Diario di viaggio. Francia: Normandia e Loira

GALLERIA FOTOGRAFICA

Avevo alcuni crediti da riscuotere con la Normandia e la Loira. Quando andai per la prima volta nel 2004 un piccolo difetto della macchina fotografica mi bruciò tutte le foto e così tornai a casa con solo una decina di scatti. Il giro del 2004 mi aveva fatto apprezzare alcune località balneari (Trouville, Saint Malò, Etretat) e così il viaggio di quest’anno avrebbe dovuto conciliare le visite culturali e qualche giorno di relax in riva alla Manica o al Mare del Nord. Se il primo credito è stato riscosso, per il secondo se ne riparlerà un’altra volta a causa del cattivo tempo con cui abbiamo condiviso la metà del viaggio.
Per chi fosse interessato, questo è il link del diario 2004. Nello scrivere questo resoconto, ho preferito non leggere le mie impressioni del diario 2004.

Itinerario
La scelta dei posti è stata un compromesso tra le richieste di Adriana, la mia voglia di rivedere alcune cose già viste nel 2004 (ma stavolta in compagnia di Adriana) e di evitarne altre, oltre che di concederci un paio di giorni di relax al mare.
Numero giorni: 8
Partenza da Roma (ore 6.45) e arrivo a Parigi Beauvais.
Rouen, Abbazia di Jumieges, Etretat, Fecamp, Honfleur, Caen, Bayeaux, Balleroy, Lucerne d’Outremer, Le Mont-St-Michel, Dinan, Saint Malò, Chateau de Serrant, Chateau di Ussè, Azay-Le-Rideau, Chateau et Jardins de Villandry, Chateau du Chenonceau, Tours, Amboise, Chateau de Chambord, Orleans, Giverny.
Totale chilometri: circa 1750

Suggerimenti e opinioni
Sicuramente vi consiglio di considerare spesso il pranzo a sacco: lungo le strade, nelle città e nei parchi dei castelli ci sono giardini o aree attrezzate che non vi faranno sentire la mancanza di un ristorante.
Verificate sempre gli orari di apertura dei ristoranti: in genere dopo le 21.30 potreste non trovare chi serve ancora la cena.
DinanRaramente troverete gente che parla inglese e questo vale anche per gli albergatori. Se qualcuno vi dice che parla un po’ di inglese, allora lo parlerà a sufficienza per comunicare. La cosa è irritante anche perché la Normandia e la Loira sono affollatissime di italiani eppure nessuno ha mai pensato di imparare qualche rudimento della nostra lingua.
Le strade statali sono indicate con il verde e sono gratis; le autostrade sono segnalate in blu e sono a pedaggio (sempre segnalato). Noi abbiamo viaggiato quasi sempre sulle strade senza pedaggio non trovando mai traffico. L’unica noia è che queste attraversano centri abitati e quindi i limiti di velocità scendono a 50 km/h (in genere sono 90 km/h e 110 km/h sulle strade a due carreggiate). Il limite di velocità sulle autostrade è 130 km/h.
Il costo della benzina varia considerevolmente tra i vari distributori: abbiamo notato prezzi tra 1,45 e 1,70 (prezzo in Italia: intorno ai 1,50 – 1,55 €/l). Il rifornimento più economico si può fare ai supermercati tipo Carrefour; la compagnia più cara è spesso Elan.

Portate un buon CD, la radio francese è pessima.
Preparatevi a godere della luce che in questo periodo inonda gran parte del giorno: il sole tramonta alle 21.30.

 Meteo e temperature
Normandia:  temperature tra 15 e 20°C, tempo variabile, qualche volta pioggia  leggera. A Rouen si è scatenata una violenta tempesta in serata, a  Etretat il vento fortissimo a volta non faceva stare in piedi. Quando  però si ferma il vento, la temperatura sale di molto ed è come una  tarda primavera italiana.
Loira:  temperature tra 18 e 25°C, anche qui piogge leggere ogni tanto.

Aeroporto  Beauvais – Tillè
Alcune  informazioni le trovate al sito dell’aeroportoDall’aeroporto  partono bus verso Parigi. Sono presenti compagnie di noleggio (ho  visto almeno Hertz, Avis e Europcar). In mancanza di navigatore  satellitare, per prendere la direzione Rouen bisogna attraversare il  centro di Beauvais.

Parigi  Beauvais – Noleggio Hertz
A  differenza di quanto fa la Europcar (almeno a Freiburg), la Hertz non  accetta carte di debito (come la Postepay) anche se le condizioni  della prenotazione prevedono che, al momento del ritiro dell’auto, sia presentata la carta utilizzata  per il pagamento on line (quindi anche la Postepay).  In mancanza di carta di credito, la Hertz farà  pagare quindi una cauzione in contanti che verrà restituita tramite  cheque  (mi è arrivato in 15 giorni). A me, per 8 giorni di noleggio, chiedono circa 250€.  L’auto si riconsegna con serbatoio pieno: c’è un distributore  all’ingresso dell’aeroporto.

