Un tranquillo venerdì sera

Corrispondenza epistolare di trentenni di ieri che hanno avuto la brillante idea di fare i trentenni di oggi.
Ve la riporto con opportune note per i non bilingue.
 
15marzo 2007
Cara Uallera milanese,
ieri abbiamo avuto la prova definitiva che non è proprio cosa nostra andare in giro per lo mondo mischiandoci con gli esseri viventi….
Io, Lucalota e Peppezanzarone (quello del negozio) abbiamo deciso di svoltare ed andare a Pozzuoli, niente centro storico, niente bar accanto allo ska occupato in piazza del Gesù, dove una pinacolada costa 2 euro ed alla decima ti rendi conto che le fa buone e pesanti….insomma abbiamo scelto la vita: il KESTè!
Bene, sulla porta abbiamo trovato una sorta di buttafuori santone, la metà di me ,vestito di bianco a metà strada tra Marco Masini (UUUSS!) old style ed il recente e sempre immenso Ian Gillan.
Subito ci ha fermato ben fuori e lontano dalla porta e ci ha chiesto cosa volevamo fare: se bere al bancone o sederci e lucalota subito: "Oilloco oì, chist’ è qualche scoppiato di via Napoli. No bello, spicci [spiccioli] non ne tenimm’".
Mentre entravo scompisciandomi ho notato che il wallerguard [buttafuori poco vigoroso] si è rassegnato ed esterrefatto; poi,come tu sai, l’ho guardato male. Non ci ha detto un cazzo…
Arriviamo alla cassa, vulva [donna sessualmente molto molto attraente] che mi presentò al secolo la buonanima di Antonio S., abbiamo pensato subito bene di non farci riconoscere. Ci dice che esistono cocktails normali o speciali e Peppe: "’O vir, magari lo speciale è tipo Titina [Roberto, all’anagrafe], è modificato, non è che ce metton coccose e buon dentro?!!". Al che la tipa, schifatissima: "Rum e coca e gin lemon 6 euro, mohito e rum e pera 7" ed io: "Az! Buono! Luca che posto economico: prendi 10 cocktails! Scusa ma se nel mohito non mi metti la menta me fai sparagnà? [risparmiare] Ma che fai i cocktails a scalare, come i tossici?" Al che Marco Masini si è avvicinato chiedendo se avessimo problemi e Luca: "Ua nuje? ma tè guardat? [Caspita noi? Ma ti sei visto allo specchio?]". Ovviamente gli siamo schiattati a ridere in faccia…si è arreso subito!
 
Dopo la scelta di 3 cocktails a 6 euro ci hanno dato dei tagliandini di cartone. Peppe li stava incartando come filtri ringraziando sinceramente la tipa, in quanto  mentre eravamo alla cassa con la macchinetta della OB (la Rizla costa troppo ,la seconda se non la conosci pensi a quei 4/5 giorni al mese all’interno dei quali la tua donna e’ più intrattabile del solito e ,nella media, non te la fa nemmeno vedere…) stava facendosi una sigaretta con il tabbacco samsung……..
La tipa, sempre più schifata ci ha detto di darli al barman per avere da bere, a un metro e mezzo, quella cosa “chi siete?un fiorino”….
I clienti al bancone profumavano di cocco, un paio di loro sbarbati e con i capelli lunghi me li sarei pure trombati se abbastanza ubriaco, ma quando abbiamo sentito il livello analcolico dei cocktails ci siamo arresi, anche perché nel mentre, intorno a noi si era fatto il vuoto e ce ne siamo andati mestamente fuori, consapevoli che oramai, siamo andati ben oltre il termine disadattato, oramai non facciamo più parte della società civile se non fosse che lavoriamo, abbiamo una casa, un telefono ed un documento di identità valido….
 
Abbiamo ripiegato su un locale cantina, il Jolly Jocker [alle spalle della cumana di Pozzuoli, da frequentare!], aperto sulle scale alle spalle della piazza che sta dopo l’ex Sciaraballe, accolti da un tipo di piazzale, che ovviamente non ho riconosciuto presentandomi, clientela giusta (mezzo piazzale anni 90 e giovani leve promettenti) cd di Diego Armando (vol 2 di Gianni Minà – amante di Napoli) torze a mappate [non traducibile per motivi legali] e facce da *** [cfr vulva].
Anche qui, mentre Diego atterrava il Milan nell’anno di nostro signore 1987 mese di Maggio, stoppando al volo a seguire e segnando sempre con il medesimo piede sinistro, un ragazzino mi guarda e mi comincia a parlare di Diego, ma tipo: “Un grande, ha fatto impazzire Baresi…” al che io l’ho guardato senza dirgli un cazzo e senza replicare, non sapendo come spiegargli che io Maradona ce l’ho tatuato in petto e per questo stavo tacendo. Questo ha pensato che ero milanista o completamente pazzo e si è arreso subito…Ovviamente tra tanta gente al bancone a me doveva fare il bucchino [a me doveva importunare] tutto sconvolto ad occhio, nato quando Diego a Napoli già non c’era più…
 
Comunque,siamo usciti strisciando verso le 2.30 più o meno consapevoli che il prossimo venerdì  è meglio che accattamm’ na boccia e ce ne stàmm a casa!
 
La risposta della “uallera milanese”
 
anticipo che sto un po’ brillo…
eh mi ero scordato che o’ quattrocchio va per cantine sociali… oramai lo facevo frequentatore solo di posti di tendenza…eughehghhehgheghehhe
uallera, non è che voi, o per meglio dire noi siamo disadattati… è semplicemente che quelli che tu hai incontrato ieri saranno disadattati di domani…. credo più semplicemente… che ce stamm’ facenn’ viecchi…. e che oggi ci sia un modo di vivere la gente diverso da come la vivevamo noi…. o ancora meglio…. questo modus vivendi esisteva già ai nostri tempi ma eravamo meglio informati e quindi li evitavamo rigorosamente… sbaglio o una volta il  kestè era più malleabile come posto?
e ho detto tutto…
 
Epilogo
La verità è che quand ti ‘mbriac esce sempre quel grande filosofo che è in te, anche se non ci ho capito un cazzo di quello che hai scritto…..
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Una risposta a “Un tranquillo venerdì sera

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