Diario di viaggio: Amburgo, Lubecca (27/4 – 1/5/2012)

GALLERIA FOTOGRAFICA 

Pubblicato anche su viaggiareliberi.it

vedi anche: Germania del Nord. Brema, Rostock, Wismar, Luneburg.

Non è che Amburgo sia proprio di passaggio tra le tappe europee: per vederla, bisogna proprio andarci. Le impressioni ricevute dalle mie conoscenze italiane e tedesche erano state molto varie: dall’entusiasta, al deludente. Non è restato quindi altro che visitarla personalmente, cogliendo l’occasione per una deviazione a Lubecca che da Amburgo dista solo 50 minuti di treno.
Se dovessi cominciare dalla fine, direi che di Amburgo mi resta soprattutto la vista più tranquilla e a misura d’uomo, nonostante essa sia la seconda città tedesca dopo Berlino popolata, nel centro città, da 1,8 milioni di abitanti. Non è una città che offre notevoli attrattive architettoniche, storiche o culturali, se non una buona offerta musicale (tra classica – è la città natale di Brahms – e i musical – si esegue qui da anni il Re Leone),  qualche angolo di trasgressione, forse vivacissima vita notturna e il miglior tedesco parlato in Germania. Di sicuro, se trovate un po’ di (raro) sole, apprezzerete la città al suo meglio anche perchè Amburgo è città di verde e di acqua. Eletta capitale  verde d’Europa nel 2011, Amburgo è sensibilissima alle problematiche della’ambiente, ha 4700 ettari di boschi (più 0ggi che 100 anni fa), il 16,7% dell’area urbana occupata da foreste, spazi verdi e ricreativi, più di ogni altra città tedesca; c’è poi il fiume Elba, la valle dell’Alster, canali e corsi d’acqua sormontati da 2500 ponti.
Ecco quindi il racconto di chi, di sole, ne ha avuto, per fortuna, in dosi massiccie.
L’attrazione principale pare sia la zona del porto. Amburgo infatti fu parte della Lega Anseatica e quindi città di forte tradizione commerciale: questo le ha conferito ricchezza e multiculturalità.
Una visita in barca del porto (durata circa 60 minuti) non vi costerà meno di 15€ e, per quello che si vede dalla riva, onestamente non mi pare possa essere molto interessante se non per scoprire le attività (commerciali e mercantili) sparse per l’enorme porto. La passeggiata da Landungbrücken alla zona del Fischmarkt è comunque piacevole, offre diversi negozi di souvenir (tra cui numerose tazze con scritto “Moin Moin”, espressione locale di benvenuto), qualche bar e qualche ristorante; il ponte all’uscita della metro offre un bello scorcio sulla zona. La cupola lì di fronte segna l’ingresso all’alter Elbtunnel, galleria lunga 426 metri che passa sotto il fiume e permette il passaggio di auto e pedoni (la domenica solo pedoni). Per tutti, è necessario prendere le ascensori (o le scale, per le persone) che portano giù a 20 metri (così leggo dalla Lonely Planet, ma a me paiono almeno dieci in più). La divertente avventura conduce alla parte opposta del fiume da cui si ha una bella veduta del porto.
A sinistra di Landungbrücken ci sono le due navi museo della città: la Rickmer Rickmers è di sicuro quella più appariscente.
La domenica mattina, grazie a una levataccia, non ci perdiamo il caratteristico mercato in Fischmarkt (dalle 5.30 alle 9) che, nonostante il nome, offre molto più che solo pesce, ma anche frutta, fiori, ovviamente souvenir e tanti dolci. Si distinguono soprattuto i venditori di fiori che offrono all’asta bellissime piante a prezzi bassissimi: peccato che all’aeroporto non sarebbero passate come bagaglio a mano…Incredibile trovare alle 8 del mattino all’interno dell’edificio Fish Auction Hall una festa con musica dal vivo, birra, cibo e qualche caffè.