Recensioni alloggi in Normandia e Loira
Sono  stati tutti scelti tramite internet (oltre a booking.com, si vedanoMont st michel i siti suggeriti, in particolare quelli degli enti turistici regionali) oppure utilizzando le guide turistiche Michelin,  Lonely Planet, Mondadori, Traveller. Abbiamo  notato che molti prezzi proposti dai siti internet sono colazione  esclusa. A proposito di colazione, non abbiamo mai trovato un cappuccino.
Rouen:  Mercure Rouen Centre Cathedrale. In pieno centro, a due passi  dalla cattedrale. Belle stanze, ottima colazione a buffet con  prodotti biologici. Abbiamo pagato extra il parcheggio.
Etretat:  Hotel Ambassadeur. A 10 minuti a  piedi dalla spiaggia, bell’edificio, stanza piccola ma comoda (almeno  per un breve soggiorno). Comodissimo per la possibilità di  parcheggiare l’auto a pochi passi dal centro, così da evitare il  traffico per la ricerca di posto. Discreta la colazione: croissant e  pane non sono a buffet. Ottimo il prezzo: 51€ la doppia. La  reception parla solo francese!
Caen:  Hotel du Havre. Occorrono circa  15 minuti a piedi per il centro città. Nel complesso è un buon  albergo, la colazione non è molto varia, c’è posto auto (gratis) e  il costo è contenuto (62€ la doppia). L’albergo mette anche a  disposizione una card per l’utilizzo del bike sharing.
Le  Mont-Saint-Michel: Hotel Le Mouton Blanc.  Su Booking.com si possono leggere le opinioni più disparate,  compresa una sul sudiciume della colazione. Non avevo molte  alternative (gli altri hotel chiedevano oltre 250€ per una notte,  qui ho pagato 110€) e ho prenotato. La stanza è in un edificio  poco distante dalla reception, è piccola (ma credo che a Saint  Michel sia una cosa normale) ma carina, con affaccio sulla via  principale. La colazione (a buffet, tutto sommato accettabile) è un  po’ disorganizzata e il fatto che sia servita in terrazza (bella  vista sulla baia) comporta la lotta contro gli uccellini che  saltellano tra i tavoli. Le vivande sono coperte, non mi è sembrato  ci fossero problemi di igiene.
Saint  Malò: Kyriad, Saint Malò Plage. Tutti  gli hotel lungo lo Chaussée du Sillon hanno accesso sulla spiaggia.  Questo hotel è molto elegante, bella sala per la colazione con vista  spiaggia, buone stanze spaziose (110€ la doppia). Il problema è  che hanno un parcheggio limitato (e infatti per noi non c’è spazio)  e a St Malò è difficilissimo trovare parcheggio, soprattutto in  orari mattutini. L’indirizzo non si trova facilmente (strana  numerazione ha il Chaussée du Sillon). L’albergo è distante circa  15 minuti a piedi dalle mura alle quali si può arrivare anche  seguendo il passeggio lungo la spiaggia (quindi non la strada  trafficata) oppure passeggiando sulla spiaggia. Ottima colazione.
Olivet (Orleans): Hotel Le Rivage. Ci  ero già stato nel 2004. L’albergo è carino e poi serve la colazione  lungo il fiume Loiret. Ero preparato all’assalto del proprietario che, infatti,  dopo averci chiesto i nomi ci chiede subito se ceniamo al ristorante.  Basta dirgli che si esce in pochi minuti.Stavolta il tempo è buono è così  facciamo colazione sul fiume (la colazione non è a buffet). La  terrazza è lungo un sentiero da poco riqualificato che costeggia il  fiume in una piacevole passeggiata.
Chateau  du Vau.  
Bella  residenza del XVI secolo, con ampio parco e piccola piscina, situata tra Tours e  Villandry. Simpatico proprietario, monsieur Brunò, che parla anche  un po’ di italiano: la sua famiglia è proprietaria del palazzo da cinque generazioni. La colazione non è molto varia ma da quello che  ho visto è tipico delle residenze storiche. Bella la stanza con  vista sul parco (frequentato, tra gli altri, da lepri e cerbiatti).  C’è un amaca, qualche sdraio, le lanternine per la notte e se volete  potete consumare il vostro pasto sui tavoli in giardino. La sera del  12 agosto c’è una spettacolare luna piena che illumina tutto il  parco. Prezzo di una doppia: 130€ a notte.

 Siti  suggeriti
Sito dell’Ente Turismo Normandia
Valle  della Loira
Monumenti  nazionali della Francia
Bretagna  del sud
Le  Mont Saint Michel
Relais  du Silence
Feste  ed eventi
Giverny, Fondation Monet

Bienvenue au Chateau
B&B France

Diario  di viaggio: Normandia e Loira
Racconto, diario, viaggio, Francia, Normandia, Loira, Bretagna
(Per  altre informazioni, rimando al diario 2004)
GALLERIA FOTOGRAFICA FRANCIA 2011

