Diario di viaggio: Lipsia, Dresda, Potsdam, Berlino

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Piccolo promemoria del lungo week end in Germania tra Berlino, Potsdam, la residenza Sanssouci, Lipsia e Dresda.
Tutte opinioni positive: Berlino ha guadagnato qualche punto nelle mie preferenze, Potsdam è un piccolo centro che definirei originale, Lipsia e Dresda sono state due piacevolissime sorprese. Sono rimasto un po’ deluso dal castello di Sanssouci, ma di questo parlerò dopo.
Il tutto ha avuto come sfondo quattro giorni (su cinque) di tempo ottimo (a tratti estivo). L’unica nota stonata, il solito ritardo da record del volo Easyjet, compagnia a basso costo e minore professionalità, leader nella non puntualità dei suoi voli (negli ultimi due anni conto 6 voli di cui: un ritardo di 30′, un ritardo di 3h30′, due ritardi di 2 ore).
In ordine, questo è stato il programma.
Giovedì 1 settembre: Roma – Berlino e visita a Potsdam e allo Schloß
Sanssouci.
Venerdì 2 settembre, sabato 3 settembre: Lipsia.
Domenica 4 settembre: Dresda
Lunedì 5 settembre: Lipsia – Berlino – Roma 

Alcuni appunti sull’organizzazione.
Easyjet.
Il ritardo di 2 ore di Easyjet (compagnia a basso costo e minore professionalità, leader nella non puntualità dei suoi voli), tra l’altro su di un volo delle 8.45 del mattino con conseguente levataccia inutile, ha rischiato di far saltare la visita allo Schloß Sanssouci e infatti, causa tempi ridotti, non ho potuto visitare il Neues Palais.

Ferrovie  tedesche (Deutsche Bahn): collegamenti e stazioni Berlino – Lipsia  – Dresda.
L’esperienza, già collaudata nella precedente trasferta a Freiburg, è quella di un servizio di alta qualità, ma di costi elevati. Il treno ICE
Berlino – Lipsia (75 minuti) lo pago 24€ grazie a una prenotazione on-line fatta 10 giorni prima di partire: il prezzo intero è 43€ e tanto pago per il percorso inverso. Se comprate on-line dovrete esibire al controllore la carta di credito con cui avete pagato. Non ci sono molte alternative all’ICE se non due regionali che però, nel complesso, coprono la tratta in più di due ore.
Per  quello che riguarda invece il tragitto Lipsia – Dresda (circa 1 ora), cercate il biglietto giornaliero che vi permette utilizzo  illimitato dei treni in Sassonia e Turingia per una giornata: costa  circa 20€.
Tutte  le informazioni di cui potete avere bisogno le trovate nelle  emettitrici automatiche di biglietti che vi stampano anche gli orari  dei treni.
La  stazione di Lipsia è dotata di deposto bagagli: 2€ per il bagaglio  a mano da aereo.

Collegamenti  dall’aeroporto di Berlino Schönefeld per Berlino e Potsdam.
Berlino  è attrezzatissima. Oltre ai bus c’è la linea S9 che vi porta nel  centro di Berlino in poco più di 30 minuti. L’Airport Express arriva  in Ostbahnhof in 16 minuti, in 26 minuti all’Hauptbahnhof. Potsdam  si raggiunge da  Berlino Schönefeld con la RB22 (comunque trovate lì  le indicazioni) in poco meno di un’ora. Da Berlino bisogna prendere  invece una linea di S-Bahn (troverete le mappe).

