Oro azzurro

Le analisi dell’acqua potabile sono top secret!
 
(Parole chiave: analisi acqua potabile calcio residuo durezza Roma)
Senza volermi sostituire a fonti di informazione ben più autorevoli, devo però constatare che sapere che acqua beviamo è impresa ardua.
Bisogna però dire che il Ministero della sanità dovrebbe provvedere all’elaborazione ed alla pubblicazione di una relazione triennale sulla qualità delle acque destinate al consumo umano al fine di informare i consumatori (D. Lgs 31/2001).
Eppure le cose non sono così semplici.
Una lettera inviata al gestore dell’acqua a Roma non ha avuto risposta. Mi sono quindi rivolto all’ASL, autorità competente per i controlli per verificare che le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti di legge. 
L’ASL mi invita nei suoi uffici e mi dice che dati pubblici non ce ne sono perchè i risultati di tutte le analisi andrebbero organizzati ed elaborati e loro non riescono a farlo. (Effettivamente è così: in rete ho trovato solo i dati per Veneto e Marche).
Mi fanno però vedere dei rapporti di analisi e una slide che invece presentano alle scuole medie come campagna informativa.
Il risultato è che l’acqua di Roma gestita da ACEA ATO 2 presenta:
Calcio: 100 mg/l
Cloro <0,2 mg/l
Nitrati: 5 mg/l
Sodio <20  mg/l
pH 7,4
Durezza: 30 – 35°F
Residuo fisso < 400 mg/l
 
L’acqua romana è buona, un po’ troppo "minerale" anche se il residuo fisso la rende comunque "oligominerale".
A maggior ragione non capisco perchè non dare questa bella notizia. Forse per non intaccare il business delle acque in bottiglia?
 
Anche l’acqua è un alimento. Conoscere la composizione di quella del rubinetto permetterebbe di scegliere l’acqua in bottiglia in modo più intelligente, magari con una composizione chimica diversa e più leggera.
Resta però il business di un bene che dovrebbe essere pubblico.Vi ricordo a riguardo che:
 

La disponibilità di acqua pro capite per un americano è di circa 10˙000 metri cubi l’anno. Per un europeo di circa 5˙000. Nel terzo mondo, nel 2002 circa 1,5 miliardi di persone sono sopravissute con meno di 1˙000 metri cubi pro capite. Sono 2,5 miliardi le persone che hanno vissuto in condizioni definite di “water stress”, ossia con meno di 1˙700 metri cubi pro capite. Ogni anno 5 milioni di persone – per lo più bambini – muoiono per malattie legate alla scarsa quantità e alla cattiva qualità dell’acqua.

L’Italia è la prima consumatrice in Europa e il 40% dei consumi è per i servizi igienici: quando facciamo la doccia (20-50 litri), il bagno caldo (il doppio!) quando laviamo i denti e non chiudiamo il rubinetto, lo sciacquone (anche 10 litri!!); e poi lavatrici, lavastoviglie…

 

Per chi fosse sensibile all’argomento:

http://www.acquabenecomune.org/

www.amref.it

 

 

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