Bruxelles: diario di viaggio

23 – 25 giugno 2007 (e alcuni aggiornamenti del 2014 e 2015)
Seguendo i Genesis in tour – Prima tappa

(Pubblicato anche su Viaggiareliberi)

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Cosa porta verso Bruxelles (o Brussel in fiammingo) in piena estate? Senza dubbio una buona ragione che nel mio caso vuol dire GENESIS e il loro Turn it on tour 2007. Come al solito l’organizzazione è fai da me, con un volo prenotato on line a gennaio (Brussel Air Lines) e un albergo prenotato sempre on line due settimane prima di partire.
Mi erudisco velocemente poco prima di partire tra interne (www.belgio.it, http://www.trabel.com/brussels.htm) e una guida Lonely Planet: stavolta parto da solo.
Bruxelles noiosa, burocratica, grigia. Senza dubbio non eccelle per mondanità né per la socievolezza dei suoi abitanti troppo troppo riservati. Ogni posto ha il suo fascino e Bruxelles può essere un buon punto di passaggio verso altre destinazioni, anche perché due giorni sono più che sufficienti per visitarla.

Alcune notizie di servizio….

Collegamenti con gli aeroporti
Il Leonardo Express è un comune intercity che impiega 30 minuti per fare poco più di 20 km che separano Roma dall’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino alla modica cifra di 11 euro [14€, aggiornamento 2014]. L’alternativa sono i regionali da 5,50 € [8€, aggiornamento 2014] ma con pericolo ritardi.
L’aeroporto internazionale di Bruxelles (www.brusselsairlines.com) è collegato con la città con circa 4 treni all’ora che percorrono circa 13 km all’onesto costo di 2,80 € [8,50€: aggiornamento 2014]. Il tragitto è percorso in circa 30 minuti oppure in 15 con i treni diretti.
I servizi italiani si distinguono sempre.
Le biglietterie automatiche all’aeroporto accettano carte e monete, non banconote.
Lingua
La capitale d’Europa, così designata nel 1993, ha lentamente migliorato il suo rapporto con l’inglese grazie all’invasione dei dipendenti e collaboratori vari della Commissione europea. Bruxelles è bilingue, essendo francofona ma fisicamente nelle Fiandre, regione di lingua fiamminga (o meglio dialetto fiammingo dell’olandese).
I nomi delle strade sono sempre in due lingue: francese e fiammingo.

Trasporti interni
Bruxelles è molto piccola quindi è inutile pensare alle metro o agli autobus. La metro è d’aiuto se si vuole uscire fuori dal centro, ad esempio per visitare il palazzo del Parlamento Europeo o l’Atomium. Sono disponibili biglietti per corsa singola (1,50€) [2,10€ aggiornamento 2015] o carnet di 5 o 10 biglietti a prezzo ridotto.

Meteo
Il tempo a Bruxelles è sempre variabile: sole, pioggia, vento. Imprevedibile. Le temperature estive sono gradevoli, 18 – 22 °C. Direi una felpa è d’obbligo, ma anche un K-way per le improvvise piogge, in genere fini e brevi.

Gente del luogo
Viaggiare da solo può essere un limite alla socializzazione. Ho provato ad accorciare le distanze in un paio di occasioni (quale posto migliore di un concerto rock con centinaia di fans come me) ma proprio la gente del luogo non spicca per apertura. Aggiungo che a Bruxelles c’è gente locale che parla francese e fiammingo e quindi si vive la strana sensazione di non riuscire a capire chi è indigeno e chi straniero.

