24 ore a Torino

Vedi anche “Torino: ancora 48 ore” e la galleria fotografica

Avendo visto  Torino molto velocemente, non posso che scriverne un diario molto breve. Ero già stato a Torino nel gennaio 2002, quando i colloqui di lavoro ti portano quasi immancabilmente nella città della Fiat.
Quasi nove anni dopo, le sensazioni sono state più o meno le stesse e, oggi come allora, definirei Torino come  austera, silenziosa e accogliente.
Lungo i portici di via Roma, tra la stazione Porta Nuova e piazza Castello, si sente appena qualche voce lontana anche il sabato sera (forse perchè c’era la Juventus in tv, chissà…). Va un po’ meglio in via Po, che si apre nella bellissima scena di piazza Vittorio Veneto e il fiume.
L’ordinata geometria della piazza rimessa a nuovo dopo le Olimpiadi del 2006 potrebbe etichettarsi come “nordica”. E perciò austera, ma non per questo fredda.
Il sole invernale accende i colori bruni degli alberi del parco del Valentino e Torino appare come un enorme villaggetto tra le montagne.
Le montagne si vedono dietro i palazzi o dalla Mole Antonelliana; sono innevate e infatti domenica mattina a Torino nevica. Una nevicata leggera e continua che ci mostra la città in modo del tutto diverso dal giorno precedente. Ugualmente accogliente, ugualmente silenziosa e ordinata.
La gente è sempre molto cordiale. Si dice che i torinesi sono falsi e cortesi. Ma innanzitutto sono cortesi, molto cortesi, sull’autobus così come nei negozi e nei ristoranti.
Con poco più di 24 ore di tempo, scegliamo un giro veloce che ci porti in giro per la città, sfruttando anche l’ottima giornata di sabato mattina.
Tappe d’obbligo sono San carlo e i suoi caffè storici,  piazza Castello (purtoppo la facciata di palazzo Madama è in ristrutturazione), il duomo di San Giovanni Battista (un po’ deludente l’interno: la sacra sindone è riposta in una teca  e purtoppo l’incendio del 1997 ha cancellato la sua cappella,  capolavoro barocco di Guarino Guarini  che si nascondeva dietro l’altare), la mole Antonelliana e il parco del Valentino (piacevole passeggiata lungo il Po fino al “museo” del borgo medioevale, ricostruzione di edifici del XV secolo con tanto di castello e botteghe).
Riguardo la mole (la foto sotto è scattata da viale 1°maggio), l’ascensore di vetro ci porta su di circa 88 metri in 57 secondi, sospesa all’interno della cupola dove, più che l’altezza, è la larghezza della cupola a fare effetto sul mio equilibrio. Ovviamente dall’alto si gode di una ottima vista inclusa quella su piazza Vittorio Veneto. All’interno della mole c’è il museo del cinema che, onestamente, oltre qualche vecchio attrezzo del mestiere offre solo numerose locandine, qualche raro cimelio (cappello e sciarpa di Fellini, un body di Marilyn Monroe) e qualche saletta a tema molto divertente al pian terreno, vicino alle poltrone che permettono una veduta da giramento di testa dell’ascensore che si muove nel vuoto. 
Passando lungo i ruderi di via XX settembre facciamo un salto al mercato di Piazza della Repubblica, anche questo ordinato e pulito, ottima frutta a ottimi prezzi. Vale un veloce giro anche la cit Turin, una delle zone liberty di Torino (tra piazza Bernini e p.za Statuto, in particolate su via Piffetti, via Cibrario via Baumont).
Vediamo anche il santuario della Consolata e, nella piazzetta omonima, ci fermiamo al caffè storico “Bicerin”, dove si può provare la rinomata bevanda locale (il bicerin appunto) a base di caffè, cioccolato e crema di latte (a me non è piaciuto tanto).
Avendo scartato il  museo egizio per il poco tempo a disposizione, riusciamo a vedere palazzo Madama il cui museo raccoglie alcune opere  da vari palazzi e chiese piemontesi (non una collezione particolarmente ricca).
Poi tra neve e un po’ di freddo, i chilometri percorsi e il treno da prendere, si passeggia tranquillamente per le vie più note. Ci sarebbe stato molto altro da vedere ma per un assaggio va più che bene.

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3 risposte a “24 ore a Torino

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