Sanremo chi?

Il festival di Sanremo è un po’ come la politica italiana: sei di destra o di sinistra, ma poi da destra passi a sinistra e viceversa. Così Sanremo ti piace oppure no: ma poi se ti piace a un certo punto cominci a odiarlo e viceversa.
Sanremo per me vuol dire avere qualche scheletro nell’armadio. Per arrivare ad ascoltare Neil Young e i King Crimson sono dovuto passare – ahimè – per acquisti rinnegati di…ebbene sì…Mietta! Ma è stato necessario, se per redimersi bisogna cadere nel peccato.
Fatto outing, stranamente non mi sento meglio e posso immaginare perchè. Perchè il festival della canzone italiana ha radicato dentro di noi delle canzoni per le quali a quei tempi impazzimmo mentre, a pensarci oggi, eravamo allora solo pazzi.
Vediamo se riesco a tirare fuori i vostri scheletri.
La prima chicca che ricordo è “Ping Pong” di Plastic Bertrand (forza…dai…lo so che la sapete…), anno 1982: perchè al festival della canzone italiana abbia avuto accesso una canzone in francese non l’ho mai capito. Ma che quella edizione fosse un caposaldo nella storia musicale italiana lo si capiva già dalla sigla: era “Che Fico” di Pippo Franco, per me vera vincitrice!
Altro fantasma nella mia memoria musicale è tale Frate Cionfoli (potrei dire in rappresentanza del Vaticano, pur non essendo frate) che partecipa a ben tre festival. Erase and rewind.
Parliamo un attimo di Lena Biolcati, cugina della pantera di Goro e sponsorizzata dai Pooh, vinse la sezione giovani del 1986 con “Grande grande amore”. La sezione giovani sfornò molti talenti, quali Ramazzotti e Pausini, ma anche grandi tormenti. Alcuni esempi? Masini Vallesi Canino vi bastano?.
Memorabile fu l’edizione del 1991, quando al trio di musiche da requiem della zona medaglie della categoria big (Cocciante-Renato Zero-Masini), tenne testa Vallesi nella sezione giovani appena distratto dal maestro Mazza e Marco Carena. L’anno dopo arrivò proprio Alessandro Canino (“Brutta”, titolo profetico seppur non riferito alla sua stessa canzone) ma gli andò malino e quindi si ripropose nel 1993. “Tu tu tu” fu il titolo del capolavoro: linea occupata e telefonata conclusa.
Un po’ mi spiace che Tototutugno non abbia avuto sempre la sua fortuna. Curiosa la sequenza “Figli” (1987) “Emozioni” (1988), “Le mamme” (1989), “Gli amori” (1990) che alternò gli argomenti di interesse, ma non il piazzamento: 2 fisso!
Antonella Arancio…era….per favore, domanda di riserva…Ma Stefano Sani lo canticchiavo.
Concludo – sono trepidante di attesa per la nuova edizione del festival – con questo testo da brividi:
L’amor, l’amor, l’ammore viene e va
Ma il maccherone resta
Non c’è sta niente ‘a fa’
Io mi sento più buona e più bella
Facci’ o gnocco cu ‘a muzzarella

Chapeau al creatore di “Il babà è una cosa seria”. Vi metto alla prova: la cantante era…
era…..

NO! Laurito no! Laurito nooooooooooooooooo!!
2013: and the winner is…

sanremo

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