Sabato 23 giugno 
Il volo parte con un’ora di ritardo a causa di problemi con Alitalia con cui si viaggia in cooperazione.
Lascio l’Italia a circa 35 gradi e arrivo lì in piena primavera: 22°C sono una goduria… Dall’aeroporto di Bruxelles in un’ora sono già in albergo, il quale affaccia sul Sablon, aristocratica città alta, con eleganti palazzi, residenze e ambasciate. Decido che per oggi faccio un giro “outdoor” per la città approfittando del bel tempo.
La Place Du Sablon nel week end ospita un piccolo mercatino di antiquariato. Sul mercato affaccia la Eglise du Notre Dame du Sablon, chiesa tardo gotica del XIV secolo, grande e bella fuori ma piccola per quello che può essere visitato. Vale la pena per l’interno e le vetrate istoriate.
Attraverso la strada e sono su Place du Petit Sablon, piccolo giardino all’italiana del 1890.
Mi dirigo quindi verso il Palazzo di Giustizia e già mi è chiaro che la città è molto piccola.
Il Palais de Justice è un imponente edificio ma è in ristrutturazione per cui l’esterno non è ben apprezzabile [in ristruttrazione anche nel 2015, quindi direi che è eternamente pericolante…]. Lì vicino c’è Place Poelaert da cui si gode un bel panorama della Città Bassa (il centro storico) e si vede il suggestivo Atomium in lontananza. Bel panorama si vede anche da Couderberg (vedi oltre).
Ritorno quindi verso il Sablon per una visita alla Eglise Notre Dame de la Chapelle, la chiesa più antica della città dove riposa Pieter Bruegel il Vecchio, pittore fiammingo del Cinquecento.
In 30 minuti sono già nel centro di Bruxelles. Ci entro da Sud, cioè la Grand Place mi si presenta con la vista della Maison du Roi: eccezionale!

La Grand Place (dal 1998 nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO) è il fulcro della Città Bassa, cuore medioevale di Bruxelles. Le forme barocche e gotiche dei suoi palazzi (eretti in epochie diverse ma tutti di stampo rinascimentale) sono davvero avvolgenti e mi lasciano senza fiato. Tra questi spiccano il bellissimo Hotel de Ville (municipio, palazzo del 1450) e la Maison du Roi (casa del re, datata 1500, l’edificio opposto al municipio) che ospita attualmente il Musèe de la Ville de Bruxelles. Guardano il municipio, a sinistra ci sono di seguito la Maison de L’etoile, la Maison du Cyghe (di fine 1600) e la Maison de la Rose (del 1702). La piazza è anche nota come Grote Markt (mercato) perché nel XII secolo era sede del mercato.

Nella piazza mi ci perdo un bel po’, faccio decine di foto, poi decido di visitare la Cathèdrale des sts Michel e Gudule la cui facciata non spicca molto nella piazza su cui affaccia. La chiesa nacque nel IX secolo come cappella dedicata a San Michele e poi fu sostituita nel XI secolo da una chiesa romanica in cui vennero traslate le reliquie di santa Gudule. La cattedrale odierna, in stile gotico, meglio apprezzabile facendo un giro intorno, ha subito vari rimaneggiamenti, come mostra l’imponente organo del 2000 (4300 canne) di fronte al bel pulpito barocco del 1699. Vale senza dubbio la visita: l’interno è imponente e sobrio ed ha belle vetrate del 1500.

Dalla cattedrale il Parc de Bruxelles non è lontano. Niente di particolare, ma all’estremità opposta, che affaccia sul bel Palazzo reale, c’è un concerto per la festa Europea della musica e un bel po’ di gente. Il Palais Royal è un bell’edificio ma può essere visitato solo un mese all’anno (tra luglio e agosto).
[Aggiornamento 2014] Sempre lì vicino c’è Place Royale, piazza bellissima e regale, caratterizzata dalla straordinaria uniformità di 8 palazzi neoclassici bianchi che la circondano. La piazza è interessante anche per gli scorci che apre. Ad esempio da un lato la piazza si apre su l’Albertine e l’omonima piazza e poi su Couderberg e la bella veduta sulla città. Sempre in zona place Royale c’è la parte molto riservata con alcuni musei e l’edificio liberty del museo degli strumenti musicali. Da notare, sul lato opposto della strada, una installazione multimediale “Music Room” che permette di ascoltare musica seduti sulle “sedie musicali”. Necessario scaricare l’app su smartphone.

A questo punto, dato che domani avrò il concerto e sono vicino alla fermata metro, decido di fare un salto all’Atomium la cui vista da Place Poelaert mi aveva ben impressionato. So già di trovarlo chiuso (chiude alle 18) ma parto uguale.
Dunque, la vista è da brividi! La costruzione risale al 1958 e colpisce perché non dà riferimenti, cioè non si individua l’altezza, la profondità, non si capisce come può essere abitato all’interno e, guardandolo dal basso verso l’alto, attraverso i bracci, le nuvole che ci scorrono sopra e si specchiano sulle sfere tolgono ancor di più il senso di equilibrio. L’Atomium è una copia in acciaio di una molecola di cristallo di ferro ingranditas 165 miliardi di volte. Le sue nove sfere ospitano esposizioni e uno spazio bar-ristorante.