1° giorno, domenica 7 agosto  (tempo variabile,tempesta in serata)
La  partenza è all’alba, l’aereo parte alle 6:45 da Ciampino. L’arrivo a
Bouvais è gelido, circa 15 gradi (almeno 10 in meno a Roma). Si prende l’auto alla Hertz (solita lotta per la solita fila disordinata di italiani) e si perdono 30 minuti per capire come uscire da Bouvais per Rouen.
Rouen
Adriana mi convince a rivedere Rouen. A me non era piaciuta, ma tutte le guide la segnalano come uno dei centri più suggestivi di tutta la Francia. Arrivato in città, ho ricordato il motivo per cui Rouen non mi aveva entusiasmato: ci sono belle strade e bellissime case a graticcio vicino a edifici grigi ed eterni cantieri. Comunque, la mia impressione su Rouen è migliorata e di sicuro la città vale una visita, nonostante oggi sia domenica e quasi tutti i negozi sono chiusi. Tra i punti più caratteristici posso segnalare Rue Eau de Robec (attraversata da un piccolo corso d’acqua e dove tanti ragazzi giocano a bocce – vedi foto), Rue Damiette, Place Barthelemy e Rue Saint Romain animati da tanti ristoranti. Da vedere anche il Aitre Saint Maclou, un tranquillo cortile-ossario medioevale con tanto di carcassa di gatto di benvenuto.
Ovviamente dedicate un po’ di tempo a Place du Vieux Marché (luogo del rogo di Giovanna d’Arco), alla cattedrale Notre Dame e anche alla Abbatiale Saint-Ouen. Quest’ultima è spoglia, ma le pareti interne bianche e le vetrate colorate rendono la luce di una atmosfera eterea imperdibile. Di fianco, un piccolo giardino dove potersi fermare.
Se usate la Lonely Planet, questa vi suggerirà un itinerario pedonale che parte da la Tour Jeanne d’Arc: onestamente la prima parte di questo percorso è priva di punti interessanti e secondo me si può tranquillamente cominciare il giro da Rue de la Republique e l’Hotel de Ville procedendo verso Rue Damiette.
Approfittando di una pausa del maltempo (anzi, esce sole molto caldo), mangiamo un kebab nei giardino dell’Hotel de Ville (alle spalle della Abbatiale Saint-Ouen). Alle ore 15 non troviamo nessuno che cucina e vicino alla chiesa di Saint-Ouen c’è un negozio che fa kebab (discreti, e il gestore è molto simpatico) con patate fritte (dando via alla serie lunghissima di patatine fritte servite come contorno): il sole e il giardino ci fanno apprezzare la scelta.
La sera ceniamo a La Walsheim, tra place Barthelemy e Rue Martainville. Ottima cucina. Intorno alle 20 si scatena una violenta tempesta: fortuna che abbiamo scelto di mangiare all’interno.

2°giorno, lunedì 8 agosto(inizialmente pioggia, poi tempo sereno; vento fortissimo. T=18-19°C)
Partiamo di buon mattino per raggiungere Etretat percorrendo un tratto di strada lungo la Senna (strada D982; piccola sosta a Duclair dove c’è il traghetto che imbarca le auto dirette sulla sponda opposta) e facendo alcune tappe intermedie.
Abbaye Saint Georges
Sita nel villaggio di Saint-Martin-de-Boscherville e indicata come capolavoro dell’architettura normanna (fu fondata nel 1113). L’ingresso è libero, ma dentro non c’è niente da vedere. La visita con audioguida (5,50€) include l’ingresso al bel giardino. Avendo poco tempo, decidiamo di proseguire.
Abbaye de Jumièges
Costruita nel X secolo, l’abbazia di Jumièges, di cui ora restano suggestivi ruderi, è una imperdibile tappa lungo la sponda destra della Senna (soprattutto se il tempo è favorevole). La chiesa venne consacrata nel 1067 in presenza di Guglielmo il Conquistatore. Per Jumièges passa la leggenda degli “snervati”, i figli del re Clodoveo, guerriero in Terra Santa, a cui furono tagliati i tendini della ginocchia come castigo per la loro ribellione. I figli di Clodoveo furono poi messi su una barca e affidati al Signore; la barca attraccò proprio a Jumièges dove “gli snervati” condurranno una vita di penitenza.
Nel 1793 l’abbazia fu utilizzata come cava e in parte distrutta; nel 1852 il proprietario Lepel-Cointet la salvò dalla distruzione.
L’ingresso (3,50 €) include un piccolo volantino e la visita richiedere un’ora circa.
Etretat
Etretat è un piccolissimo villaggio reso celebre dalle sue falesie, formazioni rocciose a picco sul mare immortalate da scrittori (come Guy de Maupassant) e pittori (su tutti, Claude Monet). La visita di Etretat richiederebbe pochi minuti (e onestamente non c’è quasi nulla da vedere) se non fosse appunto per la sua costa. Saltata la sosta balneare a causa del fortissimo vento, camminiamo fin oltre la celebre Falaise d’Aval (foto in alto), quella che Maupassant paragonò a un elefante che immerge la proboscide in acqua (meglio apprezzabile dalla direzione opposta a quella della foto), e alla vicina “Aguille”, l’ago-obelisco che si eleva per 70 m sul livello del mare. A livello del mare, la grotta è accessibile a piedi, ma bisogna accertarsi dei livelli di marea per evitare bruttissime sorprese. Dall’alto della collina si vede anche l’arco di roccia detto La Manneporte (foto) . Non perdetevi i colori del tramonto e della sera: la costa è illuminata e ugualmente affascinante. Nel pomeriggio saliamo (in auto) sulla Falaise d’Amont, dalla quale si ha un ottimo panorama. Sulla collina c’è un parcheggio a pagamento (5€ per 2h) che chiude alle 19 (ho visto gente che non riusciva ad uscire dopo la chiusura…) e qualche posto libero. La piccola chiesa era chiusa, non so se è visitabile.
Per il pranzo, compriamo delle gallette in uno dei tanti negozi-ristoranti (la piazza del mercato ne è piena); a cena mangiamo da “La Belle Epoque –Pastati & Patate” che non ci soddisfa molto anche se servono un buon cidro. A proposito del vecchio mercato: sarà anche bello, ma è piccolissimo e ha poche botteghe (a meno che molte non fossero chiuse).
Fecàmp
Vediamo solo il Palais Bénédictine (da fuori), celebre per essere il luogo di produzione del famoso omonimo digestivo (a me sconosciuto), ma che a me è piaciuto per l’architettura. Il rapido giro a Fecàmp non mostra nient’altro di particolarmente interessante, inclusa la parte pedonale tra la chiesa di Saint-Etienne e Place Charles de Gaulle, probabilmente perché e agosto ed è tutto deserto.

