Diario di viaggio: Parigi – San Silvestro 2011

“Parigi non finisce mai e i ricordi di chi ci ha vissuto
differiscono tutti gli uni dagli altri…”
Enrique Vila-Matas

Parigi da vivere, da respirare… La mia prima volta in questa città è stata un amplesso di emozioni che pochi luoghi hanno saputo destarmi. E non parlo solo del romanticismo che si respira. Quello può essere un fatto soggettivo. Parigi è fatta per i ricordi, per essere vissuta, per farsi soggiogare anche dall’odore caratteristico della sua pioggia sottile, costante, quasi impercepibile. Lasciare che la città entri nella carne, che faccia essa stessa da guida per le sue arterie è cosa essenziale per goderne appieno del suo evidente fascino. Io per la verità mi sono fatta guidare anche da Domenico che essendoci stato più volte ha saputo suggerirmi il migliore degli itinerari (con qualche “deviazione” fermamente richiesta dalla sottoscritta)

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Appena usciti dalla metro Anvers sembrava di essere più o meno a Roma: caos di gente, automobilisti che strombazzano e si insultano, venditori ambulanti. Pochi metri più avanti e l’apparizione del bianchissimo Sacre Cœur tra il nero del cielo mi basta per ricordare quanto questa città sia romantica, imponente e avvolgente. Ogni angolo di Parigi ha il suo fascino: vorresti infilarti per essere avvolto dagli eleganti edifici, dalle strade acciottolate e dai cafè che vi si affacciano e da quell’atmosfera da Belle Èpoque che sembra essere rimasta identica da oltre un secolo. Così sei preso dall’imbarazzo della scelta nel decidere il tuo da farsi: un giro sul bateau mouche, una visita a un museo, una passeggiata tra i silenziosi viali dell’Ile Saint-Louis o quelli eleganti di Saint-Germain o il boulevard caotico degli champs Elysées; oppure un po’ di relax in uno dei giardini cittadini.
Se la Fitzgerald cantava “I Love Paris in the spring” bisogna crederle: nel periodo natalizio Parigi non si offre particolarmente diversa da altri periodi dell’anno e, considerando il tempo più freddo e piovoso, non si può dire che dicembre sia il periodo migliore per visitarla. Eppure, anche i colori grigi del cielo piovigginoso non intaccano il fascino della capitale. L’appartamento ai piedi della basilica aggiunge a questa mi nuova esperienza nella Ville Lumiere quel po’ di “sentirsi parigino” che fa apprezzare ancor più Montmartre e i suoi lati meno turistici.
Dato che su Parigi troverete decine di diari in rete (inclusi quello del sottoscritto- vai alla pagina), di ritorno da una delle più belle città del mondo spero di fare cosa gradita fornendo qualche utile informazione a chi penserà – seppur tra 11 mesi – di festeggiare l’ultima notte dell’anno nella capitale francese. Sull’appuntamento di san Silvestro infatti girano molte voci infondate: girando in rete ho trovato anche tour operator che millantavano fuochi d’artificio dalla Tour Eiffel allo scoccare della mezzanotte.
Come detto, Parigi è per me una città straordinariamente bella (questa è stata la mia quarta visita) che si apprezza in ogni stagione, ma il periodo a cavallo del nuovo anno non mi è parso che offra eventi imperdibili; piuttosto ci siamo trovati con aperture ridotte o chiusure totali dei musei e con condizioni meteorologiche, seppur discrete, non certo ideali per godersi al meglio la città.
La prima cosa da sapere è che l’unico anno in cui c’è stato lo spettacolo pirotecnico alla torre Eiffel è stato il 2000 per le celebrazioni del nuovo millennio. Quindi non vedrete, a meno di nuove comunicazione del maire (il signor sindaco), nessun fuoco d’artificio né dalla torre né dagli Champs Elysées né in tutti gli altri arrondissement. Addirittura l’amministrazione comunale aveva vietato per il 2011 l’utilizzo di esplosivi di qualunque tipo e l’utilizzo di bottiglie di vetro nelle zone della torre Eiffel e degli Champs Elysées.
Come festeggiano quindi i parigini la fine dell’anno? Una dritta ce la dà Pierre, dell’ufficio turistico ai piedi di Montmartre. Ci dice che i “botti”, il concertone di piazza e il cenone sono usanze italiane, non parigine. I parigini si riuniscono essenzialmente lungo gli Champs Elysées e attendono  tutti vicini vicini la mezzanotte per poi brindare (quest’anno con bottiglie di plastica), abbracciarsi e baciarsi. Tutto qui. Il consiglio quindi dell’ufficio turistico parigino è di evitare addirittura questa zona molto caotica dove per giunta confluiscono dalla periferia giovanotti un po’ alticci. Suggerisce piuttosto zone più caratteristiche come Saint-Germain, il Quartier Latin, la zona Bastille o Montparnasse. Anche a Montmartre, dove alloggiamo in un appartamento poco a lato del Sacre Cœur, non è previsto niente di festoso.
Da considerare poi un aspetto importante, questa volta già suggeritomi da amicizie parigine. Le metropolitane sono prese d’assalto da migliaia di persone e se non ci si muove in tempo il rischio di brindare in treno non è così remoto.
Fatte le somme, la nostra esperienza è stata questa.

