Il mistero dell’assassino misterioso

Che bello andare a teatro durante le feste di Natale. Quest’anno ho puntato su Lillo & Greg che avevo già visto in altre due commedie (“La baita degli spettri” e Intrappolati nella commedia) e ci invito pure Adriana, sentendomi quindi responsabile del successo della serata. La scelta è stata felice: “Il mistero dell’assassino misterioso” – messo in scena al teatro Olimpico – mi è parsa di gran lunga la migliore opera del duo: ritmi veloci e senza cali, battute ed equivoci nel loro tipico stile, ma anche nello stile della più tradizionale commedia all’italiana.

La trama non è affatto semplice, o meglio, lo è in principio, ma poi è messa a dura prova da un imprevisto iniziale che catapulta sul palcoscenico “il bibitaro” (o bibbitaro, interpretato da Lillo). Vorrei svelare l’imprevisto, ma noi per qualche istante abbiamo faticato a distinguere realtà e finzione e quindi mi auguro che anche gli altri possano provare lo stesso effetto. Comunque, citando l’intervista di Greg a Rai 3, posso dire che lo spunto della vicenda risponde a questa domanda: cosa accadrebbe se un attore non potesse essere presente alla messa in scena?
In un castello isolato della campagna londinese viene uccisa la vecchia contessa Worthington; il detective Mellory (Greg), dopo aver svolto le sue indagini, riunisce i sospettati (parenti e domestici dai nomi impronunciabili) per annunciare l’assassino attraverso i flash backs che lo hanno condotto alle sue deduzioni. Tutto questo, appunto, senza tener conto dell’incombente imprevisto che cambierà lo svolgimento della rappresentazione teatrale e le sorti stesse del giallo, ma soprattutto metterà in crisi i ruoli degli interpreti: quello dello sceneggiatore nonché attore principale (Greg) – che vuole mettersi in mostra agli occhi di un produttore presente in sala in cerca del detective per la sua nuova serie di gialli – e quello degli altri attori che reclameranno maggiore considerazione.
La rappresentazione si svolge tra finzione e realtà (come sarà riproposto in “Intrappolati nella commedia”). Gli intervalli tra i due atti della finzione aprono il sipario su quello che accade “dietro le quinte”: le discussioni, i litigi e i rancori che si consumano tra gli attori prima che questi siano forzatamente ributtati in scena.
In questa girandola di imprevisti, è l’ultimo arrivato (il bibitaro) che accende la miccia, stravolgendo da una parte il copione, rinfocolando dall’altra le frustrazioni degli attori secondari i quali finiranno ognuno col mettere in discussione il copione di Greg (modificandolo in tempo reale) nel tentativo di diventare loro stessi il deus ex machina della vicenda.
Si ride quindi per tutto lo spettacolo con alcuni momenti di delirio e di trovate geniali, qualche nonsense della coppia  e il solito altalenarsi dei modi fini e un po’ altezzosi di Greg e quelli più caserecci di Lillo, aiutati ottimamente da un cast oramai collaudato (Vania Della Bidia, Danilo de Sanctis, Dora Romano).
Vorrei dire di più, ma, essendo un giallo, per non rompere l’atmosfera, di più non si può dire…

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3 risposte a “Il mistero dell’assassino misterioso

  1. secondo te lo spettacolo e’ adatto anche a bambini di 10 anni? mio figlio e’ patito di 610 in radio e volevo portarlo a teatro.
    grazie

  2. Ciao. Secondo me, se a tuo figlio piace 610, avrà di sicuro un feeling con gli attori. E’ una commedia che gioca su equivoci e improvvisazioni, molte cose secondo me sono adatte anche ai bambini. Se il bimbo non ha mai visto Lillo&Greg dal vivo, forse ci puoi provare. E’ comunque sempre uno spettacolo teatrale pensato per adulti. Nel caso, fammi sapere come è andata. E ricorda che chi segue la pagina ufficiale di Lillo E Greg ha una riduzione sul biglietto d’ingresso. Buon divertimento!

  3. Pingback: Rumori fuori scena | Domenico·

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