3°giorno, martedì 9 agosto (tempo sereno; T=18-20°C)
Raggiungiamo prima Honfleur attraversando il ponte di Normandia (pedaggio 5,10€ per la nostra Opel Corsa) dopo aver girato 30′ in Le Havre per trovare la strada. Poi Caen.
Honfleur
E’ un piccolo paese a  ridosso del suo porticciolo, “il più dolce dei sogni” di Baudelaire. Aiutati da un cielo finalmente sereno e senza il fastidioso vento del giorno precedente, spendiamo volentieri un paio
d’ore tra le vie attorno al Vieux Basin e a Place Sainte-Catherine dove c’è una chiesa in legno a cui vale la pena dare uno sguardo. Non perdete i viottoli e le case a graticcio intorno a Place Arthur-Boudin, cuore dell’antico centro un tempo fortificato. Tentiamo poi di salire a piedi verso la Chapelle Notre Dame de Grace, 500 metri in pendenza niente male. Abbandoniamo dopo poco, purtroppo sono in programma altre tappe.
Caen
Arrivando intorno alle 14 non abbiamo tempo per visitare il famoso “Memorial”, il museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale, che avrebbe portato via almeno un paio d’ore: come sempre, quando il tempo è poco, diamo la precedenza alla conoscenza della città. Caen appare un po’ diversa dalla città precedenti (in fondo fu quasi del tutto distrutta durante i bombardamenti del giugno 1944): il viale St-Pierre è spazioso e più prossimo a un boulevard metropolitano che a una pittoresca strada normanna. Le due chiese principali, ai lati opposti del centro storico, sono consacrate a due personaggi che qui hanno fatto storia: Guglielmo il conquistatore e Matilde di Fiandra. Matilda è sepolta nella Abbaye-aux-Dames (Eglise de la Trinitè) il cui interno è pressoché vuoto. Senza dubbio molto più interessante è la visita della Abbaye-aux-Hommes (Eglise Saint-Etienne), quella la cui foto è il simbolo di Caen e in cui c’è la tomba di Guglielmo il Conquistatore (o quel poco ne resta: pare una tibia…). La visita è possibile solo con guida, per cui meglio accertarsi degli orari. La nostra visita è alle 16 e in inglese (3€) e ci porta in giro per i vari ambienti prima di lasciarci liberi alle decine di foto dalla Esplanade Louvel. Abbiamo tempo per visitare l’interno delle mura del castello (che chiude in tarda serata poiché ospita un ristorante) e di girare per la città: segnalo Rue Froide (ma non ho trovato gli ingressi ai cortili segnalati dalla Lonely Planet – al n°9, 32 e 44), Rue des Chanoises e soprattutto la zona del vecchio quartiere tra Rue Leroy, Degrès du Sepulcre e Rue du Vaugueux, piccolissimo tratto molto caratteristico e pieno di ristoranti.
Tutto sommato Caen vale una sosta, considerando anche che, essendo città universitaria, d’agosto è molto meno animata che durante l’anno.
Per la cena mangiamo a “Le Bistrot” in  Rue du Vaugueux, l’unico che propone un menù senza crepes, con poche cozze e poca “tripes à la mode”. Si mangia bene, anche se il cidro non è granché. Per la spesa, c’è un supermarket Spar in rue St-Pier.
A Caen c’è un servizio di bike-sharing.