Sua Eccellenza la RATP apre i suoi tornelli ed elargisce metropolitane e bus gratis dalle ore 17 e per tutta la notte. Alcune linee metro chiudono dopo le 02.30. Evito ogni mortificante paragone con i servizi italioti di fine anno.
Usciamo di casa intorno le 21 e sembra tutto tranquillo, nel senso che c’è gente in strada ma l’affollamento in treno è normale. C’è da dire che l’accesso gratuito alle metro fa vedere con maggiore frequenza qualche faccia strana. Le guardie della RATP sono in giro in modo abbastanza diffuso e ogni tanto si portano via qualcuno.
Abbiamo evitato sia gli Champs Elysées (di stare nel caos per due ore per “svitare” una bottiglia di plastica non ci andava; eravamo stati lì il pomeriggio del 31 dicembre e c’era il solito affollamento lungo il viale e dentro le gallerie) sia la torre Eiffel dove eravamo stati la sera prima. La scelta è il quartiere Saint-Germain dove ci sono molti locali tra cui alcuni cafè letterari storici di un certo pregio. Nei locali si trova generalmente spazio anche se non si è prenotato; pochi locali richiedono la prenotazione. Alcuni presentano il menù di San Silvestro a prezzi fissi (prezzi variabili, ma si trovano molte proposte intorno ai 30€), altri un menù con prezzi maggiorati (e noi ci caschiamo…), altri fanno normale servizio e ci si può sedere a bere qualcosa.
L’idea che ci siamo fatti è che a Parigi la sera del 31 dicembre sia quasi una sera come le altre: la gente esce o sta a casa, consuma una cena normale, poi brinda per strada.
A mezzanotte, dopo aver girato lungo rue St. Andres des Arts, decidiamo di brindare sul Pont St- Michel con la cattedrale di Notre Dame alle nostre spalle. Qui non c’è divieto per il vetro e a mezzanotte stappiamo lo spumante dopo aver fatto ognuno per sé il proprio conto alla rovescia. Lo spettacolo è del tutto normale e la cosa ci lascia stupiti: ci sono alcuni automobilisti che suonano il clacson ma sembra che stiano tornando da una giornata di routine, ci sono degli autobus con normali passeggeri, non c’è quasi traffico, c’è gente che grida (ma un pochino) e augura “Bonne Annè” a tutte le persone che incrocia. Niente fuochi, niente petardi.
Segue giro pedonale per il centro, complice la bella serata serena (dopo un po’ di pioggia pomeridiana) e tutto sommato tiepida (penso intorno ai 10°C): Notre Dame e Hotel de Ville prima di riprendere la metro a Chatelet per un rientro a Montmartre liscio come l’olio. Intorno alle 2 siamo a casa.
La mattina seguente, mercatini e negozi aperti più o meno dalle 10 e vita regolare come sempre, ad eccezione dei musei quasi tutti chiusi.
Questa, in sintesi, la nostra esperienza di fine anno a Parigi: spero che possa essere d’aiuto per chi progetta il prossimo brindisi annuale.  

