Bologna e Ferrara (29 ottobre – 2 novembre 2010)

Bologna è forse, negli itinerari turistici, un po’ in secondo piano rispetto alle più note Firenze e Venezia che, soprattutto la prima, non sono per niente lontane dal capoluogo emiliano. Sarà per questo che quando due persone ci chiedono il motivo della nostra visita in città, restano quasi stupite che due meridionali (ma in borghese) abbiano scelto di visitare le loro città. È vero, non ci sono imperdibili opere monumentali o artistiche, ma il complesso urbano e i suoi colori danno di per sé un accoglienza molto calda grazie alle quale ci si sente subito a proprio agio.
Per non parlare della gente sempre molto loquace. La prima bolognese a cui chiediamo informazioni per trovare il bus 36, dopo aver girato tutta piazza XX settembre, è una signora dal forte accento che mi ricorda Capannelle dei Soliti Ignoti. Non c’è pericolo di perdersi a Bologna: da una parte la gente sempre disponibile, dall’altra la torre degli Asinelli che, con i suoi 97 metri, è ben visibile da tutte le parti della città.

Una leggera pioggia ci ha accompagnato per un paio di giorni, nulla in confronto a ciò che è accaduto nel resto d’Italia; con circa 60 km di portici si cammina all’asciutto quasi ovunque.

Un po’ in anticipo alla sua festa, a Bologna c’è anche una strega che mi ha fatto dono di uno dei suoi noti colpi e così la mia vacanza comincia trascinandomi verso la prima farmacia a cercare un antidolorifico. Devo scoprire chi ha la mia bambola vodoo.  

Gli epiteti storici della città rappresentano benissimo la storia e il presente di Bologna. Bologna la “dotta”,  Bologna la “grassa”, come ricordava anche Totò dalla cima della torre degli Asinelli nel suo film sul giro d’Italia.  Bologna è sede dell’università più antica del mondo (datata 1088) e la sua ricca tradizione gastronomica è rinomatissima.

Riguardo le torri, le più famose (Asinelli e Garisenda) sono un po’ inclinate. La torre Garisenda, citata nella Divina Commedia (Inferno, canto XXXI), pende di più, circa 3,23 metri per colpa del terreno cedevole e fu abbassata nel 1350 di 12 metri per timore di un crollo (è alta 48 metri contro i 60 iniziali). Si sale solo sulla torre degli Asinelli, scalando 498 gradini ma ovviamente, sarebbe stato il colpo di grazia per la mia schiena.

via castiglione

 

Il centro di Bologna è piccolo, si gira facilmente a piedi e quindi è inutile segnalare qualcosa in particolare. Ci sono poi autobus che corrono tra le 5.30 e l’1 di notte, con orari esposti a tutte le fermate.

Il meglio della città è a ridosso di Piazza Maggiore e piazza del Nettuno. Purtroppo i palazzi che vi si affacciano (Podestà, re Enzo) sono visitabili solo in caso di eventi.

Un giro segnalato da una guida è il seguente: piazza del Nettuno, via d’Azeglio, poi sulla sinistra attraverso Corte Galluzzi che dà su piazza Galvani. A sinistra si va su via dell’Archiginnasio (mentre sulla destra si va verso San Domenico). Si può proseguire per la galleria Cavour fino a via dei Musei, via Clavature, Mercato di Mezzo, via Drapperie, Pescherie Vecchie, via Orefici.

In questo giro (che concludete in meno di due ore, shopping incluso) si passa attraverso strade caratteristiche e molto frequentate, tutte a ridosso l’una dell’altra. Si può visitare l’Archiginnasio, vecchia sede dell’università: oggi ospita la biblioteca comunale e il teatro anatomico, struttura lignea con il tavolo in marmo dove una volta si eseguivano le autopsie universitarie.

Altre vie che ci sono piaciute sono via Santo Stefano (che costeggia anche l’omonima basilica in angolo molto suggestivo e che porta nei pressi della casa di Carducci), via Castiglione (uno dei migliori esempi di portici), via Fondazza (che unisce via S. Stefano a strada Maggiore), strada maggiore (collegata a via Santo Stefano da Corte Isolani, un passaggio con alcuni negozi e una storica enoteca), strada San Vitale.

Molto caotica invece è via dell’Indipendenza, forse per i suoi numerosi negozi: è la strada che collega piazza del Nettuno con piazza XX settembre, ovvero la stazione FS, tragitto che si può coprire in circa 30 minuti a piedi.

santo stefano

Tra le chiese migliori, io metto al top Santo Stefano e San Domenico. La prima perché è quasi un oasi ferma nel primo millennio, un insieme di quattro chiese quasi l’una nell’altra e il silenzio di un paio di chiostri interni. La seconda per la presenza dell’arca di San Domenico, composizione scultorea nata dal lavoro di artisti di epoche diverse, l’imponente coro ligneo e il tranquillo chiostro dei Morti la cui porta non è ben in vista (è alla destra del dipinto del Guercino).