4°giorno, mercoledì 10 agosto (tempo sereno)
Giornata dedicata a piccole tappe lungo la via per Le Mont Saint-Michel.
Bayeaux
Decisione rapida per non vedere il famoso arazzo. Tempi stretti e, soprattutto, c’è uno splendido sole che non invoglia a chiudersi in musei. Per chi va a Bayeaux solo per vedere l’arazzo della Regina Matilde, posso senza dubbio consigliare una sosta al bel centro storico (un paio di ore, soprattutto se c’è il mercato e un po’ di sole), uno dei pochi a non aver subito danni durante la Grande Guerra. Oggi (non so se tutti i giorni) c’è anche il mercato e l’atmosfera è piacevole. Occhio al mulino dietro l’ufficio informazioni turistiche.
Chateau de Balleroy
L’idea era di vedere solo i giardini e l’elegante palazzo da fuori, ma l’ingresso è subito sbarrato dalla biglietteria. Facciamo qualche foto da lontano e riprendiamo il cammino.
La Lucerne D’Outremer – Abbaye Sainte-Trinité de la Lucerne (foto)
Non c’è sulla Lonely Planet, c’è invece sulla guida Michelin della Normandia ed è segnalata dal sito ufficiale della Normandia. L’abbazia è del XII secolo, gli edifici sono in parte di architettura romanica e in parte gotica; essa sorge in una tranquilla area verde a ridosso di un bosco attraversato da un piccolo fiume. Verificate gli orari di apertura (ingresso 5€). Secondo me la deviazione non vale la visita.
Strada panoramica da Granville verso Le Mont-Saint-Michel.
È la cosiddetta Route de le Baie, ma le vedute della baia sono rare (ad es. a Granville o Carolles). La strada permette l’accesso a varie spiagge: approfittando del bel sole sfoggiamo il nostro costume a St. Jean de Thomas dove è possibile fare un po’ di foto con Saint Michel sullo sfondo. Tra i vari accessi alle baie potreste essere fortunati a trovare quello da cartolina (foto a lato): infatti, sotto l’indicazione verde dei 9km da Le Mont Saint Michel c’è una piccola stradina anonima che conduce a un’area da dove si vede il monte con davanti il prato e le pecore a pascolare. Poi l’arrivo a destinazione, con la lunga fila d’auto inclusa.
Le Mont Saint Michel
Ogni descrizione è superflua per questo diamante rovesciato, uno spettacolo che compare come una visione mentre si percorre la costa. La visita della città, che è poi costituita da una via principale e dall’abbazia, richiede in sé poco tempo, ma a seconda delle ore del giorno ha le sue diverse sfaccettature. Senza parlare naturalmenteMont st michel del ritmo delle maree il cui calendario è consultabile al sito ufficiale. Come nel 2004, anche questa volta non vedrò nessuna marea improvvisa (le variazioni più forti – fino a 15 metri – si hanno 36-48 ore dopo la fase di luna piena e nuova) ma pernottare sull’isola dà il suo tocco in più alla visita.
Arriviamo all’imbocco della strada di accesso intorno alle 17.30 e c’è una lunga fila di auto. Pernottare dentro le mura permette di accedere al parcheggio più vicino alla Port de L’Avancée, unico accesso alla città (parcheggio 6€ per un giorno; in realtà nessuno ha mai chiesto una ricevuta che provasse il nostro reale pernottamento dentro le mura). Un po’ di fatica per farci strada con i bagagli tra la folla e poi si fa un breve giro del paese lungo la Gran Rue, ancora affollata, piena di negozi e ristoranti (segnalo che alle 19.30 circa i negozi cominciano a chiudere; i ristoranti non accettano clienti dopo le 21). La novità è che  l’abbazia, la cosiddetta “Marveille” si visita anche di notte e quindi approfittiamo per girare in centro, cenare, vedere il suggestivo tramonto (oggi alle 21.30 in punto) e poi visitarla. La visita notturna (a tratti deludente) Mont st michel,interno abbaziaimpedisce le foto migliori, ma in compenso giriamo in compagnia di illuminazioni, candele, piccoli allestimenti scenici (dei quali non si capisce il senso, anche perché non ci sono spiegazioni di nessun tipo, né delle scenografie né delle sale dell’abbazia) e qualche musica dal vivo (esecuzioni soliste di flauto e violoncello). Dopo di ché si gode un po’ più di pace, così come al mattino presto.
La sera ceniamo a “La Vieille Auberge”, buona cucina (servono anche il pane) e terrazza sulla baia. Tra le specialità di St-Michel c’è la tipica omelette. Abbiamo chiesto a chi l’ha mangiata: pare che sia semplicemente una enorme e soffice frittata, servita con patate fritte. Da bere, per me l’ottima acqua del posto.

