A taste of England

Pensieri di viaggio: Londra
 

Londra grigia, snob, fredda. A Londra i luoghi comuni oggigiorno sono presto confutati. A cominciare dalla gente sempre molto disponibile a darti una informazione, per continuare con la comprensione della lingua, per finire al tempo, che ci accoglie grigio e piovoso, ma poi ci regala tre giorni di sole primaverile durante i quali i parchi cittadini ci hanno offerto un aspetto della città accogliente e familiare. Sarà la globalizzazione: forse di londinesi nativi a Londra ce ne sono pochi, ma non credo così pochi da lasciare tutta la gentilezza e accoglienza ai nuovi inglesi.

 

Parliament Square_2L’impatto con Londra è comunque quello che ci aspettiamo, grigio e piovigginoso, tanto che i primi due giorni ci abituiamo a vederla con i colori un po’ sbiaditi. Chissà come sarebbero apparsi il palazzo del Parlamento e la Clock Tower se il cielo ci avesse regalato un pomeriggio soleggiato o un ardente tramonto. Un’idea ce la siamo fatti passeggiando per i verdi parchi cittadini, eleganti e tranquilli: per noi è strano osservare gli scoiattoli nutriti dalla gente. In questi parchi non si sentono i rumori del caos cittadino e la città appare così lontana pur essendo dietro l’angolo.

Ad essere sinceri talvolta è più il vociare della gente che si sente, piuttostopiccadilly che il traffico d’auto. A Piccadilly Circus invece si vede e sente di tutto.

Circus, appunto. Folle di persone si fermano a guardare cosa non si capisce: forse le abbaglianti insegne pubblicitarie, forse la statua del presunto eros, forse il circo di auto che entra ed esce da tutte le parti. E lì ci fermiamo anche noi a guardare le stesse cose. E’ questo il fascino di Piccadilly Circus, fascino delle luci e dei palazzi eleganti, dei negozi e dei vicini locali della vita notturna. All’inizio mi sento a disagio (può essere Londra famosa per questo?), in fondo è una piazza che sorge intorno a una rotatoria: vedo solo automobili e tanta tanta gente. Ma poi mi ritrovo nella fotocamera una ventina di scatti: il fascino di Londra comincia a farsi strada in modo subdolo.

Non molto diversa è l’impressione che ho di Trafalgar Square. La prima cosa che si nota avvicinandosi alla piazza è la colonna dell’ammiraglio Nelson; poi tocca ai cartelli di divieto di nutrire i piccioni. Non riesco a immaginarla invasa dagli escrementi dei topi volanti.

Non c’è un punto di riferimento in questa larga area nella quale si perdono sia la National Gallery sia St. Martin-in-the-Fields. Eppure l’ho vista nei quadretti dipinta a olio, con il big ben sullo sfondo: anche Trafalgar ha la sua poesia.

 

Non c’è una cosa in particolare che a Londra spicca sulle altre. Forse il Tower Bridge, la Tower Hill e Westminster sono i siti più suggestivi. Sarà che il fascino della città è nella sua anima medievale e nella storia di potere, intrighi, violenza. Tutto è racchiuso nella Torre e nei suoi 900 anni di attività nei quali vide torture ed esecuzioni per gli osteggiatori della monarchia.

Tower of london e Tower bridgeAlcune di queste furono davvero insolite, come quella di James Scott, Primo Duca di Monmouth.

Scopriamo la sua storia dal racconto di uno dei Yeoman Warders, i guardiani della corona. James Scott, dopo un fallito tentativo di proclamarsi re, fu incarcerato nella Tower Hill e quindi giustiziato il 15 luglio 1685. Si dice che ci vollero otto colpi di ascia per decapitarlo; qualche fonte ne indica cinque, altre sette. Ma ciò non bastò a dare pace al ribelle James. Infatti, quando fu necessario un suo dipinto, ci si accorse che dipinti non ve ne erano e il cadavere fu riesumato, la testa riattaccata e quindi si procedette con l’opera.

Raccontate dai “Beefeaters”, le storie macabre e reali assumono un fascino che solo questa gente e il loro celeberrimo humor può dare.

 

Sacro e potere a Londra si fondono alla perfezione in un posto unico: Westminster. L’incoronazione della regina è sacra anch’essa se è vero che il monarca è anche capo supremo della Chiesa Anglicana e la cerimonia a Westminster deve essere tanto fastosa e solenne quanto quella della proclamazione di un papa. Ma il potere è anche tragedia. Oliver Cromwell, morto nel 1658,  fu poco dopo riesumato, impiaccato e squartato. La sua testa ornò una lancia di Westminster per ben vent’anni!

Westminster del presente e del passato: da una parte la televisione che nel 1953 ha fatto il suo ingresso nell’abbazia, dall’altro la Stone of Destiny che quella cerimonia la vive da protagonista dal 1308.

 

Londra è anche shopping. Non potreste dimenticare sicuramente Harrod’s, ma forse non conoscete Liberty o Fortnum & Mason che dal precedente si distinguono per la tranquillità dei negozi di lusso e l’eleganza che non viene svenduta.

Ma anche i negozi comuni qui hanno un’atmosfera diversa: quella atmosfera che solo a Londra si vive.

Portobello roadD’un tratto passi dagli eleganti negozi ai mercatini di un tempo. Portobello Road riesce a stento a mantenere il fascino di un tempo, soprattutto quando il sole colora la piccola e lunga stradina. Uno dei negozianti che visitiamo è salernitano e ci dice che i cinesi stanno comprando tutto e di storico c’è sempre meno. Camden Town Market è purtroppo molto più avanti su questa strada.

Non troviamo molto su Portobello Road la domenica, ma già il passeggiare è soddisfacente.

Se fosse facile, avrei sognato di fare un giro per botteghe e mercatini a bordo di un routemaster, il celeberrimo e raro bus a due piani che parrebbe anacronistico in tempi di autobus ad aria condizionata se non fosse che qui siamo nella terra delle tradizioni.

E se parli di tradizioni non può non venirti in mente il the. La pausa pomeridiana ti concede un momento di riposo senza però rinunciare a vivere la città. Che sia un the oppure un cappuccino, se lo accompagni con un dolce, torta di mele o di mandorle che sia, vorresti che la sosta durasse molto molto di più.

Per chi gira tutto il giorno a piedi, tanta forza di vivere la vita notturna non c’è e onestamente sia io che Adriana non siamo tipi così nottambuli. Però basta entrare in un pub – meglio se serve cibo ancora verso le 21 – per sentirti londinese un po’ di più: pub e osti sono accoglienti, puoi discorrere, rilassarti, attendere. E se fuori all’ingresso ti trovi in Carnaby Street o in Covent Garden, sembra quasi di ritrovarsi in alcuni dei quadretti ad olio di altri tempi.

Altri tempi e altro tempo: di altro tempo avremmo voluto averne per viverne ancora.

Londra è una città mondana e colta allo stesso tempo, offre decine di spettacoli teatrali (ancora di più in giugno e luglio), concerti ovunque, offre se stessa e la storia dei suoi edifici, delle sue strade, della letteratura mondiale e anche della musica (vogliamo ricordare le strisce pedonali di Abbey Road, la copertina più famosa dei Beatles?). Londra è un po’ da vivere, un po’ da vedere e un po’ da ascoltare.

«Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita puòoffrire.» (Samuel Johnson)

Annunci

Una risposta a “A taste of England

  1. Pingback: Diario di viaggio: Londra | Domenico·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...