E lo sapevo: Posillipo – Acquachiara 11-12

A Roma, venerdì mattina, alcuni segnali prefiguravano sciagura: sciopero trasporto pubblico prima e delle ferrovie poi, temporali sparsi. Trasferta in casa (la mia) come non accadeva da un po’, segnale che un derby di pallanuoto sia la migliore cura per lo sport cittadino più premiato ma sempre in un angolino. Pubblico delle grandi occasioni (circa 3000 persone): all’ingresso sembrava di vivere i tempi gloriosi, ad eccezione del botteghino chiuso e dell’orribile pompa di benzina davanti ai cancelli di un impianto sportivo.
L’inizio sembrava promettente, tanto che a metà gara il Posillipo era sul 6-3 e la partita viaggiava molto meno interessante della precedente. Lodevole la prova di Gallo e di Paskovic, secondo me alla migliore prova dell’anno, autore di tre gol nei momenti critici (e di un palo da 20 metri con Kacic battuto al fil di sirena del quarto tempo),  se non fosse per la follia finale che gli ha procurato anche gli insulti dei suoi. Negri sceglie invece la giornata odierna per farsi un sonnellino aiutando non poco gli avversari a segnare spesso senza grossi affanni; Calcaterra più pesante del solito, Baraldi un po’ anonimo tanto che il Posillipo conterà 12 espulsioni a favore contro le 17 degli ospiti (alcune molto contestate).
Dicevo allora: 6-3, poi, invece del colpo del KO che competerebbe a sportivi con vere ambizioni e un po’ di rabbia, c’è black out prima e confusione poi. Aiutata anche dai 3 falli di Buonocore, Perez e Saccoia, l’Acquachiara, oramai con niente più da perdere, riprende e ribalta due volte fino all’8-9 (beduina di Marcz da 6 metri – oggi 6 gol per lui-, gol da dividere con Morfeo Negri) ed è a sue volta ripresa e superata (Minguell e Paskovic) fino al 10-10. Un’occasione da infarto per lato sul finire dei regolamentari: Bencivenga tira fuori da due metri, poi Paskovic prende il palo da 20 metri a fil di sirena.
Il calo del Posillipo è evidente anche nei supplementari, nonostante il vantaggio di Gallo con ottimo pallonetto sotto rete. Ripassa avanti 12-11 l’Acquachiara grazie alla rabbia che canalizza molto meglio del Posillipo; i rossoverdi sprecano l’ultima azione a 20 secondi dal termine con due tiri velleitari di Paskovic da 6 metri tra gli insulti generali.
L’esultanza del giovane pubblico biancoceleste mi scarica addosso tutto il peso di un derby perso. Ma, come sempre accade in questo sport, ci sono diverse note positive, a cominciare dal clima di tensione sportiva che alla Scandone non si respirava da un po’, per finire alla disputa di un’altra partita “che conta” prima del frontale con la corazzata recchelina.
A fine incontro ho avuto l’impressione che l’Acquachiara abbia superato i suoi problemi recenti e che adesso sia in pieno sorpasso. Anche perché la squadra di Mariarchi pare avere stimoli che il Posillipo non ha: dalla voglia societaria di togliere la leadrship ai cugini, ai conti personali aperti negli ultimi anni (le cessioni di  Guidaldi, Scotti Galletta, Mattiello e Gambacorta scaricati con poca classe dal club di Santa Lucia). A fine gara un po’ di animi tesi grazie soprattutto all’idiota in calottina n°3 blu e poi tutti pronti per  la gara 3 (mercoledì 25 aprile ore 19). Le napoletane non saranno sole: ci saranno anche Camogli e Savona.

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