5°giorno, giovedì 11 agosto (inizialmente sereno, poi pioggia)
Per essere precisi, questa zona è parte della Bretagna. Arrivare a Saint-Malò dopo le 10.30 vuol dire correre il serio rischio di non trovare parcheggio. E’ quello che ci capita, così che preferiamo ritornare sulla strada per Dinan e poi concludere il giorno a Saint Malò.
Dinan
Dinan, vecchio portoUn incantevole e piccolo centro storico arroccato sopra il fiume Rance e il suo vecchio porto. Se potete, concedetevi almeno un paio d’ore a Dinan. La parte alta della città è piccola e facilmente visitabile. Il belvedere dal Jardin Anglais potrebbe darvi l’idea della bellezza del posto, se non fosse per l’orribile viadotto che ne deturpa la scena. Allora molto meglio scendere al porto per le caratteristiche Rue de Jerzual e Rue du Petit Fort che però sono ripidissime e che quindi richiedono un bello sforzo sulla strada del ritorno. Ammetto che, sia per il poco tempo, sia per la fatica, abbiamo preferito scendere al porto in auto, perdendo quindi il passeggio tra queste strade.
Ci fermiamo a pranzo a la Creperie Le Beffroi (Rue de L’Horologe, 3) che ha tavoli all’aperto e fa la migliore crepe dolce che abbiamo mangiato.
La macchina può essere parcheggiata fuori le mura: con un po’ do fortuna troviamo un parcheggio a pagamento (ma dalle tariffe ridottissime) in un piccolo vicolo lungo le mura e lungo Rue Thiers. Lo svantaggio è che tale parcheggio è dalla parte opposta di Rue du Petit Fort.
Saint-Malò
Secondo tentativo odierno per attraccare a Saint Malò, città dei corsari e forse per questo difficilmente conquistabile anche con l’automobile. Il tempo purtroppo peggiora e giriamo in centro sotto una pioggia fine. Saint-Malò, quasi interamente ricostruita dopo i bombardamenti del 1944, appare imponente mentre ci si avvicina, racchiusa com’è tra i suoi bastioni, ma non ci presenta molto di interessante: ci sono eleganti palazzi, ma nel complesso è un po’ grigia e monotona. Riusciamo a vedere velocemente la bella cattedrale inSt Malò orario di chiusura e facciamo un piccolo giro anche sopra le mura, ma le foto migliori le facciamo tra Place du Quebec e Porte des Champs Vauverts (foto). Purtroppo il tempo non ci permette di godere delle ampie spiagge (sembra che ci si possa allontanare per decine di metri dalla riva). Fortuna che però in serata il mare agitato si calma così come la pioggia e ritorniamo in albergo con una piacevolissima passeggiata sulla spiaggia. Anche a St-Malò il fenomeno delle maree è ben visibile (ovviamente, non in questi giorni).
Ceniamo a “Le Majestic”, vicino Port St Vincent. Ha prezzi un po’ più bassi dei vicini, ma le porzioni sono piccole, eccetto quelle a due o tre piani a base di pesce. Se potete, date uno sguardo al pittoresco cafè storico e patrimonio d’Europa in Rue Sainte Barbe.
Di sera, qui e là, notiamo qualche ubriaco.

6°giorno, venerdì 12 agosto (sereno)
Si parte per la valle della Loira, con destinazione finale l’alloggio alla Chateau du Vau (per due notti) e lo spettacolo serale di Azay-Le-Rideau. Lungo la strada passiamo per Saumur il cui castello, in cima alla collina, si vede da lontano. Per ragioni di tempo non avremmo potuto visitare accuratamente molti castelli, così abbiamo deciso di vederne alcuni solo da fuori. Prima di chiudere la giornata, non resisto a trattenermi su una sdraio della Chateau du Vau nella luce di una straordinaria luna piena e nel silenzio del parco del castello.
Chateau de Serrant (St-Georges-sur-Loire)
Serrant, chateauIl palazzo è segnalato con 3 stelle dalla guida Michelin, secondo me con moltà generosità. L’edificio, iniziato nel 1546, è molto bello, sobrio ed elegante. Purtroppo si visita solo con guida: noi arriviamo alle 13 a dobbiamo aspettare fino alle 14.15 per la visita in francese. Mentre la guida noiosissima (peggio di un messaggio registrato) si dilunga su dettagli a nostro avviso non molto rilevanti, noi seguiamo le spiegazioni su un sintetico opuscolo in italiano. Aggiungete un bimbo che piange e urla per le 2-ore-2 della visita, due saccenti ragazzine, l’aprire e chiudere le porte per far entrare e uscire il primo e l’ultimo della fila, alla fine non vediamo l’ora di scappare. Peccato, perché con una visita individuale si poteva dedicare il tempo giusto alla visita (belle alcune sale e i mobili, tra cui la biblioteca) e uscirne soddisfatti. Non so dire se le visite in inglese sono più rapide; se così non fosse, mi sentirei di dire che due ore di visita sono davvero troppe. Almeno facciamo il pranzo nel tranquillo parco del castello (a cui si accede con il biglietto di ingresso).
Chateau di Ussè
Ussè, chateauLa vediamo solo di passaggio evitando la visita alle stanze poiché i miei ricordi non sono entusiasmanti (vedi diario 2004). Comunque l’ora è tarda (ultime visite alle 18) e così facciamo alcune foto all’elegante palazzo dalle pareti bianche e dalla miriade di tetti, pinnacoli, lucernari, caminetti che, secondo la tradizione, ispirò Perrault per l’ambientazione della Bella Addormentata nel Bosco.
Chateau di Azay-Le-Rideau: Le Miroir Enchanté
Da quello che ricordo, il castello di Azay-Le-Rideau avrebbe meritato la visita all’interno. Parzialmente costruito sul fiume Indre, l’elegante edificio squadrato, di forma gotica, rivela nella disposizione della facciate già un gusto moderno. Almeno per la giornata odierna, tempo per visitare le stanze non ce n’è e poi abbiamo deciso di seguire lo spettacolo notturno Le Miroir Enchanté, che sostituisce il precedente Azay le RideauSon et Lumiere. La scenografia del castello si adatta a qualsiasi rappresentazione, sia essa l’evocativa Son et Lumiere o la spettacolare Le Miroir Enchanté, una sorta di spettacolo circense tra suoni, giocolieri e qualche gag che coinvolge il pubblico. Il copione, della durata di circa due ore (a tratti lento, a tratti divertente, a tratti poetico), cerca di affrontare il tema del tempo e della modernità. Anche se gli attori recitano in francese, nel complesso lo spettacolo + giardini del castello vale una visita, pur perdendo l’aura spirituale del precedente. Nei dintorni, il villaggio di Azay-Le-Ridau è carino e piccolissimo; purtroppo i ristoranti non servono cibo dopo le 20.30. L’unico che cucina dopo le 21 (quando ceniamo in attesa dello spettacolo delle 22.45) è “Le Chalet” (Rue Balzac) che ci delizia con un anziano ubriaco che cade un paio di volte dalla sua sedia. Anche qui, osserviamo qui e là qualche persona alticcia.