Berlino
Solo poche righe per  Berlino, visto che vi ero stato nell’aprile 2010 (link  diario).  Come dicevo, la città ha guadagnato un po’ del mio apprezzamento,  sarà anche perché il tempo, seppur grigio (come al solito), è  stato un bel refrigerio alla calura italiana. Il mio alloggio è in
zona
Hackescher  Markt che  è molto viva anche la sera (seppur da andarci cauti intorno la  fermata della metro). Al mio arrivo, intorno le ore 14 (grazie al  ritardo della Easyjet, compagnia a basso costo e minore  professionalità, leader nella non puntualità dei suoi voli), trovo  un piccolo mercato dove mi concedo il primo “Berliner Wurst”  della vacanza.  Al ritorno da Potsdam  faccio un breve giro serale per vedere il Check Point Charlie  che ad aprile avevo scartato. Se da un lato si potrebbe avvertire  tutto il peso di quel muro (basta leggere l’avviso di ingresso alla  zona alleata), purtroppo il posticcio posto di blocco appare quasi di  plastica e solo una attrazione turistica. Comunque a pochi metri  potrete seguire la traccia del vecchio muro e questo è un po’ più  interessante.
Volevo poi rivedere  Gendarmenmarkt, ma questa sera la piazza è più o meno  deserta. Sempre bella, ma deserta.
Un piccolo cenno per la stazione di Berlino. L’Hauptbahnhof è una bellissima costruzione moderna (che sorge in una zona con poco altro intorno) che potrei definire come un centro commerciale con la stazione dentro. Cinque piani di cui due riservati ai treni (a lunga percorrenza e alle linee S-Bahn e U-Bahn). Se potete, un giretto ne vale sicuramente la pena.
Per evitare la pesante cucina a base di carne di maiale, ceno da “Anatre” all’interno dell’Hackescher Hofe con un’ottima insalata.
Il mio alloggio è l’Hotel Mitte (Neue Schönhauser Str.) in zona Hackescher Markt. L’ingresso è il bar “Ade” e la reception e la hall sono…il bar! Le stanze, sul retro del bancone, farebbero pensare a un albergo a ore; non posso giurare che non sia così ma nel complesso la stanza è spaziosa, pulita e poi è a 5 minuti a piedi dalla stazione Hackeschers Markt. La colazione è poco varia, appena accetabile (formaggio, prosciutto, uovo sodo, pane, marmellata, burro, bevanda.

Potsdam
Anche  Potsdam è stata una meta che non sono riuscito a vedere lo scorso  aprile. Alla città si arriva con la metro sia dalla Hauptbahnhof sia  dall’aeroporto di Berlino in circa un’ora. (Pur essendo a metà  strada tra Berlino e Lipsia, non ci sono collegamenti diretti con  Lipsia). Io scendo alla fermata “Park Sanssouci”, ma da lì ci  sono quasi 2 km per il Neues Palais e poi ancora altri 2 per il  castello. L’alternativa può essere la fermata Potsdam Hbf che è  poco distante dal centro di Potsdam e quindi più vicina al castello.  Alla Hauptbahnhof si possono noleggiare biciclette che sono un ottimo  mezzo per visitare velocemente l’enorme parco di Sanssouci.
A  causa del ritardo della Easyjet (compagnia  a basso costo e minore professionalità, leader nella non puntualità  dei suoi voli) arrivo al Neues  Palais  alle 16 circa e poiché l’ultimo ingresso allo Schloß Sanssouci è  alle 17.30, ritengo di non avere tempo a sufficienza per entrambe le  visite. Il  Neues Palais  (ingresso 6€) è un imponente ed elegante palazzo di 213 metri e  400 stanze. Purtroppo la mia visita coincide con alcuni lavori di  restauro che coprono la facciata posteriore. In realtà tutto il  parco di Sanssoucì era sotto lavori con conseguenti chiusure di  alcuni viali e delle fontane.
Il  parco di Sanssouci  è molto grande (300 ha) e vale una passeggiata anche se un po’  monotono nella vegetazione e con alcune attrazioni (fontane e grotte)  attualmente non in ottimo stato. Al suo interno spiccano alcune  costruzioni (accesso a pagamento) tra cui la Chineschises  Haus  (molto kitsch), il castello Charlottenhof  e l’Historishe  Müle,  mulino storico che tanto infastidiva Federico II ma che il re non  riuscì mai a far fermare. A proposito: Federico II di Prussia è sepolto da qualche parte nel giardino e la tomba è spesso omaggiata da patate in quanto proprio a Federico si deve la massiccia introduzione di questo tubero nell’alimentazione tedesca a metà el 18° secolo.
Insieme  al Palazzo Nuovo, il pezzo forte del parco e dei suoi edifici, tutti  frutto più o meno integralmente delle volontà di Federico il Grande  a metà 1700, è ovviamente lo  Schloß  Sanssouci.  La veduta del castello sulle terrazze di viti è molto suggestiva e  fa apparire il palazzo molto più grande di quello che realmente è.  La visita al castello (12€ di ingresso, altri 3€ per avere il  permesso di fotografare, ultimo ingresso ore 17.30) si effettua solo  con audioguida ogni 30 minuti e dura solo 25 minuti attraverso 10  stanze di cui, a mio avviso, meno della metà sono di notevole  pregio. Nel complesso, la visita è deludente e di  costo eccessivo.
A  10 minuti a piedi dal castello comincia il piccolo centro  di Potsdam
e la Brendeburgerer Straße, piena di bar, negozietti, gelaterie e  “Backerei”. Oltre a questa strada, segnalo Mittel Str. con il  pittoresco Höllandisches  Viertel,  il quartiere olandese costituito da case in mattoncini costruite nel  1740 per ospitare gli artigiani provenienti dai Paesi Bassi.
Per chi fosse in cerca di  qualche locale caratteristico in Potsdam, ho notato il “Kneipe  Hafthorn” e “Klosterkeller”, entrambe in Friedrich Ebert Str.  (il primo al numero 90, il secondo al numero 94).