Nonostante le apparenze, il percorso lungo il porto da Fischmarkt ad Hafencity non è affatto lungo e proprio in direzione Hafencity  si trova la Speicherstad, la zona dei magazzini del porto franco costruito nel 1885. Il giro tra i canali della Speicherstad è di sicuro più interessante, tranquillo e caratteristico del porto. Oggi, molti di questi tipici edifici in mattoncini rossi (che talvolta ricordano proprio il Lego) ospitano musei e uffici e anche qualche abitazione civile.
Non solo in barca, ma anche a piedi la Speicherstad è molto piacevole. Proprio ai margini, dall’altra parte di Willy Brand Strasse, c’è la Chilehaus, uno degli edifici più famosi di Amburgo, dalla inconfondibile “prua” che si apprezza meglio dall’angolo tra Burchardstrasse e Johaninnswall. L’edificio, risalente al 1922, è uno dei migliori esempi dell’espressionismo nell’architettura tedesca.
Ritornati alla metro Messberg procediamo verso il  ponte Poggenmühle che offre una delle caratteristiche vedute di Amburgo. Tra le stradine silenziose, oltrepassato il St. Annen Brucke e Am Sandotorkai, ci addentriamo nella Hafen City.
La zona è in continuo mutamento perché oggetto di un progetto di riqualificazione. In Magellan Terrassen si possono incontrare interessanti imbarcazioni nonché l’edificio che presenta i lavori della costruenda Elbphilarmomie, nuovo auditorium che sarà pronto nel 2014. Un po’ più avanti, dalla Marco Polo Terrassen, si ha l’idea che per il momento non ci sia più molto da  vedere e quindi lungo Am Keiserkai ritorniamo verso la metro Baumwall e quindi a ridosso della città.
Nella zona della Speicherstad  ci sono alcuni musei segnalati dalle guide. Ne cito due.
Il Dialog Im Dunkeln (Dialogo al buio) vi conduce, guidati da non vedenti, in alcuni ambienti buoi per farvi percepire la vita come è percepita da chi non vede. Il prezzo del sabato e domenica è di 19€ per la visita completa di 90 minuti e noi lo riteniamo un po’ eccessivo anche considerando la splendida giornata di sole. La visita ridotta di 60 minuti si può fare dal lunedì al venerdì e costa 15€.
Il Diectorhallen è un mercato riconvertito in salone per installazioni moderne e mostre di pittura. Noi approfittiamo della Notte dei Musei per visitarlo: le mostre in programma sono deludenti (la prima è una incomprensibile installazione che può essere percorsa a piedi scalzi dopo due enormi file; la seconda è una altrettanto modesta mostra fotografica) e le sale non offrono architetture interessanti.
Parlando di musei, la nostre visite durante la Notte dei Musei (12€ per accedere a quasi tutti i musei cittadini) ci portano alla Kunsthalle, uno dei più grandi e apprezzati musei tedeschi, dotato di una buona esposizione  e di un elegante scalone. Il museo è inaspettatamente grande, richiederebbe molto più tempo della nostra ora e mezza e vale di sicuro una visita.
Terzo e ultimo museo della serata è il Museum für Völkerkunde, il museo etnologico che raccoglie reperti provenienti da tutti i continenti. Bella la cupola con le canoe di legno e le sculture dalla Nuova Guinea; per il resto non ci ha impressionato molto.