7°giorno, sabato 13 agosto (variabile, con pioggia a tratti)
Chateau et Jardins de Villandry
Non credevo che un giardino potesse entusiasmarmi a tal punto da perdere un’ora a fare foto. Il giardino del castello di Villandry, o meglio, i giardini sono l’esempio francese più compiuto di struttura rinascimentale sotto l’influenza dei giardinieri italiani. Essi sono Villandrycomposti da tre terrazze sovrapposte: un giardino d’acqua, un giardino ornamentale (che rappresenta le allegorie dell’amore) e il giardino orto-decorativo. Le migliori viste si hanno dalla terrazza dietro il castello oppure dalla cima del mastio. Anche il castello non è male e da alcune sale si può apprezzare la vista di cui godevano i proprietari. Dell’originale fortezza resta solo il mastio, un torrione quadrato inglobato nell’attuale edificio costruito nel XVI secolo da Jean le Breton. La visita può essere fatta con audioguida oppure con un più pratico e veloce volantino che vi viene consegnato alla biglietteria. Ingresso chateau+giardini = 9,50€.
Chateau de Chenonceau
ChenonceauSecondo me è una delle tappe da non perdere, come prova la ressa di turisti (moltissimi italiani) tra le stanze. Il castello è elegante e romantico, adagiato sul fiume Cher e posto alla fine di un bel viale di platani. E pensare che almeno in un paio di occasioni rischiò la distruzione: una durante la Rivoluzione Francese, l’altra durante la seconda guerra mondiale, data la posizione di collegamento tra le due
sponde del fiume. I suoi interni sono ben ammobiliati e alla fine della grande galleria, quella che passa sul fiume, si può accedere all’altra sponda dello Cher. Purtroppo il castello è preso d’assalto dai turisti e la visita è tutt’altro che rilassante e poco si apprezza l’atmosfera del luogo. Belle vedute del castello si godono facendo un giro sulle barchette a remi noleggiabili vicino l’ingresso del palazzo (6€ per 30 minuti), anche se le piante sotto la superficie del fiume rendono spesso difficile remare. Ai lati del viale d’ingresso al parco c’è un labirinto (lato sinistro), la ricostruzione di una fattoria e un bell’orto (sul lato destro). Tutta la visita ci impegna per circa 3h30′. All’ingresso (biglietto: 10,50€) sarete forniti di un bell’opuscolo che vi guiderà nella visita. Per il pranzo, c’è una piccola area pic nic lungo un piccolo corso d’acqua (molto grigio, a dire la verità…) dove mangiamo una baguette.
Chenonceau offre anche spettacoli notturni di suoni e luci.
Tours
ToursSarà anche il capoluogo della Turenna, ma Tours mi ha molto deluso. In città c’è pochissimo da vedere, eccetto la bella cattedrale di St-Gatien e le sue magnifiche vetrate, e la città vecchia a ridosso di Place Plumereau e Rue du Gand Marchè che però non ha altro che una marea di ristoranti. Il nostro giro serale si conclude con la cena alla Taverne de l’Homme Tranquille, senza infamia né lode, dove una delle ragazze che serve ai tavoli si produce per noi non-francese-parlanti nella imitazione de “le volaille”.