Lipsia
Informazioni,  eventi e brochure: http://www.leipzig.de/de/tourist/ 

Come dicevo, Lipsia è  stata una piacevole sorpresa. Il centro è piccolo e si visita in  poche ore, ma se trovate la città animata da uno dei suoi festival,  allora rimanere in giro per strada sarà ancora più piacevole. Il
mio soggiorno è coinciso con il festival dedicato a Felix  Mendelssohn Bartholdy, il concerto celebrativo della Gewandhaus  Orchester, rinomata nel mondo e diretta attualmente dall’italiano  Riccardo Chailly, e una giornata di concerti in giro per la città. 
Lipsia,  seppur un po’ fuori dai classici giri turistici, è città d’arte e  cultura: è città di musica (soprattutto legata a Bach e  Mendelssohn), è città di libri (il Glossa Super  Apocalipsum  è uno dei primi libri della storia e fu stampato qui nel 1481), è  città di fiere e congressi. Lipsia è la città delle gallerie  pedonali, i cosiddetti “passage”, che attraversano palazzi per  collegare strade adiacenti. È  anche città di vita notturna (dai  ristoranti alle discoteche ai locali più trasgressivi). E’ città,  aggiungo io, con le tedesche più carine che abbia finora incontrato  anche se l’impressione è che la gente del posto sia un po’ troppo  riservata e poco paziente con chi non parla bene il tedesco.
Al mio arrivo, venerdì  mattina, la piazza del municipio è animata dal mercato locale in cui  noto, oltre a dolci e frutta, i panini imbottiti con pesce.
Come detto,  il centro è  piccolo e si visita facilmente anche in mezza giornata. Inutile  dire di visitare la Thomaskirche,  la chiesa dove è sepolto il più famoso dei “cantor” che Lipsia  abbia avuto, Johann Sebastian Bach (ammetto che è stato uno dei  motivi del mio “pellegrinaggio”), vissuto in questa città dal  1723 fino alla sua morte (1750) e dove si esibisce ogni sabato lo  storico Thomanerchor,  coro di voci bianche nato nel 1212. Le esecuzioni del coro sono  senz’altro suggestive, ma sono noiose perché articolate quasi come  messa cantata: ascolterete qualche lettura sacra, reciterete il  “Vater unser in Himmel” (il Padre Nostro) e non potrete  applaudire, nemmeno alla fine quando si esce tutti in silenzio.
Tra  i punti più caratteristici della città potrei segnalare il  Barfußgäßchen,  stretto vicolo strapieno di ristoranti e affollatissimo di gente, e  alcune delle gallerie: lo Speck’s  Hofe,  colorato e moderno (all’interno c’è una campana capovolta contenente  acqua: per farla suonare bisogna bagnarsi le mani e strofinare i  manici laterali); l’elegante Mädler  Passage,  al cui interno c’è la storica locanda Auerbachs  Keller,  apprezzata a tal punto da Goethe che si dice che qui si ispirò  per il Faust; il Barteles  Hof,  il KönigshauspassageHansa  Haus  e il modernissimo  Petersbogen.  Sul sito della città di Lipsia potete trovare una brochure in  inglese che vi illustra tutte le gallerie.
Da notare che a Lipsia ci  sono i sampietrini e alcuni di questi, vicino alla Nikolaikirche,  sono  luminosi. Anche alla Nikolaikirche ci sono concerti di organo  molto affollati e spesso anche “colazioni” pomeridiane.
Tra  le visite museali mi ha deluso il Museum  der Bildenden Künste  (5€), enorme edificio, un po’ troppo enorme da far smarrire al suo  interno le poche opere d’arte (seppur qualcuna sia di pregio:  Cranach, Rembrandt, Tintoretto).
Non  molto entusiasmante anche il Bach  Museum  (5€) ma che comunque offre un paio di attrazioni interessanti oltre  che essere tappa obbligata per i discepoli del maestro. Alcune  postazioni audio permettono di ascoltare diverse composizioni del  musicista e una sala riproduce alcuni estratti musicali con  possibilità di selezionare gli strumenti per individuarne ed  esaltarne i suoni.
Il  vecchio municipio (Altes  Rathaus)  è molto bello e contiene il museo cittadino; date uno sguardo alle  spalle perché c’è la Vecchia  Borsa  con la statua  di Goethe e “Zeidler Holzkunst”, un bel negozietto con oggetti in  legno. Sono entrato nell’edificio della Vecchia Borsa in occasione di  un concerto e non c’è proprio niente da vedere.
Quello che manca a Lipsia (oltre a fontane pubbliche) è  un giardino nel centro dove potersi fermare a leggere su una  panchina: ad esempio l’area verde tra la Thomaskirche e l’Altes  Rathaus non è ben curata e si finisce per sedersi sulle aiuole o ai  bordi della fontana; non molto esteso è il giardino lungo  Schillerstrasse, mentre un grosso parco è il Rosenthal Park, non  distante dallo zoo.
Augustusplatz, la  piazza più grande della città, è delimitata dall’Opera di Lipsia e  dalla Neues Gewandhaus (la grossa parete dipinta interna si  vede meglio la sera). Non l’ho trovata particolarmente attraente,  forse anche a causa del cantiere laterale. Fortuna che la sera del 3  settembre c’è il concerto all’aperto della Gewandhaus Orchester con  ospite Stefano Bollani. Tranne qualche posto a sedere sotto il palco,  la maggior parte della gente è in piedi: c’è chi chiacchiera, chi  ascolta e chi mangia i panini con würstel (ovviamente con birra)  serviti nei gazebo.
L’ultimo  giorno a Lipsia è piovoso. In attesa di ripartire per Berlino, non  potendo fare molto altro, faccio visita al rinomato zoo. Il prezzo è
folle (ingresso 17€ intero, 10€ ridotto), il parco è bello ma è  pur sempre uno zoo e gli spazi per gli animali sono stretti. Mi ero  ripromesso di non pensare per qualche ora al fatto che si tratti di  animali in gabbia, ma lo sguardo triste del gorilla dietro al vetro  mi ha riportato alla dura realtà. Comunque, al di là del prezzo, di  sicuro sarà apprezzato dai bambini. L’enorme padiglione chiamato  Gondwanaland riproduce un giardino tropicale con tanto di zattera per
attraversarlo. E’ molto bello, ci sono le scimmie scoiattolo che  saltellano in un area tra la gente, ma soprattutto una temperatura  elevata e umidità da asfissia.