Il meglio della città è intorno al bell’edificio del Rathaus che può essere visitato con guida anche in inglese (sono belle alcune sale e vale comunque la pena visitarlo). La zona è piccola e compatta, e il meglio è tra l’Alsterarkaden, elegante fila di portici rinascimentale, la Börse (la più antica della Germania) e il Börsenbrcke, il Trostbrücke (il ponte più antico) e la piazza che porta al Binnenalster, il più piccolo dei laghi cittadini formati dall’Alster. Mentre dal  Binnenalster si gode una veduta da fotografia della piazza del municipio (con il caratteristico spruzzo sul lago utilizzato per migliorare la qualità delle acqua – in verità davvero pessima), lungo l’Außentalster si gode di un’atmosfera più rilassata e piacevole. La passeggiata che facciamo segue il lungolago An der Alster fino al tranquillo cafè “Hansa Steg” su Schöne Aussicht, che tiene fede al suo nome di “bella veduta” offrendo una bella vista della città lontana. Lungo la strada si incontrano parchi pubblici ben frequentati dagli amburghesi e il tipico chalet affollato “Alsterperle”, dove si beve e mangia proprio sulla riva del lago.
A proposito di fiumi e laghi, una colazione o un pranzo sull’acqua in una giornata di sole è da non perdere. Noi approfittiamo del sole più caldo per un piacevole pranzo lungo un canale di Poststrasse.
Le due chiese più importanti della città si visitano facilmente, a patto di ricordarsi gli orari. La St. Petri è piccola e non offre molto. Più interessante la St. Michelis-Kirche per le dimensioni, gli interni, e il campanile da cui – si dice – si ha un’ottima veduta della città. A me le vedute dall’alto mi deludono sempre, per cui scendo nella cripta le cui volte sono tra le più grandi in Europa. Onestamente non c’è molto da vedere e le centinaia di tombe sotto il pavimento si calpestano quasi distrattamente visto che i nomi sono tutti sbiaditi: riuscirete a trovare quella di Carl Philip Emanuel Bach?
Interessante giro fuori porta ad Altona, zona residenziale molto diversa da Amburgo e che si raggiunge velocemente con la metropolitana. La Lonely Planet indirizza subito verso il municipio e il belvedere sul porto, ma per noi la cosa più divertente è quella fuori la stazione, quella lungo Ottensers Haupttrasse, perché è animatissima e colorata, seppur piccola e rompe nettamente con i colori e gli edifici di Amburgo. Ci trovate gelaterie, il grande centro commerciale Mercado e l’ottima Backfactory dove prendere ottimi Bretzel a 0,50€.
Se fate un giro li attorno, troverete altrettanto colorate stradine ed eleganti edifici. Andando invece verso Platz der Republick non c’è molto da vedere, c’è pochissima gente e la terrazza sull’Elba mostra la solita veduta tra mercantili e cantieri. Al massimo, se c’è sole e avete un panino, è un buon posto per una pausa.
Concludo con la zona St. Pauli di Amburgo , la zona a luci rosse per intenderci. Naturalmente, se alle 22 si è a letto, non si può che visitarla di giorno. Lo facciamo dopo le 16 lungo un tratto di Reeperbahn e troviamo locali del tipo strep tease e lap dance e molti sexy shop tra cui l’elegante e fornitissimo Boutique Bizarre e la nota “Condomerie”, che mette in premio 100€ all’uomo che riesce a calzare l’enorme profilattico esposto (nulla si sa delle modalità di prova e della giuria esaminatrice…). Ci sono naturalmente anche bar e locali per niente trasgressivi, c’è un noto teatro cittadino e c’è la Grosse Freiheit, l’angolo di St. Pauli forse più caratteristico e tragressivo che però non riusciamo a vedere.
Una piccola curiosità è quella striscia rossa che noterete ogni tanto per la città.
È la striscia del“Hummel – Bummel”, un progetto finalizzato a condurre il visitatore lungo i punti di interesse storico e culturale di Amburgo. Giunti alla sagoma rossa sul marciapiede,  il percorso è concluso e bisogna tornare indietro.

