Io, Parigi e George Méliès

Molte volte sembra che le cose nate per caso riservino sempre qualcosa di inaspettato. Per caso mi ero imbattuto lo scorso settembre in un documentario sulla storia del cinema e per caso scopro che il personaggio di cui si parlava, tale George Méliès, avrebbe compiuto 150 anni il prossimo 8 dicembre. Inoltre Méliès fu parigino dalla nascita alla morte e proprio Parigi rivedrò per la quarta volta a fine anno. Per essere precisi, il giorno della partenza verso la Francia coinciderà con il giorno in cui nel 1895 i fratelli Lumière mostrarono per la prima volta il loro cinématographe al pubblico del  Gran Cafè del Boulevard des Capucines, che oggi penso sia l’elegantissimo ristorante in zona Opera.
Basterebbe questo per mettere nuova carne a cuocere sulla già affollata brace del viaggio di fine anno parigino. Senza contare gli intrighi che ruotarono attorno alle attività dei Lumière, di Méliès e di Thomas Edison che pure qualche anno prima aveva realizzato il suo Kinetoscopio e che quindi intentò prima una battaglia legale contro Lumière e, pochi anni dopo, fu protagonista del primo caso di pirateria proprio ai danni di Méliès.
Ma adesso occorre andare per ordine e ricordare prima di tutto che Monsieur Méliès è universalmente riconosciuto come il padre degli effetti speciali da lui scoperti più o meno casualmente. Infatti, durante una ripresa, la sua cinepresa si bloccò per qualche istante e quando Méliès, nel rivedere la pellicola, notò che una carrozza era scomparsa improvvisamente dalla scena, cominciò a ribollire di idee. La sua immaginazione di prestigiatore e illusionista, che praticava presso il teatro Houdin di Parigi al Boulevard des Italiens, fece il resto e di lì fu un susseguirsi di trovate (circa 1500 pellicole, tra film e cortometraggi) arrivate purtroppo ai giorni nostri in numero ridotto (circa 500, spesso frammenti).
Nel 1896, il cortometraggio Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin fu il primo esempio di montaggio cinematografico: la pellicola mostra una donna che scompare. Nello stesso anno girò i 3 minuti de “Le Manoir du Diable”, primo esempio di film horror e nel 1900 “L’Homme Orchestre” in cui lui stesso fece da attore sdoppiandosi fino a sette volte.

Il suo prodotto più celebre fu Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune), del 1902, che insieme ad altre pellicole di Méliès di quel tempo, fu tra i primi film di fantascienza. Questo fu il primo successo cinematografico mondiale e anche uno dei primissimi casi di pirateria: degli agenti di Thomas Edison corruppero il proprietario di un teatro a Londra per ottenere una copia di Viaggio nella Luna, dalla quale Edison stampò centinaia di copie per proiettarle a New York senza pagare nulla a Méliès.
Nelle sue pellicole Méliès sperimentò per primo trucchi cinematografici quali dissolvenze, sfumature (avete presente l’effetto cinematografico che segna il passaggio dalla realtà al ricordo?), sdoppiamenti degli attori, apparizioni, sparizioni, trasformazioni, stop-motion, il montaggio, lo spostamento della camera in avanti e indietro per ingrandire o rimpicciolire oggetti. Il tutto era mischiato a numeri di varietà, scherzi e attrazioni di tipo teatrale (macchine sceniche, modellini, scorrevoli, effetti pirotecnici, ecc.).  Inoltre arrivò a creare film a colori dipingendo egli stesso manualmente le sue pellicole.
Tutto questo genio si risolse, invece che in impero economico (come invece fu per la Pathè, che proprio in quegli anni cominciò la sua storia), in una vita di miseria visto che Méliès non percepiva i diritti di autore sulle proiezioni. Fu così che fu estromesso dal mercato cinematografico e solo nel 1925 cominciò la sua rivalutazione.
Morì nel 1928 ed è oggi sepolto al cimitero Père Lachaise di Parigi, uno dei cimiteri più celebri al mondo. Qui sono sepolti, ad esempio, Edith Piaf, Oscar Wilde, Jim Morrison, Chopin, Bizet, Abelardo ed Eloisa, Cyrano de Bergerac, Molière…Insomma: da quale storia ripartiamo?

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