Dove  ho mangiato
Il  Kildare  City Pub  (Hand Werker Passage oppure Barfußgäßchenè  accogliente e i tavoli sul Hand Werker Passage tagliano fuori la  confusione del  Barfußgäßchen. La cucina però non è niente di  eccezionale.
Central,  Reichstrasse 2. Servono cibi biologici e il pane fatto da loro.  L’insalata con pollo e frutta (consumata durante il passaggio festoso  e rumoroso degli Hare Krishna) è originale e discreta.
Till’s  Tunnel.  Storica locanda della città all’incrocio tra Barfußgäßchen  e Klostor Gasse. Cucina tipica e prezzi contenuti (data anche la  localizzazione). Fortuna che c’è il menu internazionale, altrimenti  non avrei potuto comprendere il “Ä scheenes schdügge Fleesch midd  Schwarde”, che nient’altro è che la specialità sassone “Gefüllter Schweinskreustenbraten in Schwarzbiersoße mit Sauerkraut und  Semmelnknödelnscheiben”. Chiaro no?
Auerbachs  Keller. Sono  sceso e l’ho trovata un po’ troppo “formale” per fermarmi,  soprattutto quando fuori c’è una bella serata.
Vi  aggiungo un paio di dritte suggeritemi da chi a Lipsia ci è nato. Café  Puschkin,  Karl-Liebknechtstraße 74 (www.cafepuschkin.de) Hotel  Seeblick,  Karl-Liebknechtstraße 125 (cucina vegetarian e prodotti fatti in  casa)
Eisdiele:  Eisdiele Pfeifer, Kochstraße 20 (gelato della ex DDR)
La  Chocolaterie,  Querstraße 27 (www.la-chocolaterie.de)