Ottima gita fuori porta è Lubecca, altra città anseatica, che si visita tranquillamente in un giorno soprattutto se avete una buona mappa e avete deciso il vostro percorso. L’ufficio turistico è seminascosto al secondo piano di un edificio nei pressi della stazione e non ci è molto di aiuto. Le mappe della città costano 2€: noi troviamo una distribuzione gratis lungo la strada verso il centro.
Per la visita di Lubecca io comincerei con il segnalarvi la parte più poetica della città, vale a dire il quartiere dei pittori, quello lungo An der Obertrave, rilassante e pittoresco soprattutto in una giornata di sole. Troverete gente seduta sulle strade fuori le sue abitazioni o stesa sul prato lungo il fiume Trave. Procedendo verso la Holstentor troverete anche alcuni bar e ristoranti che hanno tavolini sul fiume (è in questa zona che ci sono gli attracchi per il giro in battello).
Devo dire che l’atmosfera da fiaba di questa Venezia del Nord non l’ho tanto percepita. Lasciando stare il paragone con Venezia, che è sempre perdente, il centro storico non mi è sembrato né compatto né omogeneo, anche perché accanto a palazzi storici sono sorti orrori moderni. L’esempio più lampante è proprio Marktplazt: quello che è uno dei più bei municipi tedeschi è coperto da un bianco-non-so-cosa che fa perdere tutto il calore storico alla piazza. Un anonimo mercato fa il resto. Il Rathaus si visita ad orari definiti e la guida parla in tedesco: commossa dal mio pessimo tedesco, riceviamo un prezzo di favore per i 50 minuti di visita. Il palazzo è interessante, forse 50 minuti sono troppi, ma almeno un paio di sale e la scalinata sono pregevoli.
Tempo ne abbiamo avuto per salire sul campanile della Petrikirche  ed avere la conferma che le vedute dall’alto mi deludono sempre. Vediamo anche la bella Marienkirche, terza chiesa della Germania per grandezza. A lato della chiesa c’è una statua raffigurante un allegro diavoletto. Leggenda vuole che il diavolo contribuì alla costruzione della chiesa credendo fosse un wine bar, il che gli avrebbe fornito molte nuove anime. Accortosi che l’edificio stesse diventando una chiesa, si preparò a distruggerla, ma un audace giovanotto lo fermò promettendogli che il wine bar sarebbe stato costruito lì vicino, dove oggi dovrebbe esserci la cantina del municipio.
All’interno di Marienkirche, oltre alla vetrata che riproduce il vecchio fregio “La Danza Macabra” in chiave moderna,  c’è un famoso orologio astronomico il cui funzionamento provo a sintetizzare applicandolo al giorno della nostra visita.
La prima corona di lettere  maiuscole (A, B, C, D, E, F, G) indica il giorno della settimana. Per sapere il giorno corrispondente alla lettera bisogna leggere la corona dell’anno e la corona “Sonntagsbuchstabe” che individua la domenica. Nel nostro caso, il 2012, la domenica è individuata da una A: quindi il lunedì sarà B, martedì C e così via. Negli anni bisestili la  Sonntagsbuchstabe presenta due lettere: la prima individua la domenica in gennaio e febbraio; la seconda le domeniche degli altri mesi. Essendo il 30 aprile 2012 associato a una B, ne risulta che è un lunedì.
La corona dorata “Ostersonntag” individua la domenica di Pasqua: il raggio passante per 2012 segna infatti 8 aprile.
La corona “Die golden Zahl”, costituita da numeri da 1 a 19 indica, per chi è pratico di astronomia, appunto il “numero d’oro”. Il ciclo lunare (o ciclo di Metone) dura 19 anni: dopo tale periodo, le fasi della Luna tornano ai medesimi giorni dell’anno (ad esempio: il ventesimo anno, le fasi cadranno negli stessi giorni del primo anno). Il numero d’oro è quindi il numero dell’anno nel ciclo lunare in corso. Esso si calcola dividendo l’anno per 19 e aumentando di una unità il resto così ottenuto. Quindi: 2012 : 19 = 105 con resto 17 + 1 = 18, come dice l’orologio.
Questo numero era particolarmente importante tempo fa, quando molte celebrazioni erano in corrispondenza della fasi lunari; basti pensare alla domenica di Pasqua che cade la domenica dopo la prima luna piena di primavera.
Infine la corona più esterna, quella dei segni zodiacali. Noterete che sono 13: ce n’è infatti uno in più, lo “Schlangenträger”, in latino “Ophiuchus” (serpentario, colui che porta in serpente) il quale, pur essendo attraversato dall’eclittica è l’unica fra le 13 costellazioni dello zodiaco a non aver dato il nome ad un segno astrologico. Il 30 aprile l’orologio segna “Widder” (ariete) invece di “Stier” (toro) e la spiegazione suppongo sia dovuta a questa tredicesima costellazione.
Il “Dom”, il vecchio duomo, è molto bello da fuori, ma dentro non c’è molto oltre a un gigantesco crocifisso di 17 metri e a un orribile organo. Comunque l’atmosfera molto essenziale non tradisce il senso religioso del posto.
Altri posti caratteristici sono quelli intorno all’Heiligen-Geist-Hospital, lungo Konigstrasse e Glokengiessestrasse, il pittoresco vicolo che costeggia il teatro e il museo dei pupi. Passando sopra uno dei ponti lungo An der Obertrave (indicati nella mappe come Fussgangerbrucke e non presenti – ad oggi – neanche su Googlemap)  avrete una delle vedute da cartolina di Lubecca.
Da non perdere la visita al rinomato e famoso Niederegger, il maestro del marzapane che ha reso da secoli famoso Lubecca.
Abbiamo evitato i musei letterari per approfittare della splendida giornata di sole. Ma soprattutto abbiamo perso volutamente due treni per Amburgo per rilassarci al caldo tramonto dell’ultima sera del nostro viaggio.