Meno appariscenti ho trovato la basilica di San Pietro, San Petronio (complice anche la facciata in ristrutturazione) e Santa Maria della Vita che però ospita il Compianto su Cristo morto, sette figure dalle fattezze strazianti in terracotta a grandezza naturale del 1463.

Tra le altre visite, siamo entrati al museo civico medioevale (ingresso libero, come in tutti i musei civici) e al palazzo Pepoli Campogrande (via Castiglione 7). Niente di particolare il primo, mentre il secondo (ingresso libero anche lì) ha sei sale con bellissimi affreschi.

Proviamo anche a vedere i poco famosi canali d’acqua. Bologna era nel XIII secolo il maggior centro tessile d’Italia grazie al suo complesso sistema di approvvigionamento idrico che riforniva la città attraverso una fitta rete di canali tra le più avanzate d’Europa. Ad esempio, il Canale di Reno portava in città l’acqua del fiume. Di questi canali resta oggi traccia nella toponomastica (via del Porto, via delle Moline) e qualche scorcio come la finestrella di via Piella che affaccia sul canale delle Moline. Noi troviamo tutto asciutto e quindi evitiamo di girare ulteriormente.

Tra i posti meno culturali e più mondani, una rinomata tappa bolognese è il Roxy Bar, proprio quello della famosa canzone di Vasco Rossi che ne è sponsor assoluto con i suoi cimeli non in vendita.

Ferrara

Lunedì si fa una breve visita a Ferrara e qui siamo proprio in Padania. Ferrara infatti è una tra le poche città italiane non di origine romana. Il suo fascino è nella sua struttura urbana che, nonostante il passare degli anni, ha saputo conservarsi senza perdere la sua omogeneità.  La pianta di Ferrara è retta da una geometria sorprendente. Per non plagiare la guida del Touring, ricorderò qui solo che gli assi che collegano le quattro porte hanno uguale lunghezza (2000m).

E’ molto piacevole passeggiare in centro. In particolare segnalo le piazze a cavallo tra cattedrale e palazzo comunale, piazza Trento e Trieste, l’itinerario di via delle Volte, Capo delle Volte (da cui partono caratteristiche vie trasversali quali via san Romano e le sue parallele), e via Borgo Leoni.

Deludente assolutamente l’interno del castello estense: una serie di stanze spoglie riempite solo da pannelli che raccontano la storia della città.

Per il resto, la fine pioggia e il poco tempo non ci ha fatto spingere ai bordi del centro. Ma il caso ha comunque voluto che trovassimo la più antica osteria d’Europa. “Il Brindisi” ha menzione già nel 1435; nel 1973, nel 150esimo anniversario della morte di Niccolò Copernico, per visitare i locali abitati dall’illustre scienziato il papa Wojtyla passò attraverso l’osteria. Vale la pena fermarsi, perché si mangia bene (noi prendiamo piadina, salumi, squaquerone e lambrusco), non si paga molto e nell’ambiente molto caldo potete osservare bottiglie di vino storiche anche del 1800.

Dove abbiamo mangiato

Enoteca “Al Brindisi”, Ferrara, Via Adelardi 11. Lo consiglio assolutamente. Per il pranzo meglio  essere lì entro le 12.30.

Clive T, Via Clavature 17/, Bologna, 051.264353. Una cena mediamente si aggira intorno ai 30€ e la cucina è buona.

Roxy Bar, Via Rizzoli 9, Bologna 051.2337464. E’ un piccolissimo bar con uno spazio nella galleria adiacente. Cimeli ovunque sul Blasco. Si mangia discretamente e il personale è molto accogliente.

Caffè Zamboni, via Zamboni 6/B, Bologna, 051/273102. Ottimo aperitivo buffet a 7€, con schermi per le partite di turno.

Trattoria Leonida, vicolo Alemagna, 2 Bologna – 051,239742 (vicino S.Stefano, tra Via S. Stefano e Strada Maggiore).Si mangia molto molto bene, ma i prezzi sono medio alti. Una cena si aggira intorno ai 35 euro. Il boss cerca di essere simpatico, ma non lo è tanto.

Eataly Bologna (Libreria Coop Ambasciatori), via degli Orefici, Bologna. Ex cinema, ora libreria della Coop con due sale ristoro tra libri e scaffali. Si mangia discretamente a prezzi medi (un pranzo circa 25 euro)

Annunci

2 risposte a “Bologna e Ferrara (29 ottobre – 2 novembre 2010)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...