A latere della serata di baldoria, per noi molto limitata, Parigi si presenta elegante e romantica come sempre. Approfittando della bella giornata soleggiata del 29 dicembre suggerisco ad Adriana un lungo giro per la città. Con il sole è infatti tutto più apprezzabile.
Ritrovo anche qui alcuni mercatini natalizi la cui atmosfera è però ben lontana da quella tedesca. Riesce appena a tenervi testa il Village de Noël du Trocadero, un bel mercatino intorno al giardino e le fontane sotto il palazzo di Chaillot con la Tour Eiffel sullo sfondo. É il mercatino più suggestivo. Come gli altri offre soprattutto prodotti gastronomici (crepes, bignet, gouffres e ovviamente il vin chaude): finalmente trovo la mia compote de pommes con cui mi faccio farcire un bignet (simile ai krapfen). C’è anche un mini villaggio invernale con tanto di neve sparata dai cannoni. Sullo sfondo, dicevo, la Tour Eiffel che io trovo magnifica per quel suo combinare la freddezza dell’acciaio con il calore dell’illuminazione.
Anche il mercatino attorno il  Sacre Cœur è molto carino, raccolto e suggestivo. Qui c’è la chiesa bianchissima a fare da sfondo da un lato, mentre dall’altro c’è una straordinaria veduta su tutta la città. La sera fortunatamente la Place du Tetre si svuota degli artisti e si scopre un quartiere più tranquillo e autentico, soprattutto in alcune stradine secondarie di cui parlerò più avanti.
Altri mercatini mi sono sembrati fatti con poco cuore. Ce n’è uno molto anonimo sopra l’imbarcadero della Torre Eiffel, un altro molto piccolo in Place des Abbsesses e davanti la Eglise de Saint-Germain-des-Pres. Al mercatino della Defense non andiamo.
E poi ci sono centinaia di stands lungo entrambi i lati degli Champs Elysées che definire “mercatino” non si può. È semplicemente un insieme di bancarelle a festa, con oggetti natalizi o gastronomici, vestiti, souvenirs etc etc che si estende dalla Rond Point fino più o meno a Place de la Concorde dove c’è la famosa ruota panoramica. Onestamente vale una passeggiata in quanto passeggiata (purtroppo tra una folla molto caotica) ma non in quanto mercatino.
Eccettuato quanto sopra, la Ville Lumiére non offre molto altro di natalizio: anche la parte chic degli Champs Elysées è più meno quella di sempre e le illuminazioni – piccole spirali attorno gli alberi – non sono niente di eccezionale, soprattutto con la luce del giorno.
Dopo quattro volte mi restano ancora cose inesplorate che richiedono quindi una nuova visita, magari stavolta con la conoscenza di un po’ di francese. A proposito: prima di parlare del caratterino dei parigini (effettivamente un po’ scontroso) forse dovremmo analizzare coscienziosamente quello di alcune città nostrane. 

Ecco infine alcune opinioni, suggerimenti e link alla luce del mio poker parigino e al battesimo di Adriana. Ad eccezione di un paio di novità, ho rivisto molte delle cose già viste nei precedenti viaggi.

Rimandandovi al diario del 2004 per altre impressioni, per quanto riguarda il giro turistico tra le strade delle città ecco l’elenco delle mie tappe favorite.

  • La veduta della Tour Eiffel sia da Trocadero sia arrivando dal parco di Champ-de-Mars. Stavolta ai giardini di Trocadero c’è un bel mercatino che ci offre una delle pochissime atmosfere davvero natalizie della città.

  • La zona del quartiere del Marais: non tanto la Place de la Bastille che oramai niente conserva del passato; piuttosto l’Hotel de Ville (al cui ingresso c’è una pista di pattinaggio su ghiaccio), l’armoniosa ed elegante simmetricità di Place des Vosges (riportata all’originario splendore solo nel 1965) e il seicentesco giardino al suo centro; il quartiere ebraico (Pletzl) intorno alle pittoresche e animatissime rue des Rosiers e rue St-Croix de la Bretonneire. Da queste parti inizia Rue de Rivoli, una delle strade più chic di Parigi che arriva fina a Place de Concorde.