8°giorno, domenica 14 agosto (pioggia, poi sereno)
Amboise
La visita al castello non era in programma, facciamo solo un giro in centro che però ci è rovinato dalla pioggia. Il centro di Amboise è piccolo e accogliente ed è meta di numerosi turisti. Oltre al castello (nella cappella St-Hubert si dice si trovino i resti di Leonardo da Vinci), la città offre la famosa Le Clos Lucè, la dimora di Leonardo da Vinci negli ultimi anni della sua vita (dal 1516 al 1519).  L’arrivo in città intorno le 11 è segnato da molto traffico e dalla difficoltà a trovare parcheggio.
Chateau de Chambord
Chambord Altro capolavoro della Loira, questo castello è il più grande della regione e forse il più sontuoso. L’antico edificio ivi esistente fu demolito nel 1518 quando si cominciò a costruire il nuovo castello sotto le indicazioni di Francesco I. Tra i vari progetti pare abbia collaborato anche Leonardo da Vinci e la costruzione fu così costosa che il re saccheggiò i tesori delle chiese e fuse l’argenteria dei sudditi. Per il resto, la grandiosità è evidente da ogni angolo dell’edificio. Noi non vediamo l’interno (eppure restiamo qui per 3 ore, pranzo incluso) piuttosto, su idea di Adriana che  mi lascia sorpreso, noleggiamo due bici per un piccolo giro nei dintorni. Il noleggio costa 6€ per un’ora (più 1€ da pezzenti per un cestino dove metterci lo zaino), sufficiente per un giro intorno al canale d’acqua (il parco è immenso, ha un perimentro di 32 km ed è grande quanto Parigi). Pranziamo nel piccolo villaggio allestito vicino alle casse, dove c’è anche un mercato. Anche questo castello è affollatissimo. Chambord offre anche spettacoli notturni di suoni e luci.
Orleans
Arriviamo a Orleans in serata e la troviamo deserta. L’impatto non è quindi dei migliori, ma almeno il cielo è sereno. La cattedrale è chiusa quindi facciamo solo un giro in centro che, attualmente e almeno per la zona intorno alla cattedrale, è interessato dai cantieri per la realizzazione di una linea tranviaria. La piazza simbolo, Place du Martroi, è deserta e quasi buia. Il viale Jeanne d’Arc è invece elegantissimo, sembra appena tirato a lucido e si ha l’idea di camminare in una reggia. La zona antica della città è caratteristica perché dominata dal bianco, sia della pavimentazione sia dei palazzi: è la zona intorno Rue Dolet, place Republique, Rue Royale e Rue de Bourgogne. Ci sono alcuni ristoranti carini e l’impressione che ho è che con un po’ più di gente sarebbe davvero niente male. Consumiamo una ottima cena da “Les Pissenlits Par la racine” (3, Citè Phalsbourg): la mia Magret de Canard Entier trabocca dal piatto.

9°giorno, lunedì 15 agosto (sereno, T=23-25°C)
L’appuntamento finale è l’aereo da Beauvais alle 21.15. L’unica tappa di oggi sarà Giverny. La splendida giornata di sole rende più difficile salutare la Francia.
Giverny
Giverny, fondation MonetIl nome di Giverny è associato a Claude Monet che dal 1883 al 1926 visse nella famosa casa-giardino oggi ristrutturata e visitabile tra orde di turisti. Alle ore 14 la fila dura 30 minuti (date uno sguardo al sito, i biglietti possono essere comprati anche lì; il costo è 8€), molto meglio di quanto pareva dalla lunghezza. L’interno della Fondation Claude Monet è molto interessante anche se intelligentemente organizzato per avere il suo effetto sui turisti. Nello studio della casa sono raccolte le riproduzioni di alcuni lavori del pittore. C’è poi il pezzo forte, ovvero il Jardin d’Eau, quello delle ninfee e del ponte giapponese di tanti famosi quadri. Sembra essere appunto in un quadro, come fa osservare Adriana; peccato solo per le centinaia di visitatori che passeggiano tra gli spazi stretti anche se, ammetto, c’è un silenzio soddisfacente. Inutile dire che alla fine conteremo una cinquantina di scatti identici sul laghetto di ninfee (la flora varia a seconda delle stagioni). Dopo un pranzo nel giardino de La Gentilhommiere (41, Chemin du Roy), posto carino, gestori simpatici , cucina niente di eccezionale e prezzi medio-alti come tutti in zona, ci tocca l’inevitabile ritorno in auto in direzione Beauvais.

13 risposte a “Diario di viaggio. Francia: Normandia e Loira

  1. Decisamente un bel giro! Breve , ma intenso..;) Peccato per il tempo un pò incerto, ma la è quasi una costante.
    ciao! 🙂

  2. buongiorno, ottima idea per il prossimo viaggio! I castelli ed i parchi fioriti sono magnifici. La foto del laghetto di Giverny è identica ad un quadro di Monet. Ma quando l’hai scattata avevi il quadro li vicino?? 🙂
    ciao
    Carty

  3. ho visto, ho visto, alcune mi piacciono in modo particolare, i castelli, le fioriture e le scogliere, diciamo che attraverso il tuo post ho fatto quasi un viaggio 🙂
    ciao
    Carty

  4. Pingback: Parigi: San Silvestro 2011 | Domenico·

  5. Bellissimo viaggio! Anch’io ho visitato molti dei posti da te citati e mi hanno dato un’emozione intensa. Se vuoi rivivere il tuo viaggio attraverso le mie esperienze clicca su Viaggiando con Bea.
    Ciaoo Bea

  6. Domenico è un itinerario splendido. Non capisco ma fai la guida turistica? È veramente perfetto. Molti dei posti da te indicati li ho visti e sono favolosi. Bellissime le foto pubblicate e che dire di Etretat. Ancora oggi a distanza di almeno sette anni ricordo la passeggiata energizzante sulle falesie. Bravo. Ciaoo

  7. Grazie Bea, detto da te è un bel complimento 🙂 No, magari facessi la guida. Ho messo insieme l’esperienza del precedente viaggio in francia e qualche consiglio di guide e amici.

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