attratti nelle sale senza molti indugi.

Trasporti

mala stranaDall’aeroporto si può raggiungere il centro con linee bus o con metropolitana + bus (non mi sembra ci siano linee dirette). Essendo noi in tre, abbiamo preferito investire 750 Kč per un taxi. Da ricordare che la compagnia “AAA” offre uno sconto del 47% sulla tariffa chilometrica per chi utilizza questa compagnia anche per il tragitto inverso.
Informazioni si possono trovare su http://www.praguewelcome.cz alla pagina “trasporti”.

In città ci si muove bene a piedi ed è anche piacevole passeggiare per le strade piuttosto che prendere la metro. Il costo dei trasporti è di 24 Kč (meno di 1€) per una corsa breve (30min), più che sufficiente anche per raggiungere il castello.

Aerei: WizzAir e Smartwings, Roma – Praga

Abbiamo comprato il biglietto con E-Dreams.
Se volate con WizzAir è molto meglio dare un’occhiata al sito internet prima di comprare il biglietto, perchè la politica bagagli è ancora più complessa di quella della Ryan Air. Anche leggendo il sito, qualche dubbio ci è rimasto.
Questa è la mia conclusione (tratta dopo avere già comprato il biglietto…). Il bagaglio a mano gratis non deve eccedere 42x32x25 cm: quindi parliamo di una borsetta o uno zainetto. Il bagaglio 56x45x25 cm (quello che entra gratis nelle cabine Ryan Air o Easy Jet) con WizzAir paga un sovrapprezzo sia per essere portato in cabina sia per andare in stiva. Meglio pagare on-line al momento dell’acquisto del biglietto, perchè al banco check-in ci hanno chiesto 70€. Dicono che si possa pagare on-line anche dopo l’acquisto del biglietto, ma prima del check-in on line, ma noi non ci siamo riusciti.
Fortunatamente queste regole sono così complesse che al banco del check-in siamo riusciti ad evitare di pagare il sovrapprezzo, grazie anche a una equivoca email di WizzAir (che ci autorizzava a portare in stiva gratis la nostra valigia!) e alla comprensione del personale WizzAir.
Tutto più semplice con Smartwings, anche perchè il volo è stato effettuato in cooperazione con Czech Airlines.

Hotel: Best Western Pav

E’ un ottimo hotel, ristrutturato, stanze spaziose, luminose, funzionali. La colazione a buffet è molto buona, meglio se ci si serve prima delle 9 soprattutto nei periodi più affollati. E’ vero che non c’è molta disponibilità di dolci, ma ritengo che due tipi di torte oltre a pane tostato e marmellate possa essere sufficiente. La posizione è molto vicina al centro: il Ponte Carlo si può raggiungere con una passeggiata di 20 minuti; dieci minuti in più per arrivare alla piazza della città vecchia.

Link utili

Informazioni turistiche: http://www.praguewelcome.cz

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4 risposte a “Praga, diario di viaggio (12-16 dicembre 2013)

  1. Che descrizione dettagliata!! Praga l’ho vista in una settimana di primavera nel 2008 ed è stata un’esperienza magnifica. Quando arrivi nella piazza della città vecchia rimani a bocca aperta.
    Ciaoo Bea

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