  • La divertente fontana in Place Igor Stravinsky, opera di Jean Tinguely e Niki de Saint-Phalle. A Parigi il musicista rappresentò per la prima volta il suo Uccello di Fuoco.

  • Saint-Germain, in particolare intorno la rue St-Andrè des Arts, piena di gente e di locali, alcuni dei quali furono un tempo famosi ritrovi di letterati. Ancora una volta non riesco a visitare la Eglise Saint-Germain davanti alla quale c’è un piccolo mercatino e di lato due famosi caffè letterari: il Cafè de Flore (ospitò Sartre e Picasso) e Les Deux Magots (ritrovo di Hemingway, André Breton e Sartre che, evidentemente, trascorreva molto tempo al bar…). La Lonely Planet indica un interessante passeggiata tra Saint-Germain e il Quartier Latin a caccia dei posti dove alloggiarono o si intrattenevano famosi artisti e letterati, in particolare ad inizio ‘900.

  • Il cimitero Pére Lachaise, enorme giardino dedicato alle sepoltura di diversi personaggi celebri: Guillaume Apollinaire, Honorè de Balzac, Georges Bizet, Edith Piaf, Oscar Wilde, Marcel Proust, Moliere, Gioacchino Rossini, Jim Morrison. Procuratevi assolutamente una mappa prima di entrare: dovrebbero fornirle gratis all’ingresso principale, ma noi non le abbiamo trovate.

  • Ovviamente Montmartre, soprattutto se lontano dalla usuale folla di turisti e di improvvisati artisti. Segnalo senza dubbio l’itinerario suggerito dalla Lonely Planet che vi farà osservare qualche angolo meno noto ma molto caratteristico della zona attraverso stradine molto pittoresche:  cominciando da Place Blanche, troverete il celebre Moulin Rouge, molto più caratteristico se visto la sera con le luci accese; salendo su rue Lepic troverete al n° 15 il Cafè des Deux Moulins, dove lavorava Amélie del noto film (il locale è affollatissimo); la casa al n°54 ospitò Vincent Van Gogh per due anni; continuando a salire ci sono i due mulini gemelli. Su rue Girardon c’è l’originale statua del Passe-Muraille opera di Jean Marais. Place Dalida (foto) vi offre uno scorcio da cartolina. Tra rue St-Vincent e rue des Saules c’è il famoso e piccolissimo cabaret Au Lapin Agile; su  rue des Saules c’è  il Clos-Montmartre, piccola vigna coltivata a partire dal 1933  grazie alle quale si celebra per le vie del quartiere la festa della vendemmia il secondo week end do ottobre. Lì vicino, all’incrocio con rue de l’Abreuvoir, c’è lapittoresca Maison Rose; su rue de Cortot c’è il museo di Montmartre e la casa del compositore Eric Satie. Poco oltre siete oramai a ridosso della celebre Place du Tertre: di giorno la troverete piena di artisti o presunti tali (molto meglio piazza Navona a Roma), la sera apprezzerete l’atmosfera da piccolo borgo.

 Il Forum Les Halles, la cui ricostruzione sarebbe dovuta essere stata completata per la fine del 2011, appariva ancora come un rudere.
Tra le curiosità: il piccolo giro per Pigalle in tarda mattinata ci ha fatto scorgere famiglie con bimbi tranquillamente a spasso lungo il viale pedonale al centro del Boulevard de Clichy. 

Da dimenticare il caos da esaurimento nervoso intorno le gallerie Lafayette e all’interno dei negozi: la cosa più irritante del soggiorno parigino! 

Ecco invece le mie brevissime recensioni sulle visite ai monumenti e chiese. Non abbiamo visitato il Louvre per evitare di perderci una intera giornata; la chiusura dei musei del 1 gennaio ci ha impedito altre visite.

  • Notre Dame de Paris, sempre bella da dentro e da fuori, la cui costruzione durò due secoli. Da consigliare un bel giretto a piedi tutto intorno alla cattedrale per ammirare lo splendore della sua architettura. Dietro Notre Dame c’è Place Jean XXIII, nota soprattutto come punto per scattare belle foto alla cattedrale.