Anche la vista notturna non è male, con le suggestive lucine che scorrono sulle sfere.

L’Atomium è a due passi dallo stadio Roi du Boudoin dove domani si terrà il concerto. Provo a fare un salto sperando di poter vedere il montaggio del mega palco. All’ingresso sono fermato da una bella indigena. Lei non parla inglese, io non parlo francese: non  mi fa entrare! Peccato…

Rientro in centro scendendo alla fermata “Bourse”: nei pressi c’è Rue Auspach piena di ristoranti, negozi e locali. Da una parte si va verso St. Gery e Ste-Catherine (anche lì zone molto caratteristiche e piene di locali), dalla parte opposta si va verso la borsa e le adiacenti viuzze in acciottolato della Ilot Sacrè e i vari ristorantini. In particolare la Petite Rue des Bouchers, Bouchers e le via adiacenti sono molto caratteristiche ma altamente caotiche e turistiche.

Su Rue de la Borse si trova un piccolo ma fornitissimo negozio di dischi “Le Collettor Record Gallery” (accanto a “Le Cirio”).
Un altro fornitissimo negozio di materiale musicale (spartiti e libri) mi è sembrato “Adagio” in Rue Eperonniers, che si trova però nei pressi della Gare Centrale.

Ceno in un ristorante sulla Grand Place, ‘t Kelderke, che per posizione, menù, qualità e prezzo è senza dubbio da provare. Non prendo il piatto tipico (cozze e patate fritte) ma un altrettanto caratteristico e ottimo piatto con salsiccia e purè di patate con cavoletti.

Domenica 24 giugno 
Chi visita Bruxelles non può non onorare il simbolo cittadino, il Manneken Pis, semplice statuetta di 30 cm che raffigura un bimbo che fa la pipì. Non è chiaro se alluda ironicamente allo spirito ribelle della città oppure alle usanze dei suoi abitanti attuali. Il bimbetto è meta di folle di turisti: onestamente, non capisco perché! So però che il Manneken Pis è vestito con costumi diversi secondo un calendario regolare. I vari costumi sono raccolti nella Maison du Roi.
L’Hotel de Ville è visitabile in alcuni giorni e d’estate anche la domenica. Alle 10.45 c’è visita guidata in inglese: pago biglietto (2,50 euro) e mi vedo il bell’interno del municipio con una comprensibile spiegazione in inglese. Consiglio la visita: bella la sala del consiglio, gli arazzi fiamminghi e la sala gotica dove vengono ricevuti i capi di stato.

Attraverso la piazza e visito il Musèe de la Ville de Bruxelles (3€), museo dedicato alla città inserito nella spettacolare Maison du Roi in stile neogotico. Il museo espone modelli, sculture, dipinti e documenti della città e una sezione ospita i costumi con cui il Menneken Pis viene vestito secondo calendario. Niente di esaltante, ma vale la pena farsi un giro nel bel palazzo.

Decido di visitare i quartieri di Ste Catherine e St-Gery, zone moderne e all’avanguardia del centro storico di Bruxelles. Anzi, Bruxelles fu fondata proprio dove oggi sorge Place St-Gery. La zona è affollata di locali e brasserie frequentati da turisti e gente del posto.
La mia guida mi segnala nelle vicinanze la Maison de la Bellone (Bellona, dea della guerra) con una “stupefacente” facciata seicentesca. Il problema è che la facciata è protetta da una copertura di vetro e il palazzo è affiancato da altri edifici e quindi per me resta un edificio anonimo. All’interno si trova la Maison du Spectacle, centro di arti drammatiche, che trovo chiusa.

[Aggiornamento 2014] Intorno place St Gery è da vedere l’interno dell’edificio in mattoni del vecchio mercato delle carni, oggi sede di cafè alla moda. La zona intorno pl. St-Catherine, Rue de Andrè e quai au Bois-a-bruler (dove c’è la fontana) presenta alcuni ristoranti e, nel periodo natalizio, il famoso mercato cittadino.

