L’ultimo vero Genesis: Mr. Steve Hackett

Adesso li ho visti tutti. Da soli o in gruppo, ho visto tutti i Genesis. Per ultimo, ecco Stephen Richard Hackett. E il cerchio si chiude.
Steve mi era sempre parso il più schivo, il meno appariscente. Chissà se lo avevo mai sentito parlare, figurarsi cantare. Con quella barba e gli occhialoni, Steve sembrava ai tempi dei Genesis più vecchio di adesso. La mia sorpresa è stata ascoltare musica che ricorda ancora i tempi del suo vecchio gruppo, quel gruppo che Steve mi dà tutta l’impressione (se non la certezza) di amare ancora e di sentirne la mancanza, ma che non nomina mai. Quel gruppo che poteva dargli un altro po’ di spazio prima di lasciarlo andare via.
Il brano di apertura, Every day, mi fa pensare che i Genesis con lui avrebbero potuto fare ottimo "pop-progressivo", evitando di cadere nelle comodità commerciali di molti pezzi degli anni 80.
Mi è piaciuto Steve per la sua musica, un misto di rock, progressive, psichedelica, jazz e blues. Mi è piaciuto per il modo amichevole con cui dialoga con i suoi fans.  Mi è piaciuto anche vedere due donne sul palco. No, no…aspetta…E’ una sola! L’altra/altro è Nick Beggs al basso, gonna, stivaloni e treccione!
Bravi tutti: il batterista Gary O’Toole che si concede qualche minuto di furibondo assolo nell’ultimo bis, Roger King che si cimenta anche nell’assolo di Firth of Fifht e Rob Townsend a flauto e sax; un po’ più in ombra Amanda Lehmann come seconda chitarra e voce.
E’ stato il mio primo concerto che ho visto senza conoscere nulla sull’argomento (intendo Hackett solista). Eppure sono stato due ore attentamente in ascolto. Anche perchè, sapientemente, Hackett piazza qui e lì qualche pezzo dei Genesis. Una sorpresa è Carpet Crawler, poi ci sono anche Los Endos, Firth of Fifht e Fly on The Windshield.
Ma soprattutto, vorrei ricordare questo pezzo. Quando alle 23.40 spunta la luna appena calante da dietro al palco, Steve comincia il suo arpeggio di Blood on The Rooftops. E’ così che ricorderò la magia e il piacere di avere visto Steve Hackett. (Domenico, 29 luglio 2010)

   

 
 Steve Hackett – Blood on The Rooftops. Roma
Villa Ada, 28 luglio 2010
 
Around The World In 80 Trains. The Electric Band Returns. Setlist: Every Day, Fire on the Moon, Emerald and Ash, Carpet Crawlers, Ace of Wands, The Steppes, Slogans, Serpentine Song, Mechanical Bride, Spectral Mornings, Walking Away from Rainbows, Horizons, Blood on the Rooftops, Fly on a Windshield, Sleepers, Nick Solo, Still Waters, Los Endos. Encores: Firth of Fifth, Clocks – The Angel of Mons
 
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