  • Musée d’Orsay: resta uno dei miei musei preferiti grazie sia all’originale ubicazione (una ex stazione ferroviaria) sia alla straordinaria collezione di dipinti impressionisti. Sul sito del museo trovate anche un elenco e una descrizione di alcune opere esposte. Fate attenzione agli orari perché già 45 minuti prima della chiusura i visitatori sono pregati di avviarsi verso l’uscita e poco dopo gli addetti alla sicurezza cominciano a transennare alcune aree. Così sperimentiamo che alle 17.15 la già caotica folla viene presa dalla frenesia di vedere quello che non ha visto e il museo si trasforma in un formicaio. All’interno del museo ci sono numerosi divieti di fotografare, ma in moltissimi fanno fotografie anche in presenza degli addetti ai controlli.

  • Eglise St-Eustache, alle spalle di Les Halles, maestosa chiesa gotica al cui interno troverete un altrettanto maestoso organo del 1854 che vanta 101 registri e 800 canne. Poco noto è che la chiesa ha presieduto a numerosi eventi parigini: bil attesimo di Moliere (che vi è stato anche sepolto per qualche tempo), della signora di Pompadour e di Richelieu

  • Saint-Chapelle, piccolo gioiello gotico. Le straordinarie vetrate alte 15m che al secondo piano sostituiscono i muri  (di cui circa la metà sono originali) illustrano storie del vecchio e nuovo testamento danno il meglio di sé quando fuori splende il sole.

  • Conciergierie, la celebre prigione che accolse le migliaia di condannati del Tribunale rivoluzionario, tra cui Marie-Antoniette, Marat, Lavoisier, Danton, Robespierre. La condanna fu quasi sempre la ghigliottina di piazza della Concorde. A pensare che la ghigliottina fu proposta al re Luigi XVI dal medico che le diede il nome come mezzo più “umano” di condanna a morte. Il re accolse entusiasta l’idea ma ne modificò la lama senza immaginare che quella lama l’avrebbe provata anche lui.

 Orari mercatini e musei
Informazioni sui mercatini (con date e orari) potete trovarle sul sito della città di Parigi: http://www.paris.fr/noel.
Per il 2011-2012 (così da potersi fare un’idea) questo è stato il programma dei mercatini di Parigi che abbiamo visitato.
Il Marché Paris Champs Elysées è stato aperto da fine novembre al 2 gennaio; quello alla Eglise de Saint-Germain-des-Pres dal 2 dicembre al 2 gennaio 2012 dalle 10.30 alle 19.30. Il Village de Noël du Trocadéro è stato aperto dall’8 dicembre al 2 gennaio 2012 dalle 10.30 alle 19.30.
Fino al 21 dicembre anche il piazzale antistante Notre Dame aveva ospitato il suo mercatino natalizio.
La chiusura del mercatino del Sacre Cœur comincia intorno alle 20, qualche stand gastronomico chiude alle 21.30. Anche la sera del 31 dicembre la chiusura è alle 20 e l’apertura al 1 gennaio avviene normalmente la mattina intorno le 10.
E’ d’obbligo anche verificare gli orari dei musei che sono quasi tutti chiusi il 1° gennaio, ad eccezione, per quello che ho trovato in rete, del Centro Pompidou e del Museo dell’Erotismo di Montmartre. Sono aperte ovviamente le chiese, ma potreste trovarci dei concerti a pagamento. Il 1 gennaio 2012 è coinciso con la prima domenica del mese, giorno in cui i musei sono ad accesso gratuito, ma purtroppo non questa volta.
Preparatevi alle solite lunghe file per accedere ai monumenti a meno che non riusciate a comprare in anticipo i biglietti. Ad esempio al Musee d’Orsay ci tocca una fila di quasi 90 minuti, alla Saint Chapelle abbiamo bisogno di un secondo tentativo. Se decidete di visitare anche la Conciergerie, se comprate lì il biglietto combinato potete accedere più celermente alla Saint-Chapelle. 