Bene, a due passi ho la metro, è ora di vedere il Palazzo del Parlamento. Essendo domenica non posso visitarlo (si visita due volta al giorno dal lunedì al venerdì), resta la visita esterna che non aggiunge molta emozione al viaggio. [Aggiornamento 2014] Lì vicino c’è il piccolo e rilassante Parc Leopold. In Place Jourdan c’è un chioschetto rinomato per le sue patatine fritte. Attorno alla piazza ci sono molti locali (in particolare all’angolo con chausse de wavre).
A pochi passi c’è il Parco del Cinquantenario, al cui interno ci sono alcuni musei (come Autoworld). Decido di fare due passi: magari con un po’ di sole, qualcosa da leggere o da mangiare sarebbe valsa la pena…
Rientro in centro e pranzo da Charles Quint subito fuori le Galeries Royales St-Hubert, il più antico centro commerciale d’Europa nonché il più elegante della città.

Sono le 15 circa. Rientro in albergo perché l’ansia e l’emozione sono altissime. Il tempo di cambiarmi e parto verso lo stadio. Serata piovosa, arrivo alle 18 anche se ho il posto numerato e il concerto inizia alle 20.30. Trenta minuti di ritardo e poi esplodono le tastiere sull’intro di Behind the lines. Tutto di un fiato fino alle 23.40 quando Carpet Crawlers chiude il mio primo incontro ravvicinato con i Genesis.

Il concerto termina appena in tempo per le ultime metropolitane. Scendo di nuovo alla Borsa così da fare un giro notturno per il centro. Anche di sera la Grand Place è molto suggestiva!

Lunedì 25 giugno 
Giornata a spasso per le strade del centro prima di raggiungere l’aeroporto.

Alcuni suggerimenti per lo shopping.

Cioccolato. Le fabbriche di cioccolato belga hanno inventato la pralina, precisamente la famiglia Neuhaus nel 1912. In città trovate tanti negozi che vendono cioccolato di ogni tipo e a ottimi prezzi. Tra le più rinomate, oltre la Cote d’Or, pare ci siano Leonidas, Neuhaus, Godiva, Wittamer e Pierre Marcolini.Parte del cioccolato belga proviene dal Congo, nonostante la situazione politica e civile del Paese africano.
Adiacente alla Grand Place c’è il museo della cioccolata.

Birra. Insieme al cioccolato è il must qui a Bruxelles: il Belgio conta circa 600 marche di birra! Alcuni negozi vendono anche la confezione regalo “Belgian Tour”. Sempre alla Grand Place si trova il Belgian Brewers Museum.

Merletti. Altro prodotto rinomato locale, purché fatti a mano. Ancora, a Bruxelles si possono comprare ottime scarpe, borse, cappelli e gioielli.

Giocattoli. Sono stato da Grasshopper in Rue du Marchè aux Herpes, alle spalle della Maison du Roi, dove ci si perde tra tanti oggettini più o meno originali e più o meno artigianali. In città ci sono comunque altri piccoli negozi di gioccattoli molto interessanti.

Mangiare

Fin De Siecle, rue des Chartreux 9. Locale dall’atmosfera caratteristica, buona cucina (essenzialmente di carne) e pezzi abbordabili. Una portata principale si aggira tra 15 e 25 euro.
9&Voisins, rue van arteveldestraat 1. Non lontano dal “Fin De Siecle” è in pratica il gemello: il posto è carino, il menù e i prezzi sono gli stessi.
L’Estrille du Vieux Bruxelles, rue de Rollebeek 7. Uno degli edifici più antichi della città, patrimonio storico di Bruxelles. Bel posto, anche con un piccolo cortile interno. Si mangia bene e si spende nella media, considerata la storia del posto.

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3 risposte a “Bruxelles: diario di viaggio

  1. Anch’io ho visitato Brussel, quasi 10 anni fa, e sono rimasta colpita, come te, dalla piazza principale, davvero affascinate. Ho visto anche il mannekenpis vestito da Mozart! Peccato, il giorno dopo avrei potuto godermi il bambinetto vestito da Elvis…xché lo fanno?????
    In effetti Bruxelles è una delle capitali europee e pertento merita una visita, ma veste di troppa formalità e freddezza. 

  2. giornoooooooo giorninooooo
    azz sono dovuta passare più volte per leggere questo luuuuungo intervento 😉 ehehehe
    ma passo sempre molto volentieri! mi tengo aggiornata sul tuo spazietto!
    Buona settimana!

  3. Pingback: Gent, Brugge, Anversa, Bruxelles: settembre 2012 | Domenico·

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