Abbiamo mangiato a…
Niederegger. Breite Strasse – Lubecca. Caffè, museo del marzapane, souvenirs di marzapane per lo storico produttore di marzapane. Nessuno torna da Lubecca senza averci fatto un salto.

Lubecker Kartoffelkeller. Unter dem Heiligen-Geist-Hospital. Koberg,8 – Lubecca. Posto carino, ambiente storico, proprio sotto  l’Heiligen-Geist-Hospital. Se c’è sole, si può pranzare fuori in un angolo molto suggestivo. Varietà di piatti limitata e inservienti non molto simpatici.

Brauhaus Joh.Albrect, Adolphsbrücke,7 –  Amburgo. Le vetrate danno sul canale, l’interno è grande ed accogliente e la domenica è possibile anche consumare un brunch.

Ponton, Poststraße – Amburgo. Sotto il ponte ci sono le piattaforme sul canale. Il canale è decisamente sporco, ma se il tempo è buono il posto è molto rilassante.

Daily Coffe & Food, Stadthausbrucke – Amburgo. Nella piazza ci sono alcuni bar, bistrot e gelaterie. Questo dove abbiamo mangiato è assolutamente normale e i dolci non sembrano di quelli fatti al momento.

Spostamenti
Amburgo si gira facilmente a piedi; magari l’aiuto della metropolitana può essere utile per ridurre la passeggiata intorno all’Außenalster. In città c’è un servizio di bike sharing molto esteso (circa 71 stazioni e 1000 biciclette, 1800km di pista ciclabile) sul cui funzionamento è meglio chiedere all’ufficio turistico.
Il trasporto pubblico di Amburgo è la rete integrata più antica del mondo e quasi tutti i residenti hanno accesso al servizio entro 300 metri dalla loro abitazione.
Dall’aeroporto di Amburgo il centro è raggiungibile comodamente con S-Bahn linea 1 (verso la Hauptbahnhof)  oppure con alcune linee di autobus. L’aeroporto è infatti vicinissimo alla città ed è addirittura in zona “A” del trasporto pubblico. Quindi i biglietti per questa zona permettono di spostarsi in un area molto ampia (anche Altona vi è inclusa) e di risparmiare qualche soldo.
I biglietti singoli costano 1,80€ ma esistono anche quelli per i tragitti brevi (1,40€). Non ho ben capito quale distanza è possibile coprire con i “Kurzstrecke Fahrenkarten”, però se date uno sguardo – ad esempio – agli orari dei bus, noterete delle abbreviazioni (qualcosa tipo “KST” oppure “GBH” -Großbereich Hamburg, Greater Hamburg Area) vicino al nome della fermata: queste vi indicano il tipo di tariffa.
Esistono diversi tipi di abbonamenti:  quello giornaliero, quello per 3 giorni o la Hamburgcard che, oltre al servizio dei trasporti, permette alcune (piccole) riduzioni nei musei. Se non erro tutte le carte sono valide per il Gbh, quindi bisogna valutare se davvero possono servire o piuttosto si possono usare i biglietti per tragitti brevi. (Costi Hamburg Card: 1 giorno = 8,90€; 3 giorni = 20,90€; 5 giorni = 36,50€. L’abbonamento per tre giorni costa invece 16,90€).
Fate attenzione che alcune linee sono “rapide”, quindi chiedono il supplemento di 1a classe (1,70€) che può essere pagato anche al conducente. Gli orari delle metropolitane variano mediamente tra le 4 del mattino a mezzanotte.
Alcune stazioni della metro hanno una peculiarità: le scale mobili sono bi-direzionali, cioè il primo che passa le attiva nella sua direzione. Quindi bisogna fare attenzione alle segnalazioni luminose (come quelle automobilistiche) all’inizio della scala mobile.