Trasporto pubblico a Parigi la notte di san Silvestro
Per san Silvestro 2011 la RATP ha previsto metro, RER e bus gratis dalle ore 17. Tutte le linee metro sono rimaste funzionanti fino alle 2.30, poi alcune hanno chiuso e sono stati aggiunti i bus notturni. Le notizie sono state opportunamente diffuse ai video delle stazioni metro e sul sito della ratp (www.ratp.fr); le fermate dei bus notturni sono state segnalate con cartelloni ad hoc.
A parte questo, la rete delle metropolitane parigine è davvero eccezionale (16 linee – la prima fu inaugurata nel 1900 – 5 RER e 4 tram) e i prezzi ottimi in relazione al servizio. Tra le varie offerte da valutare a seconda delle esigenze noi facciamo il carnet di 10 biglietti a 12,50€ (biglietto singolo: 1,70€). L’unico neo è che spesso le stazioni sono prive di uscite o interscambi con scale mobili o ascensori, rendendo faticoso l’utilizzo da parte di persone con difficoltà motorie.
I biglietti obliterati in metro non possono essere usati per un successivo viaggio in autobus e viceversa. Anche la funicolare di Montmartre richiede un nuovo biglietto ma abbiamo notato che se si usa un biglietto obliterato a un tornello RER questo viene accettato al tornello della funicolare. Non so dire se sia stato un caso o funziona così. 

Collegamento Aeroporto Orly – Parigi
Per chi arriva all’aeroporto di Orly c’è un servizio ferroviario che porta in circa 45 minuti in centro. Il costo di 10,75€ (inspiegabilmente 10,90€ al box della metro Chateaux Rouge per il tragitto di ritorno) include la navetta automatica Orlyval fino alla fermata Antony da cui si accede alla RER B che conduce in centro. 

Velib: il bike sharing
Il servizio di bike sharing di Parigi è diffusissimo in città così come le piste ciclabili; si vedono molte persone sulle bici grigie, anche turisti e anche la sera di san Silvestro. È possibile l’acquisto di biglietti giornalieri (1,70€, ma con deposito cauzionale di 150€) piuttosto che sottoscrivere un abbonamento di lunga durata. I primi 30 minuti sono sempre gratis, poi circa 1€ per ogni 30 minuti successivi. Tutte le informazioni al sito https://aboen-paris.cyclocity.fr/ 

Dove abbiamo mangiato
In considerazione del nostro viaggio estivo in Normandia e Loira  dove abbiamo mangiato per lo più ordinando senza capire cosa sarebbe esattamente arrivato a tavola (ricordo col sorriso uno spiedino con tre pezzi di pesce dal nome impronunciabile) e dove, anche Rocco Siffredi sarebbe impallidito difronte alla enorme quantità di patatine che abbiamo ingurgitato, questa volta siamo partiti muniti di un buon dizionario tascabile e di un frasario con tanto di dizionario gastronomico!!!

