Quest’anno giochiamo…

 
Da quando seguo la pallanuoto, oramai venti anni, i grandi appuntamenti sono sempre stati un rito ed erano imperdibili: si arrivava mezz’ora prima per vedere il riscaldamento, magari avvicinare qualche giocatore, parlare con gli amici di piscina. Poi si soffriva: si poteva vincere o perdere, ma si giocava.
Quest’anno il mio primo incontro con la squadra è stato l’ingresso in piscina dopo 2 minuti del secondo tempo di Posillipo – Recco, già qualcosa come 4 – 6 per i liguri a conferma dei miei presentimenti. Alla fine sarà 9 – 15, questo il divario tra la squadra corazzata e una delle principali avversarie (!!). Menzione particolare a mr. Vanja Udovicic, venticinquenne fuoriclasse di Belgrado che esulta come avesse vinto i mondiali dopo avere rifilato cinque reti alla derelitta avversaria che nei precedenti due anni gli aveva permesso la vetrina per diventare il giocatore forte che è oggi. Avesse metà della classe di Kasas; mi ricordava il geometra Carboni nella celeberrima partita di calcio di Fantozzi!
La pallanuoto non è come il calcio, da noi il più forte vince quasi sempre. E questa volta il più forte è fuori portata. Se fosse solo fuori portata del Posillipo bene, ma temo che sia molto fuori portata da tutte.
Qualcuno dice che quando vinceva il Posillipo nessuno si lamentava del divario. Mi permetto di fare alcune osservazioni.
Mi sembra che per quanto forte era il Posillipo di 10 anni fa non si possa paragonare al Recco di oggi.
Mi sembra pure che il Posillipo vincente potesse contare su al massimo 3 stranieri e il resto tutti campani, allenatore compreso, tranne rare eccezioni che non aggiungevano molto al valore totale (e infatti le finali con la RN Florentia sono state vinte al fotofinish).
Mi sembra che il Recco di oggi annoveri cinque dico cinque stranieri, altri due italiani di origine straniera, un allenatore napoletano e solo quattro liguri di cui tre oltre i trent’anni. Il Recco si può permettere il lusso di portare a referto 13 giocatori senza secondo portiere.
In questo stato, il problema non è che il Posillipo sia debole: il problema è che non ci sono avversarie capaci di tenere alta l’attenzione sul campionato.
La squadra più forte d’Europa riccore a cinque stranieri a cui elargisce compensi da favola: essa stessa e le altre non hanno un vivaio degno (la nazionale ne sa qualcosa). Il Posillipo si affida all’eterno Postiglione e poi? Ho visto Scotti Galletta in gran forma e Paride Saccoia degno del vivaio dei tempi d’oro; Zlokovic e Janovic. Null’altro…
Nulla contro il Recco, ma a me piaceva più quando vinceva la scuola pallanuotistica di una regione: il Recco quale scuola è?? (Domenico, 28 novembre 2007)
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