Link Utili
Aeroporto: http://www.airport.de/de/index.phtml?
Città di Amburgo (in inglese): http://english.hamburg.de/
HVV Trasporti Amburgo: http://www.hvv.de/
Lubecca: http://www.luebeck.de/

Annunci

7 risposte a “Diario di viaggio: Amburgo, Lubecca (27/4 – 1/5/2012)

  1. Ad amburgo ci sono stato solo di passaggio, però di Lubecca ho davvero un ricordo fantastico: andai lì d’estate, e ci capitai durante un festival di musica che si teneva nella piazza centrale, quella dove si trova la casa di Mann, e passai la notte a bere birra e mangiare quantitativi spropositati di carne cotta su una immensa brace fumante.

  2. ecco, questo è un quadro molto più bello di lubecca! sono certo che quando la città è animata così è ancora più accogliente.

  3. Infatti il mettermi in macchina e partire è solo un sogno. Si ricordi bene! Partirò dal 2 al 5 dicembre per Berlino, comunque ciò non toglie che starei sempre in viaggio. Ciaoo Bea

  4. Ciao Domenico, sono trascorsi esattamente due anni ed il mio sogno di visitare le città Anseatiche è sempre molto vivo. Ti chiedo un consiglio. Non avendo molto tempo a disposizione mi diresti così al volo quanti notti dedicheresti a Amburgo, Lubecca, Rostock e parte della costa baltica ed infine Brema? Io ho solo fatto un copia ed incolla dei tuoi post ma non ho ancora deciso nulla. La nostra perplessità è se è meglio partire in aereo e poi noleggio auto o andare direttamente in macchina. Attendo un tuo prezioso feedback. Ciao Bea

  5. Ciao Bea, scusa non avevo visto il tuo messaggio. Non ho grossi di ricordi di Amburgo, ma due giorni mi sembra un buon peridodo per visitarla. Lubecca è piccola, mezza giornata può bastare . Rostock onestamente la scarterei. Se partite d’estate, allora potrebbe valere la pena fare un giro a Warnemunde, altrimenti passerei direttamenti a Luneburg (mezza giornata) e Brema (poco più di mezza giornata). Considerato che molte città sono piccole e si visitano in poco tempo, di sicuro la macchina vi permettarà di ridurre i tempi morti. Poi considera la stagione: in estate può essere piacevole oziare un po’ di più anche a Luneburg, d’inverno non so. Il lato positivo è che tra poco è tempo di mercatini di natale. Sulla partenza in automobile o in aereo.. dipende da dove partite 🙂 Se vuoi altre notizie più precise, se vuoi puoi scrivermi e lasciarmi la tua email (ho i commenti moderati, quindi non pubblicherò il messaggio).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...