Non abbiamo sperimentato ristoranti segnalati da guide turistiche e possiamo dire che siamo andati sempre bene: il livello medio della cucina è sempre buono. Vi segnalo qui i posti che ci hanno soddisfatto e quelli che sconsiglio.
Bar du Marché des Blancs Manteaux – 53, rue Vieille du Temple (Marais). E’ un piccolo locale al cui interno i tavoli sono molto vicini tra loro, ma l’ambiente è accogliente e sembra autenticamente parigino, il personale simpatico, la cucina ottima e i prezzi buoni (prezzo portate intorno ai 10€).
Café Latin – 30, rue Saint-André-des-Arts (Saint-Germain). Ristorante dall’atmosfera accogliente e rilassante e  buona cucina. Prezzo medio portata: 14€.
Obododo Café – 28, Boulevard Menilmontant (adiacente cimitero Pere Lachaise). Si trova accanto all’uscita sud del cimitero e, terminata la visita del sito, è un ottimo posto dove rilassarsi. Discreta cucina, prezzo medio di una portata: circa 10€.
L’etè en Pente Douce – rue Paul Albert/ rue Muller (Montmartre). Posto rilassante lontano dalla selva di locali turistici a prezzi alti della zona di Place du Tertre. Prezzo medio di una portata: 14€.
Le Pub-St-Germain – 17, rue de l’Ancienne comédie (Saint-Germain). Il locale è carino, è situato in questo caratteristico vicoletto, la cucina è ottima, ma i prezzi sono esagerati. Noi ci distraiamo quel tanto che basta per pagare 25€ un cheesburger (ottimo, ma pur sempre cheesburger) in quanto la sera di San Silvestro i prezzi esposti sono maggiorati. La cosa era comunque segnalata, ma in francese e noi ci facciamo caso dopo. E’ pur vero che il cheesburger normalmente ve lo fanno pagare comunque 19€…
La Pierrade – 93, rue des Martyrs (Montmartre, metro Abbesses). Altro posto interessante e accogliente, lontano dalla ressa turistica del quartiere. Il piatto della casa è la “pierrade” e, secondo quanto dice l’oste, è fatto solo qui: vi portano un piatto di carne cruda con patate fritte e delle salse e una piastra riscaldata su cui cuocerete la carne (di maiale, di anatra, di agnello, di pesce….). Unico neo è che gli abiti si impregnano un po’ degli odori dell’arrosto. Prezzo medio delle portate: 15€.
La Table d’Anvers – 2, place d’Anvers (Pigalle). Segnalato dalla Lonely Planet per essere frequentato dalla gente del posto e per trovarsi su una piazza verde e tranquilla rispetto al resto della zona. Purtoppo l’abbiamo trovato chiuso. 

Abbiamo mangiato due volte ai mercatini natalizi. Il top è stato un panino con dello stinco di prosciutto cotto sul posto e patate fritte mangiato al Sacre Cœur. Il peggio, un panino con una salsiccia tipo wurstel preso a uno stand lungo gli Champs Elysées. 

Bateau Mouche
Preparatevi alla fila per imbarcarvi su uno dei famosi battelli per un romantico e istruttivo giro sulla Senna. A me piace molto di più la versione serale durante la quale si possono vedere i monumenti illuminati. Secondo me sarebbe utile iniziare la visita parigina con questo giro, perché la guida (se presente, come sul Bateaux Parisienne) vi illustra alcune cose che potreste non sapere. Ad esempio scopriamo il giardino del Musée de Sculpture en Plen Air, sulla rive Gauche nel Quartier Latin tra il Pont de Sully e il Quai Saint-bernard (ci sono diverse sculture all’aperto e vi si riuniscono i parigini per ballare tango) e la tradizione che vuole che ci si baci sotto il Pont Marie mentre si esprime un desiderio.
L’imbarcadero sotto la Torre Eiffel è affollatissimo e le macchine automatiche ai varchi accettano solo carte di credito. Per andare più veloci forse si può optare non per la richiestissima Bateaux Parisienne (12€, 1 ora con audio guida – http://www.bateauxparisiens.com) ma ad esempio per la Compagnie des Bateaux Mouches (www.bateaux-mouches.fr) oppure per il Batobus (http://www.batobus.com/index.htm ) che propone la formula “on-off” tra le 10 alle 18 (fino alle 21.30 d’estate) con biglietto giornaliero (15€) o plurigiornaliero. Conviene forse in tutti i casi dotarsi di biglietto in tempo. Il primo gennaio, ad esempio, alle 18 noi eravamo nella lunga coda del Bateaxu Parisienne, il Batobus era quasi vuoto ma non c’erano più biglietti per la corsa delle 18. 

Souvenirs
In Montmartre, nei pressi della funicolare, tra rue Steinkerque  e rue Tardieu si trovano gli stessi souvenirs di altre zone della città (Montmartre inclusa) a prezzi un po’ più bassi. Il negozio “Katcha” (6, rue de Tardieu) ha oggetti carini a ottimi prezzi. 