Dresda
Una giornata a Dresda passa  molto velocemente perché la città è molto varia, offre qualche  museo e palazzi interessanti e ottime vedute dall’Elba (e per questo  suggerirei di dedicarle un paio di giorni). Arrivo in città con il  treno: la stazione Hauptbahnhof  dista 15 minuti a piedi dal centro a  cui si arriva percorrendo Pragerstrasse, uno dei simboli della  nuova Dresda. Anche Dresda infatti fu rasa al suolo durante la Grande  Guerra: il centro è stato ricostruito per quanto possibile nel  rispetto della vecchia città, mentre la città nuova sorge al di là  del fiume. Da notare che a Dresda, oltre agli Ampelmännchen  tipici della Germania dell’Est, si trovano anche le Ampelmädchen,  divertente equivalente femminile.
Primo  impatto con la Altstadt  è il bellissimo mercato “Herbstmarkt”  in Altmarkt: stand in legno, colori, cibo, musica, giostre per bimbi  e una fontana dove nella calda giornata si bagnano i bambini. Poco  distante ci sono la Kreuzkirche  che vanta una antichissima scuola di organo, e una piccola zona  nascosta, il Weiße  Gasse,  con molti bar e ristoranti.
La città vecchia è tutta  a ridosso della Ehemalige Katholische Hofkirche e del  castello. L’imponente ingresso su Neumarkt è caratterizzato  da un altrettanto imponente mosaico di 102 metri (Processione dei  Duchi) che conduce vicino alla Frauenkirche, il cui restauro  si è concluso da poco e i cui interni sono caratterizzati da  inusuali colori azzurri e da balconate che sembrano scavate nella  pietra.
A pochi metri c’è la  terrazza sull’Elba, la Brülsche  Terrasse,  anche se, secondo me, la veduta migliore della città (in cui spicca  in particolare la Katholische Hofkirche) si ha dalla parte opposta,  passeggiando tra i giardini del Japanisches  Palais e  l’Augustusbrücke.  Proprio lungo questa sponda, sui prati, troverete un rettangolo rosso  che rappresenta la cornice del dipinto del Canaletto (nipote del più  famoso zio) “Veduta  di Dresda dalla riva destra sotto il ponte di Augusto” e  che vi propone la veduta che il pittore rappresentò nella sua tela.  In aggiunta è da non perdere la vista della città vecchia che  appare percorrendo il ponte.
Non ho tempo per vistare la  città nuova che, pur offrendo il mercato dei vasi (Töpfermarkt),  appare meno caratteristica della città vecchia.
Come visita museale scelgo  la Volta Verde (Grünes Gewölbe – ingressi ogni 30 minuti,  durata 60 minuti, costo 10€) che raccoglie i capolavori di  gioielleria e oreficeria collezionati da Augusto il Forte in una  serie di stanze alcune delle quali di eleganza eccellente. Non ho  tempo per lo Zwinger (che pure sarebbe valso una visita) di  cui mi limito a vedere il giardino.

Dove  ho mangiato
Kutscherschänke, Münzgasse  10 (cotoletta e bibita 13€). Il posto è carino, dentro e lungo la  strada, ma la cucina è di qualità normale. Il Münzgasse si nota  dalla terrazza perchè conduce alla Frauenkirche: ha molti bar e  ristoranti. Se volete mangiare con la migliore vista di Dresda e il  tempo è buono, un buon posto potrebbe essere il Biergarten a ridosso  dell’Augustusbrucke (ovviamente sponda città nuova).

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9 risposte a “Diario di viaggio: Lipsia, Dresda, Potsdam, Berlino

  1. Cavolo, come ricordo con piacere la giornata che trascorsi a Potsdam. Luogo davvero particolare, con così tante cose da scoprire e vedere che forse un giorno non basta nemmeno. Presto sul mio blog riporterò anche i diari di viaggio di quando andai in Germania, me ne hai fatto venire voglia!

  2. Ciao. Ho dato uno sguardo sul sito della Deutsche Bahn e il costo dipende dal tipo di treno. Comunque 38€ mi sembra il prezzo migliore.

  3. Un diario interessante. Mi piace molto Berlino e Potsdam e Park Sanssouci è bellissimo per fare una passeggiata. Sono d’accordo che Check Point Charlie è solamente un’attrazione turistica ma trovo il Museo lì “Haus am Checkpoint Charlie” invece buonissimo – tanto informazioni interessanti su un periodo triste nella storia di Berlino.

  4. Ciao e grazie per la visita. Alla prossima occasione farò di sicuro un salto al museo del Checkpoint Charlie. Non so spiegare bene perché, ma più sto lontano da Berlino e più mi manca: spero presto di potermi regalare una bella settimana da quelle parti. Qualsiasi altro tuo suggerimento su quei posti non può che essere gradito! Alla prossima,D

  5. ciao! Sei in Germania, certo che si parla inglese 🙂 altrimenti come credi che abbia compreso cosa fosse il “Ä scheenes schdügge Fleesch midd Schwarde” ?? 🙂

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