Rock Revolution: niente di nuovo

Parole chiave: Commento recensione Rock Revolution Roma
La prima nazionale dello spettacolo Rock Revolution era a Roma ieri, 26 gennaio. Io mi vedo la seconda serata, un po’ incuriosito da questo "spettacolo e memoria" dedicato alla storia del rock. Non credo che la scaletta copra esattamente cinquant’anni di musica, come dice il sottotitolo dello spettacolo, comunque ce ne è abbastanza. Nonostante ciò alla fine c’è un po’ di delusione: la domanda che dovevo farmi era cosa mi sarei aspettato.
Posso confermare che gli otto musicisti sono molto bravi e suonano e cantano per circa 80 minuti tutti di un fiato, senza una pausa, nessuan interruzione, nessuno stacco, energici come i musicisti che celebrano, evitando (quasi sempre) scimmiottamenti. In pratica un megamedley di quasi un’ora e mezza durante il quale mi rendo conto che le poltrone di un teatro non sono il posto migliore per seguire il ritmo.
Alla fine della performance l’ottimo batterista Pierpaolo Ferroni risulta particolarmente provato, anche per lui nessuna pausa e qualche minuto di raptus su Comunication Brakdown dei Led Zeppelin . Bella la voce di Alessandra Ferrari così come la sua presenza sul palco (gambe incluse), piccola ma grintosa; il confronto con Aretha Franlin, però, non regge.
Non so il criterio con cui sono stati scelti i pezzi per testimoniare la rivoluzione del o nel rock. Da un lato mi trovo Elvis Presley, Chuck Berry, Led Zeppelin, Beatles, Rolling Stones, dall’altro Knack, Aretha Franklin e James Brown. E infine manca qualche tributo: Pink Floyd, David Bowie, Deep Purple, Police per non parlare di tutta la truppa dell’hard rock, dell’heavy metal e del progressive.
Se ai Beatles e ai Rolling Stones sono dedicati poco più di tre minuti in tutto, ci si dilunga un po’ troppo su Frank Zappa e i Clash.
Le proiezioni sulle pareti dalla sala Sinopoli sono coloratissime, qualche volta roprendono segni e grafiche dei tempi, qualche volta potrebbero contenere qualcosa in più.
Insomma, un concerto pieno di energia, di ottimi pezzi e di ottimi musicisti, ma l’impressione è che non si assita a  molto di più di un concerto di cover. Con la differenza che non si è a un pub, ma in un teatro.
(Domenico, 28 gennaio 2010)
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2 risposte a “Rock Revolution: niente di nuovo

  1. concordo! e complimenti per la sintesi, potresti avere un futuro come recensore, altro che ispettore ambientale!!;))

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