Sicurezza
Nonostante il (solito) caos di turisti, tutto sommato le cose sono apparse tranquille, anche in rapporto alle dimensioni della città. Condivido il suggerimento della Lonely Planet di evitare la zona del Forum Les Halles di sera così come alcune fermate metro nei pressi di Montmartre: Chateaux Rouge e Barbes-Rochechouart. Senza dubbio più tranquilla la metro Anvers. Non saprei dire di Pigalle in tarda serata-notte, ma la folla di turisti e curiosi a vedere il Moulin Rouge intorno la metro Blanche rende almeno questa zona abbastanza tranquilla.
Durante l’apertura notturna delle metro a san Silvestro si sono viste alcune facce scure, ma potrebbe essere che esageri. Ci sono comunque molte guardie della RATP in stazione e nei treni. La notte di san Silvestro, almeno lontani dai punti più affollati, le cose sono andate tranquillamente: occasionalmente qualche giovane urlante, ma credo che rientri nella normalità. 

Link
http://www.paris.fr/
http://it.parisinfo.com/
http://www.paris.fr/noel
http://www.ratp.fr/
http://www.aeroportsdeparis.fr/ADP/fr-fr/Passagers/accueil/
https://aboen-paris.cyclocity.fr/ 

Programma

Mercoledì 28 dicembre 2011.
Roma – Paris Orly; Montmartre. (Nuvoloso, temperatura intorno ai 13°C)
Partenza da Roma Fiumicino ore 15. Arriviamo a Montmarte intorno le 19, in tempo per un veloce giro (trolley al seguito) intorno il Sacre Cœur e al mercatino. 

Giovedì 29 dicembre 2011. (Sereno, temperatura intorno ai 13°C)
Marchè aux Fleurs (place Lepin), Notre Dame e Place Jean XXIII, Ile St-Louis, Place de la Bastille, Place des Vosges, casa Victor Hugo, cortile Hotel de Sully, rue des Rosiers, da rue des Franc Burgeois verso il Centre Pompidou, place Igor Stravinsky, Eglise St-Eustache, Palais Royal e giardino, Opera Garnier, Galerie Lafayette, boulev. des Capucines, Place Vendome, place de la Concorde.
Metro verso  Saint-Germain, rue st-Andres des Arts.
Pranzo a: Bar du Marché des Blancs Manteaux
Cena a: Cafè Latin 

Sul boulevard des Capucines cìè il Gran Cafè, dove i fratelli Lumiere presentarono per la prima volta il loro cinematographe. Avevamo pensato di entrare, ma l’apparenza un po’ troppo formale del posto e la sensazione che della memoria dell’evento non avremmo trovato niente ci ha fatto desistere. 

Venerdì 30 dicembre 2011 (nuvoloso variabile, leggera pioggia nel pomeriggio. Temperatura intorno ai 12°C)
Cimitero Pére Lacheise (3 ore circa), Musée d’Orsay (90 minuti di coda), Trocadero, giardini di trocadero e mercatino, Torre Eiffel (da sotto), mercatino sotto torre Eiffel.
Pranzo a: Obododo
cena a: L’etè en Pente Douce 

Sabato
31 dicembre 2011 (nuvoloso, leggera pioggia a tratti, temperatura intorno ai 10°C)
Saint-Chapelle, Concergierie, Hotel de Ville, rue Rivoli, Lovre, Champs Elysées: mercatini e negozi, Arco di trionfo.
Sera: Saint-Germain e brindisi sul Pont Saint-Michel. Notre Dame, hotel de ville.
Cena a: Le Pub-St-Germain con conto di 35€ a testa per una portata e una birra. 

Domenica 1 gennaio 2012 (nuvoloso, poi leggera pioggia e vento. Temperatura intorno ai 9°C)
Montmarte: itinierario Lonely Planet; Moulin Rouge, Pigalle. Champs Elysées, Pont Alexandre III, Les Invalides, Champs de Mars. Alle 19 giro sulla Senna con il Bateaux Parisienne. Moulin Rouge di sera.
Cena: La Pierrade 

Lunedì 2 gennaio: Paris Orly – Roma/Napoli
Partenza ore 12.30.

Diario scritto con la amorevole collaborazione di Adriana, 15 gennaio 2012

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3 risposte a “Diario di viaggio: Parigi – San Silvestro 2011

  1. Sapevo che prima o poi avrei approfittato dei tuoi diari di viaggio! 🙂 Sto partendo per Paris, finalmente torno in questa magnifica città, pronta a testare la forza dei ricordi che mi ha lasciato…e trarrò sicuramente spunto da quello che hai scritto! 🙂

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